Beppe Grillo



3
aprile

QUEL “PORTENTO” DI GRILLO: A VOLTE RITORNANO (…E SE NE VANNO)

Beppe Grillo, Ilaria D’amico, Orlando Portento, Barbara D’Urso

Nelle ultime 24 ore, il sonno di Ilaria D’Amico non sarà stato certo tra i più tranquilli. Ma non azzardatevi a offrirvi come possibili consolatori. Gli allarmanti sbalzi d’umore, celeri come i cali di temperatura di questi giorni, disturberanno ancora per molto tempo le notti della bella conduttrice. La giustificata euforia per essere riuscita a riportare in video Beppe Grillo nella sua trasmissione di La7, Exit, ha lasciato, ben presto, spazio al rammarico assoluto, che l’ha portata addirittura a pentirsi urbi et orbi a mezzo stampa, molto probabilmente inginocchiata sui ceci.

Causa di questo improvviso ravvedimento è stata l’ospitata, simile ad un’apparizione, del comico genovese che, inizialmente invitato per parlare della privatizzazione dei servizi pubblici, ha spiazzato tutti con un monologo corrosivo che non ha risparmiato nessuno, ospiti in studio compresi, terminato con un’uscita di scena tanto brusca, neanche gli avessero riferito dell’arrivo dei vigili per spostare l’auto in seconda fila.

L’argomento originario (la privatizzazione dei servizi pubblici) viene esaurito nello stesso tempo impiegato da Michael Phelps a percorrere i 100m farfalla, e nel successivo, e ben più lungo monologo, l’unico comune denominatore con la privatizzazione dei servizi pubblici è stato il bicchiere d’acqua tenuto in mano da Grillo. Dalla Parmalat alle borse, dai politici al caso Telecom; proprio durante il ”passaggio in rassegna” di quest’ultimo caso, la D’Amico tenta di interrompere il comico. D’altronde, si sa, La7 appartiene al Gruppo Telecom. Probabilmente il motivo principale degli incubi notturni della D’Amico potrebbe essere proprio questo.




1
aprile

BREVEMENTE: ARGOMENTI E OSPITI DEI PRINCIPALI PROGRAMMI DEL 1 APRILE 2009

Beppe Grillobrevemente2.gif

Faccia a faccia con il segretario del Pd Dario Franceschini. Tra i temi del dibattito: le prospettive del Partito Democratico, i rapporti con il neonato PdL e la campagna elettorale in vista delle prossime Elezioni Europee. Conducono Lilli Gruber e Federico Guiglia. All’interno, la consueta rubrica “Il punto” a firma di Paolo Pagliaro.

Può essere il test del DNA la risposta sull’identità dello smemorato di Collegno? “Chi l’ha visto?” consegna al R.I.S. (Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri) di Roma le lettere originali del professor Giulio Canella dal fronte, e quelle di Mario Bruneri dal carcere. Il confronto del DNA che può essere rilevato dai francobolli potrà dare il responso finale all’enigma di questa storia che ha appassionato e diviso l’Italia.

  • Exit: alle 21.10 su La7

Dopo anni di assenza dalle reti generaliste, Beppe Grillo torna in tv. Il comico sarà ospite d’eccezione di “Exit”, il programma di informazione condotto da Ilaria D’Amico. In collegamento da Bruxelles, Grillo interverrà su un tema che lo vede impegnato già da tempo: la privatizzazione dei servizi pubblici. Ospiti del talk in studio: Piero Marrazzo, presidente della Regione Lazio; sottosegretario allo Sviluppo economico Adolfo Urso; Bruno Tabacci, deputato Udc; il giornalista del “Corriere della sera” e tra gli autori de “La casta” Sergio Rizzo e Corrado Oddi, membro del Forum italiano dei movimenti per l’acqua. Nella seconda parte della puntata, un bilancio dell’immigrazione in tempo di crisi e di tagli. Ospiti del talk in studio: Piero Marrazzo; Matteo Salvini, deputato della Lega Nord e la senatrice radicale Emma Bonino.


29
giugno

BEPPE…UNA DOMANDA!

Cercherò di essere breve e conciso!

Trovo il blog di Beppe Grillo a dir poco nauseabondo!

Vi spiegherò il perchè…

Tra le tante cose che mi stanno sulle balle, nella vita, ci sono due categorie di persone:

  • I vertici della sinistra italiana (attenzione, parlo solo di vertici). Uomini, a mio parere, col cuore a sinistra e il portafogli a destra

  • Quei comunisti che, in barba alle proprie ideologie, s’arrogano il diritto di imporre le proprie idee e propinarle come giuste e perfette con atteggiamenti che sono molto più vicini all’estremismo di destra che a quello di sinistra.

Detto questo… credo di poter far rientrare, sempre e soltanto secondo il mio punto di vista, Beppe Grillo nella prima categoria.

Eh si… a mio avviso il comico più famoso d’Italia (per alcuni) si macchia di una grave colpa.

Lasciando da parte il fatto che non si può vivere di sole critiche a Berlusconi & Co (perché, alla fine, diventi ripetitivo e rompi le balle), credo che Beppe abbia lo stesso atteggiamento dei vertici della sinistra italiana : voler “impartire”, a tutti i costi, determinate ideologie, cercando proseliti e autoproclamandosi paladino della giustizia predicando il bene comune, ma razzolando, quanto meno mediaticamente, in maniera assolutamente non compatibile con le ideologie professate.

Ditemi quello che volete, ma chi si fa portavoce di idee che mirano ad una sorta di perequazione sociale dovrebbe, perlomeno, mettere in pratica ciò a cui aspira e non fare la vita da nababbo, alla faccia (e sulla pelle?!?) di chi, in quelle ideologie, ci crede davvero.

Un atteggiamento che io definisco di “massificazione” alla cui base, però, c’è la ferma consapevolezza di una superiorità (e, soprattutto, di una distanza – teorica e pratica) nei confronti di chi condivide quelle idee.

Un atteggiamento che, a mio parere, ha come unico fine il raggiungimento di una leadership e, con essa, tutti gli interessi (anche economici) collegati.

Passiamo ai fatti… cosi’ mi spiego meglio!

Mi stupisce che, sull’home page del blog di Grillo, i primi banner in cui ci si imbatte siano dedicati alla vendita di CD e DVD del “titolare”.

Fin qui, per quanto la cosa cozzi con ciò di cui si discute nel blog, nulla questio.

Pur non trovando, io , corretto incassare denaro dai quei lettori, “povere vittime di 5 anni di governo di destra che li ha lasciati senza un euro”, in un blog che si pone come fine precipuo ”un mondo migliore”… beh, si tratta di una questione di scelte.

Ma trovo, però, la motivazione della vendita davvero discutibile.

Eccola…

“Noi andremo avanti, grazie al vostro contributo.Questo Dvd è una piccola cosa che ho messo in vendita non per fare i soldi…
Lo potete anche trovare in Internet, lo potete scaricare gratuitamente e non sarò io a dirvi qualche cosa.

E’ una forma di finanziamento che fate nei miei confronti per poter andare avanti insieme a voi e provare a fare della democrazia diretta… Speriamo di riuscirci.Grazie col cuore a tutti”.

Dal messaggio di Beppe Grillo di presentazione del DVD.

A prescindere dall’opportunità, o meno, di “giustificare” la vendita (che mi sembra come voler dire : “so di essere nel torto però i soldi so soldi! Adesso parliamo di democrazia diretta, così, il parolone “giustifica tutto”, giustificherà anche il mio commercio on line”) ed evitando di parlare di scelte commerciali discutibili (sulle quali si potrebbe aprire un ampio dibattito), ciò che mi fa salire il sangue al cervello è l’utilizzo di questo italiano “volgare” (dove per volgare intendo “del vulgus”, cioè del popolo) stile piccola fiammiferaia che ha bisogno di vendere i fiammiferi altrimenti non può portare la pagnotta a casa e muore di fame tra le sue scatolette piene di zolfo.

Peccato, pero’, che Beppe Grillo, della piccola fiammiferaia, non ha nemmeno una scatola di cerini!!!

Ma, secondo Voi (e mi rivolgo ai malcapitati lettori naufragati, per caso, sul mio umile blog), Beppe Grillo ha davvero bisogno dei Vostri contributi?!?

Sapete che il Suo Tour 2005, beppegrillo.it, ha registrato, in 70 serate, come ha dichiarato lo stesso comico, oltre 300.000 spettatori e ogni spettatore ha pagato, all’incirca, 30 euro per assistere allo spettacolo?!?
Questo vuol dire, facendo un semplice calcolo (300.000 x 30) 9 MILIONI di EURO, 18 MILIARDI DEL VECCHIO CONIO, di incassi!!!

Da questo dato, per concludere, mi rivolgo direttamente a Beppe per porgergli una domanda : “possiamo sapere anche noi le motivazioni alla base di questa scelta, legittima, ma, quanto meno, discutibile in relazione a ciò che professi sul Tuo Blog?”

Io, nel frattempo, Ti regalo questo piccolo banner (posso farlo, vero?!? siamo in democrazia!) prontissimo, però, a toglierlo nel momento in cui vorrai palesarci le Tue ragioni.

Sai…anche Noi che stiamo da un’altra parte, a volte, avremmo voglia di poter chiedere spiegazioni e delucidazioni su qualcosa che ci sembra… “un po’ strano” !!!

Beppe Grillo Basta @ Davide Maggio .it

[Questo post è stato scritto esercitando un diritto del quale sono legittimamente titolare in base all'art.21 della Costituzione. Le informazioni relative al Tour sono prese direttamente da beppegrillo.it; i prezzi delle date si riferiscono al prezzo medio (diritti di prevendita esclusi) dello spettacolo di Avellino al Teatro Gesualdo; il banner è stato realizzato da Cavalla Golosa (che mi ha pazientemente aiutato nella revisione del post); ha fatto da sottofondo, durante la stesura, Mas Que Nada di Sergio Mendes]

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26
giugno

PICCOLI MOMENTI DI GODURIA…

Ho letto poco fa un post di Beppe Grillo (su un blog che non e’ quello di Beppe Grillo) che è riuscito, strano ma vero, a farmi digitare, dopo una ventilazione adeguata – al pari di quella che si appresterebbe a fare un sub in procinto di battere il record del mondo – , www.beppegrillo.it

Ebbene… finalmente anche i sostenitori più ferventi della sinistra italiana (di cui Grillo è un esempio lampante) si apprestano a fare un passo indietro riconoscendo la “pochezza” di Romano e dei Suoi “acchiappapoltrone”.

Vi riporto con immensa gioia questo post tratto dal blog di Beppe Grillo :

“Parole nuove. Non sentite il bisogno di parole nuove? Non siete stanchi di Ponte sullo Stretto, di Tav, di Mastella, di D’Alema, dell’Alitalia che fallisce tra sei mesi ogni sei mesi, dell’uso politico del referendum, delle grandi opere, dell’Anas, dei cantieri fermi, di Tronchetti, di Benetton, delle intercettazioni, delle leggi per proibire le intercettazioni, del deficit pubblico, del conflitto di interessi, della riforma radiotelevisiva, delle Authority senza uno straccio di autorità, dei nomi dei politici che a cinquant’anni sono giovani e a settanta sono in piena carriera, di Scaroni, dei monopoli privatizzati con la benedizione dei poteri forti e del salotto marcio.
Parole, le stesse parole. Le stesse facce. Gli stessi giornalisti con le stesse interviste. Un incubo quotidiano.
Questo governo aveva la possibilità di usare parole nuove, di rianimare il Paese. Di lanciare un urlo. Le parole vivono di vita propria, creano speranza, diventano realtà. Muovono le persone.
Nuove parole, prodifassinodalemarutellibertinottipecorarodipietrodiliberto prendete in mano un vocabolario della lingua italiana. Cercate le parole, quelle che non usate mai e gridatele. Per una volta un atto di coraggio. C’è bisogno di aria pura, non di inseguire l’elefante. Alcuni mi dicono che quando lo incontrate in Parlamento ve la fate sotto. Maledetti, non è per questo che siete stati votati. Non per diventare escrementi elefantizi conto terzi. Altrimenti come si spiegherebbe la nomina di Mastella, noto giurista e grande innovatore. Le Procure non hanno la carta e i fax e lui, conto terzi, si indigna per le telefonate di quattro delinquenti e non spende una parola per i 25 ragazzi incarcerati senza processo da tre mesi a San Vittore. Parole nuove. Anche in questo referendum, per farsi votare, si va al rilancio, a chi taglia più deputati. Ma ci prendete per fessi? Altro che qualche centinaio di deputati bisogna tagliare. Abbiamo settecentomila impiegati dello Stato in eccesso e intere Regioni italiane che vivono di sussistenza grazie alle mafie che governano al posto dello Stato, con lo Stato, e impediscono ogni sviluppo. Stiamo parlando di decine di milioni di persone assistite. Parole nuove Prodi, parole nuove. Il Paese, quello che vedo nelle piazze piene con gli asssessorini comunaliprovincialiregionali chiusi negli uffici a spiare dietro le persiane, questo Paese ha bisogno di coraggio, di felicità, di sfide, di innovazione, di interventi immediati, duri, senza sconti contro i monopoli dei media, delle telecomunicazioni (Gentiloni sei ancora lì o ti sei già dimesso?), delle autostradeautogrill, dell’elettricità. Del rilancio delle università e della Ricerca. Di gesti importanti e simbolici come la nomina a consulenti del Governo di persone di fama internazionale, le poche che abbiamo, i Rubbia, i Piano.
Senza parole nuove questo Governo non durerà. Abbiamo scelto il meno peggio, non la fotocopia.”

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9
giugno

ANCHE QUESTO E’ COMUNISMO!

Se Vi foste trovati in Cina nei giorni scorsi, Vi sareste resi conto che il dominio google.com non sarebbe stato raggiungibile!

Perchè?!? Abbastanza semplice!

Il colosso mondiale delle ricerche in rete si è piegato ai voleri del comunismo.

A differenza di quanto hanno lasciato intendere, nei giorni scorsi, i vertici della Mountain View, Google.com non sarà accessibile dalla Cina e al Suo posto si potrà visitare la versione CENSURATA raggiungibile dall’URL www.google.cn

Un vero e proprio filtro che Le autorità cinesi hanno imposto alla società americana per avere il via libera sul mercato cinese.

In Cina la censura nei confronti di tutto ciò che possa informare sta assumendo proporzioni vergognose. Internet è visto come nemico delle istituzioni che, “naturalmente”, tendono a controllare i mezzi di comunicazione.

Impossibile creare un elenco di tutto ciò che è censurato. Basti pensare che interi settori come la pornografia e gioco d’azzardo sono oggetto di costante monitoraggio. Ovviamente non mancano filtri su argomenti di natura politica e religiosa (ad esempio – e solo per citarne qualcuno – l’indipendenza di Taiwan o del Tibet e i fatti di Piazza Tien-an-men).

Il fenomeno è più grande di quello che si possa immaginare. Pare addirittura che un celebre blogger italiano sia stato censurato dalle autorità cinesi.

Ecco cosa trovate se cercate sulla versione censurata di Google un’immagine di Beppe Grillo

e cosa, invece, se cercate la stessa immagine sulla versione italiana

Se considerate che i navigatori cinesi rappresentano quasi la metà degli utenti del web, sicuramente ad essere “offeso” e danneggiato da questa censura è tutto il “popolo di internet”.

SENZA PAROLE!!!

[Segnalato su Libero.it, Davide ringrazia]

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