10
febbraio

SANREMO 2016, DOPOFESTIVAL: SAVINO PRUDENTE AL DEBUTTO, ORA SERVE PIU’ RITMO

DopoFestival, Nicola Savino

Alla buonora, l’attesa è finita. Il ritorno del Dopofestival in tv lo bramavamo da otto anni, da quando la trasmissione aveva abbandonato il piccolo schermo. Le aspettative erano quindi elevate e forse sarà per questo che, ieri sera, abbiamo accolto il redivivo appuntamento senza cedere a facili entusiasmi. E il rischio in tal senso c’era, se non altro perché lo show notturno è sembrato una ventata d’aria fresca, se raffrontato con una première festivaliera tutto sommato tranquilla.

Tuttavia Nicola Savino e Gialappa’s, animatori dello show, hanno eseguito il compito loro assegnato senza spingersi oltre e senza osare. Sia in termini di intrattenimento sia dal punto di vista dei contenuti. E pensare che i primi minuti di DopoFestival (impreziositi da una comparsata di Laura Pausini e da un contributo flash di Aldo, Giovanni e Giacomo) lasciavano sperare in qualcosa di più frizzante.

Sia chiaro: la trasmissione non ci è affatto dispiaciuta, ma ci saremmo aspettati ben più ritmo (del resto siamo al Festival e qui la musica conta). Nello specifico, il sacrosanto gusto della polemica, che da sempre caratterizza il DopoFestival, non è stato ben dosato: in apertura di programma, ad esempio, Mario Luzzato Fegiz ha massacrato la debuttante Deborah Iurato per il suo look, ma in seguito critiche altrettanto spietate sono mancate nei confronti di altri artisti magari più navigati, sebbene gli spunti non mancassero.

Larga parte della trasmissione è stata dedicata alle domande dei giornalisti presenti in studio, i quali – salvo debite eccezioni – non hanno brillato per originalità (e non vogliamo infierire, per solidarietà alla categoria). Ne è conseguita una conversazione piacevole sì, ma non troppo vivace. Una scaletta meglio formulata avrebbe forse giovato anche alla componente di intrattenimento, relegata a due soli momenti: l’intervento di Elton John (imitato da Max Giusti) e un refrain ‘celentanesco’ intonato da Enrico Ruggeri. Sketch entrambi divertenti, ma poco valorizzati dall’impianto del breve programma (un’oretta in tutto: perfetto così).

Interessante l’idea di affidare un commento musicale al maestro Vittorio Cosma, interpellato per cogliere le particolarità e gli eventuali plagi presenti nelle canzoni in gara. Ieri sera, però, l’esperto non si è voluto sbilanciare troppo: ma allora, che gusto c’è? Altrettanto prudente è sembrato il conduttore Nicola Savino. Più sciolti invece i Gialappi. Grande assente nella prima puntata è stata l’interazione coi social: vedremo cosa accadrà nelle prossime sere.

E se la satira irriverente di Saverio Raimondo sembra un ricordo lontano, resta il fatto che il DopoFestival si conferma un’appendice gradevole al grande evento dell’Ariston. Riusciranno Savino e i Gialappi a farvi (ri)affezionare il pubblico televisivo?



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1 Commento dei lettori »

1. Griser ha scritto:

10 febbraio 2016 alle 20:02

Ieri sera ho visto ma oltre ad iniziare troppo tardi mi ha dato l’impressione che volessero dire troppe cose e tutte insieme. Io abolirei i giornalisti (comunque qualcuno) e la Berti che ho trovato molto inutile



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