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SANTORO TRA SOUBRETTE E TRONISTI. NEL 2000 ANCHE LUI ALLA CORTE DI LELE MORA PER IL SUO ANNOZERO
di Marco Leardi
04/12/2010 - 11:53

O tempora o Mora! Ogni Santo-ro ha i suoi ‘altarini’, di oggi e di ieri. Quelli del pugnace conduttore di Annozero, ad esempio, portano dritti in Viale Monza a Milano, là dove si erge il quartier generale di mister Lele Mora. I devoti del giornalista di Raidue saranno confusi: cosa ci faceva il paladino della libera informazione da quelle parti? In effetti immaginare l’integerrimo Michele Santoro tra soubrette e tronisti gonfiati da ore di palestra fa effetto; anzi pare proprio una burla. Invece no, nella golden age del lelemorismo imperante (siamo negli anni 2000) accadeva anche questo.
A raccontarlo è lo stesso agente dei vip in un’intervista rilasciata al settimanale Gioia. Mora non fatica molto a tornare indietro nel tempo, e ricorda: “Santoro è venuto tre volte a casa mia. Il nostro sodalizio nacque dopo che il giornalista Riccardo Iacona passò due mesi da me in Sardegna per fare quel fantastico documentarido ‘Tutti ricchi’ che fece il 32% a Sciuscià“. Anche lui alla corte di re Lele, che oggi ammette: “la mia più grande libidine è stata, anni dopo, invitare Santoro a casa mia e farlo sedere tra Costantino e Daniele Interrante“. Il fantastico simposio dei “troppo belli” sarebbe stato anche immortalato in una foto conservata chissà dove, forse in un archivio segretissimo di Fabrizio Corona.
Il giornalista Rai bazzicava da quelle parti per un motivo ben preciso: “Cercava persone per il nuovo progetto di Raiude, Annozero, e lo dovevo presentare a Beatrice Borromeo” dice il manager. La pricipessina, però, replica: “Falso, mai lavorato per lui!“. Con gli anni Sant’oro ha cambiato parrocchia e ora l’anchorman si affida all’impresario Lucio Presta. Per carità, in ogni caso il fatto che Michelone abbia frequentato la corte di Mora non è mica un reato e anzi, forse non è nemmeno una notizia. Un professionista della tv come lui ha tutto il diritto di rivolgersi a chi vuole per migliorare il suo prodotto, e forse negli anni 2000 re Lele poteva essere il più adatto a farlo.
Stupisce solo che oggi Santoro si sia messo a raccontare quell’ambiente come un ricettacolo di vizi e ambiguità, e in particolare lo abbia fatto dopo gli scandali delle serate “vivaci” a casa del premier Berlusconi. Strano, perchè lo stile di vita del lelemorismo il giornalista lo conosceva ormai da anni, almeno dai tempi del suo Sciuscià che in parte lo aveva ben documentato.
Peccato comunque, perchè alla fine a rimetterci pare sia stato solo Lele Mora. Continuando a frequentare Santoro ci avrebbe guadagnato in reputazione e soprattutto in divertimento: nessuno prepara le “feste” al Cavaliere come sa fare lui.
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povera italia dice:
beh contento di sapere che ai rimproveri di davide di adegui.... forse lì non riesci ad imporre la tua idea come vorresti far con i commentatori... ribadisco la tua acidità e maleducazione è incredibile.
Marco Leardi dice:
@ povera italia: pensa che a me sembra di essere fin troppo cortese. Di fronte a certi commenti e a certe offese che mi sono state rivolte (perchè non hai elencato quelle?) dovrei rispondere in ben altro modo. Non c'è bisogno che chiami la maestrina.. Davide segue tutto e lascia spazio al confronto. Se avesse dei rimproveri da farmi li accetterei di buon grado, adeguandomi. Stanne pur certo.
povera italia dice:
lasciare il sito “per colpa dei miei commenti politico-televisivi” è da cretini!!! Fuggire di fronte a idee diverse dalle proprie lo fanno gli ignoranti, perchè sono incapaci di argomentare la loro idea e di sostenerla con toni civili. Ma forse è giusto così… in fondo i cretini sono i lettori modello di certi blog. Selezione naturale. mi ero perso questo!!! mah
povera italia dice:
ma chiedo a maggio, che pur mi pare molto rispettoso nei confronti dei suoi lettori che ne hanno proclamato il successo. Non ti accorgi del modo in cui questo tuo autore risponde ad ogni commentatore? Se uno… “non capisce” (o fa finta) c’è poco da fare. ma siamo fiduciosi! claudia: quindi nominare Berlusconi sottende l’intenzione di connotare politicamente il pezzo? vabbè. credici.. e sono solo due delle risposte acide... non so, ma a sto punto costringe quasi a non commentare. saluti
Marco Leardi dice:
Ammesso che accada, lasciare il sito "per colpa dei miei commenti politico-televisivi" è da cretini!!! Fuggire di fronte a idee diverse dalle proprie lo fanno gli ignoranti, perchè sono incapaci di argomentare la loro idea e di sostenerla con toni civili. Ma forse è giusto così... in fondo i cretini sono i lettori modello di certi blog. Selezione naturale. @ Vince. commenti e critichi quanto vuole: è suo diritto. Il confronto acceso, ma senza offese, fa parte della logica di questo blog.
Vince dice:
@ Stefania: Di certo con i suoi articoli politico-televisivi Leardi diverte di più chi non la pensa come lui...
claudia dice:
Dimenticavo però di riconoscere un merito a Leardi: dopo mesi di articoli fatti con lo stampino, ha prodotto un pezzo in cui Santoro non viene chiamato "Arcangelo Michele"! E meno male, visto che i requisiti per lavorare alla corte di DM è "saper definire Maria De Filippi in maniera diversa da Sanguinaria o Regina di Canale5"... Non mi capacitavo proprio dell'assunzione di Leardi! Speriamo che pure sotto Natale non si ripresenti l'Arcangelo... :)
Vince dice:
@ Marco Leardi. Magari avessi il tempo, la costanza e la voglia di scrivere e criticare tutti i suoi articoli, ogni volta che servirebbe. Per fortuna ci pensano gli altri a farlo meglio di me. Comunque visto il suo simpatico sillogismo, mi sforzerò di essere ancora più presente qui a commentare i suoi pezzi. E avrò cura anche di farle sapere se e quando sono d'accordo con i suoi commenti. Cosa che, seppure raramente, potrebbe capitare. Di certo non faccio come molti altri lettori che hanno lasciato il sito per colpa dei suoi commenti politico-televisivi...
claudia dice:
Esatto. Se uno "non capisce" c'è poco da fare, ma siamo fiduciosi! @ Vince: sì, hai ragione. Sono convinta che pure quelli che Leardi lo seguono, perché si immedesimano nelle sue convinzioni, dopo mesi e mesi di articoli identici si siano un po' stufati. Cambiano i personaggi (ma neanche tanto), ma il messaggio è sempre lo stesso. Banale. E ossessivo.
Marco Leardi dice:
@ Vince: ho idee diverse da quelle dell'autore e non me ne faccio una ragione. quindi qualsiasi cosa scriva devo criticarla. A prescindere - a ciascuno la sua opera omnia ridotta a sillogismo.