27
novembre

DECADENZA BERLUSCONI IN DIRETTA. IL CAV IN PIAZZA: E’ UN GIORNO DI LUTTO PER LA DEMOCRAZIA

Decadenza Silvio Berlusconi

Update. Ore 17.42: il Senato dichiara la decadenza di Silvio Berlusconi dalla carica di parlamentare, sulla scia della condanna per frode fiscale inflittagli nell’ambito del processo Mediaset.

E’ un giorno di lutto per la democrazia. Ma anche fuori dal parlamento si può combattere per la libertà“. Dal palco del comizio in suo sostegno, che si sta tenendo in questi minuti a Roma, Silvio Berlusconi lancia la sua invettiva proprio nell’ora x. A partire dalle 17, il senato vota infatti la decadenza del Cavaliere dalla carica di parlamentare, con la sua conseguente espulsione dall’Aula. Un evento storico, che colpirà l’ex premier in uno dei momenti più difficili della sua vita politica. Il D-Day, il giorno della decadenza, è iniziato stamane nelle stanze di Palazzo Grazioli e sta proseguendo ora in un climax di tensione ascendente.

Il momento clou si è già raggiunto proprio in questi minuti, in diretta tv. Le principali emittenti stanno infatti documentando la decadenza con le telecamere puntate sul Palazzo e sulla Piazza (quella dei sostenitori di Silvio e quella del ‘popolo viola’). Intanto Beppe Grillo infierisce: “è semplicemente la fine di un banale uomo“. Stasera, in prima serata su Rai1, andrà in onda uno speciale Porta a Porta con Bruno Vespa. Al programma avrebbe dovuto partecipare lo stesso Berlusconi, ma nella serata di ieri il Cav ha rinunciato all’ospitata per ‘pressioni familiari’. Una strategia, secondo alcuni, forse consigliatagli per non caricare ulteriormente di tensione un momento altresì delicato.

Anche Rete4 documenterà la decadenza con uno speciale di Quinta Colonna dedicato agli eventi politici della giornata, secondo lo stile popolare di Paolo Del Debbio. Cavalcando il filone anti-politico di cui si è fatta espressione, la Gabbia di Gianluigi Paragone documenterà in diretta su La7 la decisione del Senato. A partire dalle 21.10, il programma della rete terzopolista si collegherà con l’Aula ed accenderà il dibattito il studio, cui prenderanno parte Peter Gomez, Oscar Giannino, Fabrizio Rondolino, Filippo Facci e Claudio Borghi.

La7, in verità, sta raccontando la giornata politica sin dal primo pomeriggio di oggi, con uno speciale del suo notiziario condotto da Enrico Mentana. In seconda serata, invece, andranno in onda Matrix su Canale5 e Night Desk su La7.

Diretta no stop per i canali all news, che anche in questi minuti hanno le telecamere puntate sul Palazzo e sulla piazza, per raccogliere le reazioni all’accadimento politico.

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6 Commenti dei lettori »

1. Andrej ha scritto:

27 novembre 2013 alle 23:41

Giustizia è fatta.
Ora si faccia da parte e ci lasci in pace una volta per tutte.
Dietro le sbarre, dentro a una bara, a pulire i cessi, fra le mura di una delle sue diciassette principesche residenze o su una spiaggia di Antigua, non mi interessa dove sarà da domani: basta che si levi di torno e che di lui e del suo sporco mondo non venga più fatta menzione.



2. Giuseppe ha scritto:

28 novembre 2013 alle 02:36

Giustizia è fatta? Mah…



3. Andrej ha scritto:

28 novembre 2013 alle 08:23

In una democrazia occidentale si rispetta la legge e si applicano le condanne.
Se la cosa non ti sta bene, gli affitti in Birmania non sono molto alti.



4. marcuz ha scritto:

28 novembre 2013 alle 10:48

deca deca decadence



5. Nina ha scritto:

28 novembre 2013 alle 10:58

Ieri il Senato ha voluto fare questo gesto clamoroso per soddisfare i peggiori istinti che covano in questo paese. Alla fin fine hanno ragione i detrattori di questo paese e noi dovremmo smettere di lamentarci perchè abbiamo quello che meritiamo.



6. Andrej ha scritto:

28 novembre 2013 alle 11:25

E’ stato un “gesto clamoroso” la reazione allo scandalo Watergate?
O l’intervento giudiziario che svelò l’affare dei fondi neri della CDU?
O il conflitto diplomatico quando si scoprì il coinvolgimento di un consigliere della RFT in una rete spionistica della RDT?

Decisamente no.
Intervennero giustizia e senso dello stato.

E tutti e tre i personaggi coinvolti – Nixon, Kohl e Brandt – si dimisero spontaneamente ammettendo le proprie responsabilità.

Qui invece, nella filiale boreale del Sudamerica non bastano né l’indagine, né il coinvolgimento, né l’imputazione, né il processo, né la condanna in primo grado, né la condanna in ultimo grado, né l’espulsione dal Parlamento per convincere un acclarato ed accertato criminale a levarsi di torno.



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