20
ottobre

LA STRADA DRITTA: SU RAI 1 LA MINISERIE SULLA NASCITA DELL’AUTOSTRADA DEL SOLE

La Strada Dritta

La Rai festeggia i primi cinquant’anni dell’Autostrada del sole, simbolo di rinascita e di modernizzazione per il nostro paese, con una miniserie che racconta gli otto anni di lavoro necessari per realizzarla.

La Strada dritta: la miniserie in onda il 20 e il 21 ottobre 2014 su Rai 1

Oggi – lunedì 20 ottobre 2014 – e domani in prima serata andrà in onda La Strada Dritta, coprodotta da Rai Fiction e Cattleya per la regia di Carmine Elia. Due puntate fatte di impegno, fatica, progetti e cantieri ma anche di speranza e storie private, quelle degli uomini che nel 1956 diedero vita ad un gruppo audace e variegato che si impegnò per unire Milano e Napoli costruendo una strada dritta settecentocinquantacinque chilometri.

La Strada dritta: cast tecnico e artistico

Anche la stessa miniserie può dirsi ambiziosa, visto il cast di tutto rispetto che annovera e che stasera tenterà di sbancare l’auditel. Benchè si tratti di una storia corale, il protagonista principale è Ennio Fantastichini, intenso attore di cinema e teatro visto di recente ne Gli anni spezzati – Il Giudice, che qui interpreta Fedele Cova. Con lui, direttamente da Una Grande Famiglia e Un Medico in famiglia, Giorgio Marchesi; Carmine Recano, appena visto nel grande successo Rai Un’Altra Vita, e poi Anita Caprioli, Raffaella Rea, Valeria BilelloTony Sperandeo, di ritorno sul piccolo schermo. La sceneggiatura, tratta dall’omonimo romanzo di Francesco Pinto (direttore del Centro di Produzione Rai di Napoli), porta la firma di Sandro Petraglia e Fidel Signorile.

La Strada dritta: trama e anticipazioni prima puntata del 20 ottobre 2014

Autunno 1956. Fedele Cova (Fantastichini), amministratore delegato della Società Autostrade, vuole dimostrare al mondo che l’Italia è capace di vincere la sfida della ricostruzione e tenere fede all’incarico che gli è stato dato: realizzare una strada dritta lunga 755 chilometri, che unisca le città d’Italia. Le sue braccia operative sono Giovanni (Marchesi) e Gaetano (Recano). Giovanni è un ingegnere giovane e brillante, al suo fianco sui tavoli da disegno Bruna (Caprioli), un architetto in grado di stupire tanto per il suo talento quanto per la sua bellezza. Gaetano è un operaio del Sud, in cerca di fortuna. A Milano bussa alla porta di Giovanni, suo tenente nella guerra in Russia e viene coinvolto anche lui nella grande avventura: la costruzione dell’Autostrada del sole.

A Milano, Gaetano incontra Maria (Valeria Bilello). E’ un colpo di fulmine, si accende tra loro una passione improvvisa che entrambi cercano di controllare senza riuscirvi.  La strada va avanti, Giovanni progetta opere ardite e Gaetano , con gli altri operai, lavora senza tregua nei cantieri. Una sera, la natura sembra ribellarsi, il Po prende ad ingrossarsi, la piena sale ad una velocità tale da far temere per il lavoro fatto negli ultimi mesi: la struttura del ponte, appena costruita, per la spinta dell’acqua potrebbe crollare, mettendo a rischio la vita di molti operai. Giovanni, non si ferma neanche un attimo a pensare, affronta il fiume da solo, si dirige verso il pilone, e prova a stringere le valvole della pressione. E’ uno sforzo disperato, Giovanni usa tutta la sua forza anche se l’ossigeno è scarso e la testa incomincia a girare, riesce a chiudere le valvole solo un attimo prima di perdere controllo ed equilibrio. E’ notte, ed è solo, privo di sensi, sul fondo del cassone.



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2 Commenti dei lettori »

1. beppestarnazza ha scritto:

21 ottobre 2014 alle 10:10

Pia iniziativa, ma dal sapore amaro già dalle prime scene. E non per la qualità della produzione, ma per il messaggio che si vuole veicolare. Perchè di esempi del miracolo italiano (degli anni ‘60) da somministrare al pubblico (fiction Adriano Olivetti, Enrico Mattei, Giovanni Borghi, ecc.) ne abbiamo abbastanza e se questo non risponde ad un disegno preciso, mi chiedo quale altra coincidenza possa essere.



2. fede ha scritto:

21 ottobre 2014 alle 23:52

Credo che film come questi debbano mandarli in tv più spesso…per capire il senso di molte cose x le quali l’Italia ha lottato e ha perso uomini valorosi!mi é venuta voglia di farmi un viaggio sull’autostada del sole ora pensando alla sua storia!



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