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gennaio

GLI ANNI SPEZZATI – IL COMMISSARIO: CON EMILIO SOLFRIZZI RIVIVE LA FIGURA DI LUIGI CALABRESI

Gli Anni Spezzati - Il Commissario

Prende il via questa sera – 7 gennaio 2014 – in prima serata su Rai1 Gli Anni Spezzati, una trilogia di miniserie in due puntate nelle quali si racconteranno gli anni 70, i cosiddetti anni di piombo, attraverso gli occhi di tre uomini liberi, e spesso lasciati soli, che lottarono contro la violenza, l’intolleranza, il terrorismo e l’odio che caratterizzarono l’intero decennio. Il progetto che vede Graziano Diana dietro la macchina da presa, nonché autore di soggetto e sceneggiatura insieme a Stefano Marcocci e Domenico Tommasetti, è prodotto dalla Albatross per RaiFiction, e si annuncia come uno degli appuntamenti più attesi del nuovo anno televisivo.

Si parte questa sera e domani con Gli Anni Spezzati – Il Commissario, miniserie che racconterà la vita del Commissario Luigi Calabresi, prima vittima designata di quegli anni difficili. Anni in cui l’Italia si trovò costretta a convivere con la strategia della tensione e il pericolo di un colpo di stato. Emilio Solfrizzi darà il volto al Commissario Calabresi, mentre Emanuele Bosi vestirà i panni di una giovane recluta di nome Claudio. Nel cast anche Paolo Calabresi, nel ruolo dell’anarchico Giuseppe Pinelli, e Luisa Ranieri in quelli della moglie del Commissario, Gemma Capra.

Gli Anni Spezzati – Il Commissario – Trama

Milano, 1969. Claudio Boccia, giovane militare di leva romano, entra nella squadra del commissario dell’Ufficio politico, Luigi Calabresi, che indaga sul terrorismo. Calabresi manda Claudio sotto copertura in un locale notturno frequentato da anarchici e gestito da un informatore, Jurgen. Al locale Claudio conosce Jenny, una giovane musicista di temperamento, tra i due nasce ben presto un flirt. Le indagini di Calabresi conducono alla cattura di due anarchici, autori degli attentati della primavera del 69’. Ma il clima nel Paese è ormai incandescente: durante una manifestazione per il caro affitti perde la vita un giovane poliziotto, Annarumma, che divideva il proprio appartamento con Claudio.

Gli Anni Spezzati – Il Commissario – Foto

Sconforto e rabbia s’impadroniscono dei colleghi, pronti a farsi giustizia per vendicare il poliziotto ucciso; serve tutta la ragionevolezza e l’esperienza di Calabresi per riportare la calma e impedire un bagno di sangue. Il 12 Dicembre del 69’ il Paese vive uno degli eventi più drammatici della sua storia: una bomba esplode dentro la Banca Nazionale dell’Agricoltura di Piazza Fontana, provocando la morte di 17 innocenti. Una strage. Le indagini dell’Ufficio politico si concentrano su Pietro Valpreda, iscritto al circolo anarchico “Ponte della Ghisolfa”, di cui è a capo Giuseppe Pinelli, un ferroviere con cui Calabresi è in buoni rapporti. Pinelli viene sottoposto a un estenuante interrogatorio di tre giorni che ha un esito tragico: l’anarchico precipita dalla finestra dell’ufficio di Calabresi durante una pausa dell’interrogatorio, mentre il commissario si era assentato.

La morte di Pinelli diventa un caso mediatico: gli inquirenti attribuiscono il suo decesso a un suicidio, ma c’è anche chi parla di un improvviso malore. Nell’opinione pubblica si consolida invece l’ipotesi che Pinelli sia stato assassinato, spinto dal quarto piano della Questura. Il maggiore imputato è Calabresi, su cui si concentrano l’ira e le pulsioni di vendetta dell’opinione pubblica, fomentata da una parte della stampa e dell’intellighenzia. Il Commissario è sempre più solo. Esasperato per le tante falsità riportate, Calabresi decide di querelare Lotta Continua. Presentatosi davanti alla Corte, Luigi si accorge con drammatica evidenza di come i colleghi e le istituzioni lo abbiano abbandonato: solo il fedele Claudio e il collega Valentini restano al suo fianco.

Il processo si svolge in un clima di aspra contestazione, ma il commissario riesce a smontare tutti i capi d’accusa a suo carico. Le indagini su piazza Fontana conducono intanto agli arresti di tre giovani neofascisti, mentre il commissario riprende a indagare sul terrorismo e scopre un covo usato da un neonato gruppo armato, le brigate rosse, insieme a una lista nera di persone da eliminare: in quell’elenco c’è anche il suo nome. Il 17 maggio 1972 Luigi Calabresi esce da casa per recarsi in questura quando viene freddato con due colpi di pistola alla testa. L’assassinio di Calabresi getta Claudio nello sconforto ma il giovane poliziotto, che ha ormai imparato la lezione del suo mentore, decide di restare in polizia per mettere in pratica gli insegnamenti e i valori che Calabresi gli ha trasmesso.



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