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DIAZ: DI BELLA VUOLE IL FILM SU RAI3. INTANTO A DICEMBRE ARRIVA SU SKY
di Gianluca Camilleri
07/07/2012 - 16:55

Notizia politico-giudiziaria di spicco degli ultimi giorni è la sentenza della Corte di Cassazione con la quale i giudici della V Sezione Penale hanno confermato le condanne per falso aggravato a carico di diversi dirigenti di polizia coinvolti in quanto accaduto il 21 luglio 2001, durante il G8, presso la scuola Diaz di Genova. Non è sicuramente questa la sede per disquisire sul pronunciamento della Suprema Corte, ma è opportuno spendere due parole sul destino televisivo che verrà riservato alla pellicola Diaz – Non pulire questo sangue, uscita nelle sale ad aprile e oggetto di un vero e proprio ‘caso‘.
A maggior ragione dopo la sentenza, infatti, si sono fatte sempre più insistenti le richieste concernenti la messa in onda sulla Rai, nel ruolo di Sevizio Pubblico, del film di Daniele Vicari. In particolare, il sito Articolo 21 ha lanciato una vero e proprio appello online per sostenere la causa. Tra i primi ad aderire alla sottoscrizione, il direttore di Rai3 Antonio Di Bella, che ha “rassicurato” tutti:
“Abbiamo trasmesso questa mattina (ieri, ndDm) vari estratti di ‘Diaz’ e già da alcune settimane abbiamo chiesto a RaiCinema di poter acquisire i diritti del film. Già altre volte abbiamo stravolto il palinsesto per affrontare temi di stringente attualità, come abbiamo fatto di recente mandando in onda proprio il documentario ‘Black Block’ di Carlo Augusto Bachschmidt che ricostruisce i fatti del G8 di Genova”
Con buone probabilità, dunque, il discusso film approderà su Rai3. Nel frattempo Sky ha annunciato l’acquisizione dei diritti per la messa in onda pay della pellicola che sarà trasmessa a dicembre sui canali Primafila (in pay per view) per poi approdare su Sky Cinema 1 nel periodo primaverile.
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lele dice:
forza Di Bella (e Rai Cinema)! è importante comprare i diritti per questo film.
Giuseppe dice:
Non vedo quale impedimento possa sussistere perchè il film Diaz vada in onda in prima serata anche sulla Rai. L'argomento è così importante per la comprensione della nostra storia recente e per la sua valenza politica che se ne rende necessaria la trattazione, in varie forme, anche da parte del servizio pubblico. Di quei gravi fatti non solo non si deve perdere memoria ma ne vanno affrontati i molti lati oscuri sui quali il nostro sistema giudiziario, fra prescrizioni e amnistie varie, non è riuscito a pronunciarsi completamente.