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dicembre

JANE THE VIRGIN: NOVELA DI UN’”IMMACOLATA CONCEZIONE”

Jane The Virgin

Immaginate di essere una tipica ragazza latinoamericana di 23 anni; piacente, ambiziosa, solare, e fidanzata con il ragazzo perfetto. Immaginate, poi, di essere cresciuta in una famiglia matriarcale, con un’educazione di stampo cattolico che ha condizionato da sempre il rapporto con i vostri partner, presenti e passati. Cosa succederebbe se, in una città come Miami vocata alla trasgressione e piena di tentazioni, tutti gli sforzi fatti per cercare di mantenere intatta la vostra “purezza” venissero vanificati da un errore medico? No, non si tratta di un servizio delle Iene sulla malasanità; è la bizzarra premessa da cui parte Jane the Virgin, nuova serie ispirata alla telenovela venezuelana Juana la Virgen, in onda dal 13 ottobre sull’emittente statunitense The CW.

Jane The Virgin: La trama

La serie narra le rocambolesche vicende della giovane Jane che, durante un controllo ginecologico di routine, viene inseminata artificialmente da Lisa, dottoressa che inverte sbadatamente le cartelle cliniche delle pazienti previste in agenda. La ragazza a cui era destinato il trattamento di fecondazione è Petra, intrigante moglie di Rafael - fratello di Lisa, nonché datore di lavoro di Jane - intenzionato a conservare il suo sperma in seguito alla scoperta di un cancro ai testicoli.

Oltre al danno, la beffa: la povera Jane scoprirà non solo di essere rimasta incinta senza aver mai provato i piaceri della carne, ma di aspettare anche un figlio dal suo affascinante capo, che aveva riversato in quell’unica provetta tutte le speranze di diventare padre.

Il personaggio di Jane si colloca a cavallo tra le due figure femminili diametralmente opposte che l’hanno cresciuta: la mamma Xiomara, donna esuberante con velleità artistiche da cantante di musica dance, rimasta incinta all’età di soli sedici anni, e la nonna Alba, bigotta e timorata di Dio, che non si risparmia nel metterla continuamente in allerta riguardo alle conseguenze del sesso prematrimoniale. Emblematica la scena iniziale del pilot, quando troviamo nonna Alba intenta a mostrare ad una Jane appena undicenne, come i petali carnosi di un fiore candido tendono ad appassire se non conservati con le dovute cautele. L’evocativa metafora di una camelia strapazzata, adeguatamente incorniciata sulla parete della camera da letto di Jane, è l’immagine che la ragazza cerca di tenere in mente ogni qual volta si trova in atteggiamenti intimi con Michael, giovane detective conosciuto in occasione dei “trasgressivi” festeggiamenti per i suoi vent’anni.

Non chiamatela “Ugly Jane”

Verrebbe subito in mente un paragone con Ugly Betty, altra serie basata su una famosa telenovela latinoamericana, poiché entrambe le protagoniste vivono e sono cresciute in famiglie che rispecchiano i cliché della cultura del Sud America, e si muovono sullo sfondo di una città che sembra in antitesi con i valori che incarnano i loro personaggi. Jane, a differenza di Betty, non è per nulla brutta, e questa sua prestanza fisica di certo non l’aiuta a schivare le tentazioni di una società promiscua. L’occhialuta eroina della serie targata ABC all’inizio si mostra maldestra, impacciata, ma subisce un’evoluzione positiva del suo modo di vivere che la porta, stagione dopo stagione, a raggiungere gli obiettivi di realizzazione professionale e sentimentale prefissati. Jane, per contro, è una ragazza risoluta, già appagata dalla sua vita, ma la scioccante notizia la porterà a doversi reinventare e rivedere le sue priorità in funzione della creatura che si troverà, suo malgrado, a dover far nascere.

Le conseguenze che questa assurda gravidanza porterà nella vita di Jane e delle persone a lei vicine, vengono raccontate attraverso improbabili intrecci e ironici riferimenti alla cultura cattolica; prima su tutti, la divertente allegoria dell’Immacolata Concezione. La serie, pur utilizzando i toni melodrammatici tipici della struttura narrativa della telenovela, ne sfrutta solo il potenziale parodistico, e si rivolge al pubblico giovane di THE CW – “terra” che ha dato i natali a Gossip Girl, The Vampire Diaries e Arrow – proponendo temi di stretta attualità declinati in chiave sarcastica e surreale.

Jane The Virgin parte con un pilot accattivante, ben scritto, perfettamente confezionato nel montaggio e nella fotografia, ma gli episodi successivi subiscono un forte calo della tensione emotiva, andando a tradire le aspettative di commedia fresca e brillante promesse nel primo episodio.

La serie è stata accolta favorevolmente sia dalla critica che dagli ascolti. Una media di 1,3 milioni di telespettatori per 7 episodi finora trasmessi su una rete minore come The CW, sono stati sufficienti per la conferma di una stagione completa.

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1 Commento dei lettori »

1. Lina ha scritto:

5 dicembre 2014 alle 20:46

In Polonia hanno fatto un remake nel 2009: il titolo “Majka”.



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