TG2



23
luglio

ALEA IACTA EST: MASSIMO LIOFREDI DIRETTORE DI RAIDUE, MARIO ORFEO AL TG2

Nomine RAI (Massimo Liofredi e Mario Orfeo)

Le nomine RAI? Più complicate di una partita a Risiko: un gioco politico e mediatico che farebbe invidia ai più grandi sceneggiatori di 007.

E dopo Mauro Mazza a Rai Uno (a posto del nazional-popolare Del Noce), Augusto Minzolini al Tg1, dopo che Antonio Marano (nuovo vicedirettore generale) ha fatto incetta di nomine (gli è stato affidato il coordinamento dell’offerta televisiva analogica, digitale e satellitare, con competenza su: palinsesto tv e marketing, diritti sportivi, Rai Fiction, Rai Cinema, Rai Sat, Newco Rai International e offerta radiofonica. Insomma è il nuovo “uomo da temere” a Viale Mazzini), finalmente fumata bianca anche per Rai Due.

Dopo settimane di voci di corridoio e pressioni più o meno evidenti sul DG Mauro Masi, vengono completate le ultime cruciali caselle dell’organigramma della televisione pubblica nazionale. La missione di Masi era quella di “chiudere il cerchio” entro l’estate e così è stato: Massimo Liofredi alla direzione di Raidue, Mario Orfeo invece è il nuovo direttore del Tg2.




19
giugno

IL TG2 AL DIRETTORE CHE VERRA’: “VOGLIAMO ESSERE I PRIMI DELLA NUOVA TV”

Tg2

Il Tg2 vuole diventare il numero 1. Con lo sbarco sul digitale terrestre e consapevoli di una Raidue in cerca d’identità, il telegiornale del secondo canale mette le mani avanti e rivolge delle richieste ben precise al direttore che verrà (probabilmente Mario Orfeo del Mattino). “Eravamo il secondo telegiornale della vecchia televisione, la sfida e’ diventare il primo della nuova“, scrive l’assemblea dei giornalisti in un documento approvato all’unanimità nel quale si legge - ”Abbiamo perso nell’edizione principale fino a 7 punti di share in 7 anni. Abbiamo perso anche il Tg della notte e una collocazione idonea per una rubrica storica come ‘Tg2 Dossier’“.

Ed in effetti gli ascolti non sono più quelli di una volta: l’edizione delle 13 soccombe di fronte al Tg5 (ieri 2.535.000 spettatori e 16.5% di share contro i 3.834.000 e 24.59%) anche se il Tg2 rimane l’unico programma capace di alzare la media del day time della rete. E quando si parla di telegiornali, inevitabile il problema del traino: “chiediamo sia valorizzato il Tg2 delle 13 con adeguati traini, pensiamo sia utile un ripensamento del Tg delle 20,30 ed offrire a ‘Tg2 Dossier’ una seconda serata di pregio. Riteniamo, inoltre, che sia necessario ripristinare il Tg2 della notte”.

Il ritorno de I fatti vostri nella fascia meridiana potrebbe dare nuova linfa al tg, anche se è consigliabile un restyling allo studio e alla grafica, puntando sull’interattività per catturare il “nuovo” target di rete. Pensare, inoltre, ad una versione più leggera dell’edizione serale, schiacciata dagli access delle ammiraglie, sarebbe cosa buona e giusta. Anche se di fronte a tutte queste richieste, il telespettatore medio di Raidue ne avenzerebbe volentieri un’altra, e a gran voce: eliminare il tg di mezza sera e Punto di vista per evitare di spezzare la continuità del palinsesto tra prima e seconda serata.

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19
marzo

TG CHE VAI, POLITICO CHE TROVI

Loghi TG

Che i telegiornali italiani siano, costantemente, impantanati nelle infide sabbie mobili della politica non è, certo, una novità. L’italica corsa alla notizia rischia però, oggi più che mai, di trasformarsi in una forsennata lotta a chi blandisce più e meglio il politico di turno attraverso stucchevoli e mal digeribili panegirici. Naturalmente, ognuno il suo. Con buona pace, dunque, dei cittadini e del loro sacrosanto diritto a essere informati in maniera completa, precisa e imparziale.

I dati sul pluralismo politico-istituzionale, relativi al gennaio 2009, diffusi dall’ Autorità garante delle comunicazioni, (dati in cui, per la prima volta, figura anche Skytg24), ci offrono un interessante spaccato sul rispetto delle norme relative alla par condicio da parte dei tg. Lo stesso organismo di garanzia, d’altra parte, è più volte intervenuto, in un recente passato, a sollecitare alle emittenti un riequilibrio del “tempo di parola” (quello in cui il soggetto politico o istituzionale parla direttamente) fra le forze politiche e fra le forze politiche e il governo.

Scorrendo i dati, si evince un sorprendente sorpasso del Pd ai danni del Pdl, in termini di presenza nei notiziari, (Tg1 Pd 18,53% / Pdl 16,51%, Tg2 Pd 15,12% / Pdl 14,14%, Tg3 Pd 25,92% / Pdl 13,48, Tg5 Pd 14,54% / Pdl 11,11, Studio Aperto Pd 19,22% / Pdl 18 ,77%, Tg La7 Pd 15% / Pdl 6,01, Skytg24 Pd 23,79% / Pdl 9,83%). Un recupero, quello del Pd, che risulta, però, drasticamente ridimensionato, se non addirittura vanificato, se ai dati del Pdl sommiamo quelli relativi allo spazio dedicato al Premier in persona e al Governo.





26
settembre

MA STUDIO APERTO E’ UN TELEGIORNALE?

Telegiornali @ Davide Maggio .it

Alcuni giorni fa, parlando del restyling del TG1, ho pensato di sondare tra i lettori di DM quale telegiornale seguissero con più assiduità.

Ciò che ne è venuto fuori non poteva passare inosservato e un post di analisi era indispensabile.

A far riflettere non è tanto il vincitore del sondaggio ma il telegiornale piazzatosi secondo.

A seguire, infatti, il TG5, risultato il telegiornale preferito, troviamo nientepopodimenoche Studio Aperto.

Un posizionamento che giunge inaspettato poichè il telegiornale di Italia1 è da sempre bersaglio di critiche per la linea editoriale non proprio “canonica”.

Un telegiornale che, in pratica, preferisce il gossip alla cronaca e “sbatte in prima pagina” la bella di turno, la coppia più glamour o il calendario più hot del momento. Per farla breve, tette e culi a volontà rubano “la scena” a notizie di cronaca “leggermente” più macabre ma probabilmente più serie.

A questo punto mi sono chiesto se le critiche che si spendono nei confronti di Studio Aperto abbiano un fondamento oppure siano frutto del moralismo tutto italiano che “colpisce” un telegiornale perchè colpevole di preferire argomenti più frivoli ma senza, per questo, perdere la propria “etichetta” di telegiornale.

Certo, la spettacolarizzazione della notizia è ormai abitudine diffusa nel nostro paese e il telegiornale è diventato un programma che, al pari degli altri, lotta per battere gli avversari. 

Nel caso del telegiornale di Italia1, però, la linea di confine tra un telegiornale e un rotocalco rosa sembra essere molto sottile.

Per quanto mi riguarda, pur non condividendo la linea editoriale di Mario Giordano, sono dell’avviso che ci si trovi in presenza di un telegiornale un po’ sui generis ma che riesce a far breccia su un determinato target di telespettatori (trascurato dagli altri tg) senza pretendere, naturalmente, di sostituirsi ai telegiornali per così dire… principali. Il target è ovviamente quello dei telespettatori più giovani ed è in linea con quello di riferimento della rete.

Il risultato del nostro sondaggio ne è, d’altro canto, la conferma. E’ noto che il popolo della rete sia un popolo giovane e tra l’altro particolarmente curioso… anche e soprattutto delle forme della “diavolita”!

La cosa singolare, però, è che il telegiornale di Mario Giordano nell’edizione delle 12.25 totalizza degli ascolti straordinari.

Pensate che Studio Aperto è riuscito a portare a casa anche il 28% di share. Nell’edizione di ieri, 2.412.000 ascoltatori sono stati sintonizzati sul telegiornale della rete giovane del biscione con uno share del 20,61%.

Saranno tutti studenti che hanno fatto X a scuola oppure è innegabile che, discutibilità a parte, questo concetto singolare di telegiornale piace?

23due88_ ci segnala il record di tutti i tempi di Studio Aperto del 11 luglio 2006 :  4.276.000 telespettatori totali e il 42.65% di share nel target commerciale.


8
dicembre

Tg2 10 MINUTI… DI PANICO! TENTATIVO DI SUICIDIO IN DIRETTA!

Tg2 10 Minuti @ Davide Maggio .it

Sono stati 10 minuti di panico quelli dell’omonima rubrica del Tg2.

10 Minuti è, come si legge sul sito della RAI, un’agile finestra informativa sui fatti, personaggi e questioni più calde della realtà nazionale ed internazionale.

Ed in effetti questa volta stavano per essere dei momenti realmente… infuocati!

Argomento della puntata era “FIGLI NEGATI”, figli sottratti all’affetto della madre o del padre dall’ex coniuge. Ospiti in studio Nicola De Martino e il figlio Luca che si sono incontrati dopo 13 anni.

Sin qui, nulla di strano.

Ad un certo punto però il genitore ritrovato estrae una bottiglietta e si cosparge di benzina per darsi fuoco con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica affinchè altri genitori nella medesima situazione possano risolvere il problema.

Non è finita mica qui.

Subito dopo la sigla, gli ascoltatori hanno potuto ascoltare un fuori onda con cui il conduttore della rubrica appella “elegantemente” il genitore dai… bollenti spiriti!

Ecco i video di quanto accaduto.