23
dicembre

ANTONIO DALOISO E’ IL VINCITORE DE IL PIU’ GRANDE PASTICCERE

Antonio Daloiso

Antonio Daloiso

(tutto su di lui cliccando qui) è il vincitore della prima edizione de Il più grande pasticcere. Il ragazzo, originario di Barletta, riceve in premio la possibilità di pubblicare un proprio libro di ricette e il titolo di primo più grande pasticcere del Belpaese. Nella finale, peraltro tutta al maschile, si è classificato secondo Gianluca mentre Roberto si è fermato alla prova esterna, alla Triennale di Milano, classificandosi terzo con una scultura di cioccolato non proprio eccelsa secondo il giudice sovrano Iginio Massari (stavolta accompagnato dal campione mondiale Davide Comaschi e dai tre giudici del programma, seppur in veste di soli ospiti).

Il più grande pasticcere – Finale – Quattro stagioni – Gianluca diretto in finale

La finalissima è stata tutta in salita con una prima prova d’autore incentrata sulle “quattro stagioni”. I finalisti hanno dovuto dimostrare di essere creativi e in grado di adattarsi a qualsiasi situazione, anche improvvisa: così se Roberto ha puntato sulla primavera, Antonio ha optato per l’inverno, ma è stato l’autunno di Gianluca, con tanto di castagna, sottobosco e albero di cioccolato, a mettere d’accordo i giudici che lo hanno portato direttamente alla prova finale.

Il più grande pasticcere – Finale – Prova esterna – Eliminato Roberto

Nella prova in esterna dedicata all’Expo, Roberto e Antonio hanno dovuto destreggiarsi con il cioccolato, realizzando una scultura a tema all’interno della Triennale di Milano. Se Antonio, “il mago dello zucchero”, ha mostrato in un primo momento il suo imbarazzo di fronte al maestro Massari, non riuscendo propriamente a spiegare la sua doppia farcitura, Roberto, “il mago del cioccolato”, è stato subito ripreso per degli errori commessi con i cioccolatini, causati come al solito dalla sua emotività. Roberto, comunque, si è presentato con delle mani che sorreggono il pianeta, con l’idea che possa essere salvato solo dall’unione tra tecnologia e alimentazione, mentre Antonio – vincitore della sfida – con una pala eolica simbolo delle energie rinnovabili.

Il più grande pasticcere – Finale – Duello finale


La terza sfida ottocentesca Carème, con Rossano Boscolo ospite (si fa per dire, visto che è il proprietario dell’Accademia), ha creato più di qualche difficoltà, soprattutto a Gianluca che solo alla fine si è reso conto dell’alzata un po’ troppo storta. Semplice nella decorazione e un po’ banale, il dolce di Gianluca non ha convinto particolarmente i giudici, mentre Antonio è stato rimproverato per la modesta quantità di dolce (definito non esaltante, peraltro) e per l’idea di aver puntato fin troppo sull’estetica.

Dopo il momento reality con i parenti, che non manca mai durante una finale, per il testa a testa decisivo i due concorrenti hanno dovuto ideare il proprio dolce, preparato e assaggiato completamente al buio. Antonio si è presentato con un dolce esotico, Africa, dedicato ad un suo amico andato in missione, mentre Gianluca con un dolce molto più classico, l’Aristocratica, dedicato alla nonna.



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3 Commenti dei lettori »

1. mister ha scritto:

23 dicembre 2014 alle 23:59

promuovo il programma, promuovo il più grande pasticcere!



2. Ariel ha scritto:

24 dicembre 2014 alle 06:43

Si sapeva da tempo che avrebbe vinto lui, grazie alla spifferata di una delle concorrenti, Giada, che qualche settimana fa pubblicò sul suo Facebook la foto di una sua torta con riprodotti in zucchero proprio i concorrenti, messi sui piani della torta in ordine di eliminazione…difatti, il vincitore era sul piano più alto!



3. Paguro ha scritto:

8 gennaio 2015 alle 01:05

Andiamo per ordine: Una gara si fa tra persone dello stesso livello, qui i livelli erano quasi uno per partecipante. Per definizione professionista è chiunque si faccia pagare per una prestazione, o la fornitura di un prodotto, a prescindere dalla sua qualità. Se seguiamo alla lettera questa giusta discriminante possiamo ritenerli professionisti, se invece consideriamo il livello base per essere considerati veri professionisti, allora Giada non c’entrava niente, come non, c’entrava niente Silvia. Lì gli unici veri pasticceri erano Antonio, Roberto e Gianluca. Roberto con molti limiti dettati da una filosofia del lavoro di pasticcere non di alto livello, ovvero il laboratorio senza troppe pretese che serve una clientela di livello medio, molto concreto, ma non l’eccellenza. Mi è piaciuto poco lo sviluppo della gara: Antonio aveva fatto una torta nuziale orribile, con le colonne storte ed aveva pure bruciato il pan di spagna per fissare le colonne. La torta di Roberto era superiore, lasciare la scelta agli sposi senza nemmeno avere l’assaggio da parte loro è stato ingiusto. E’ stato un passaggio chiave della gara. Ha comunque vinto il migliore, anche se penso che l’elitè della pasticceria italiana sia altrove e non sia stato rappresentato da questi concorrenti.



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