15
maggio

COME UN DELFINO – LA SERIE: RAOUL BOVA TORNA QUESTA SERA SU CANALE 5

Raoul Bova in Come un Delfino - La serie

E’ dedicata a Damiano Russo, l’attore emergente scomparso il 21 ottobre del 2011 in un incidente stradale a soli 27 anni, Come un Delfino – La Serie, la fiction con protagonista Raoul Bova, in onda da questa sera alle 21,10 su Canale5. La miniserie nasce, infatti, come proseguo delle due puntate di Come un Delfino, fiction che nelle serate del 1° e 2 marzo 2011 vide tra i protagonisti proprio il giovane attore.

Prodotto dalla Sanmarco, casa di produzione di Bova e di sua moglie Chiara Giordano, il nuovo capitolo di Come un Delfino, continuerà a raccontare il mondo del nuoto, inteso non solo come uno sport, ma anche come un’occasione di vita utile a formare il carattere dell’individuo, a socializzare, stimolare lo spirito di sacrificio, la coordinazione motoria e la resistenza alla fatica. Nelle nuove 4 puntate, dirette da Stefano Reali con Bova (al suo esordio dietro la macchina da presa), e con la regia di II unità di Franco Bertini, ritroveremo l’attore romano nei panni di Alessandro Dominici, campione di nuoto olimpionico che, costretto ad interrompere la propria carriera agonistica per motivi di salute, decide di allenare di un gruppo di ragazzi con storie difficili, ribattezzato I ragazzi del Sole.

Al suo fianco ancora una volta Maurizio Mattioli nel ruolo dell’amico di sempre Spartaco, e Ricky Memphis in quelli di Don Luca, prete di frontiera e fondatore della Casa Famiglia dei Ragazzi del Sole. La new entry sarà invece Giulia Bevilacqua, nei panni di Anna, una giornalista che lavora presso il free press La Città di Roma ma, stanca di scrivere articoli di gossip e di lavorare senza stimoli, desidera dedicarsi a un giornalismo più impegnato.

La storia si svolge a pochi mesi da quando Alessandro e i Ragazzi del Sole, da lui allenati, hanno trionfato nella staffetta degli Assoluti di nuoto conquistando la medaglia d’oro. Quei giovani allo sbando, e con precedenti penali, hanno potuto realizzare il loro sogno: ristrutturare una piscina sequestrata alla malavita per allenarsi. Inaspettatamente, quando mancano pochi giorni al termine dei lavori, un’esplosione ad opera di Totuccio Scalese (Tony Sperandeo), vecchio proprietario dell’impianto e padre di Ciro (Paolo Ricca), il capocosca che aveva sparato a Don Luca (Ricky Memphis), fa saltare in aria la piscina, uccidendo Nazi., il personaggio interpretato da Damiano Russo, che uscirà così di scena.

Il boss spera che, in seguito “all’avvertimento”, Nico (Tommaso Ramenghi) e Don Luca ritratteranno le accuse contro Ciro nell’imminente processo. Alessandro non si dà per vinto e porta con sé i ragazzi a Roma dove trova una piscina per allenarsi ed affrontare le selezioni ai Mondiali. Ad allenare il campione e i Ragazzi del Sole, sarà l’inflessibile Enrico (Marco Falaguasta). Nella Capitale, per Nico, Nasca (Jacopo Cavallaro), Rocco (Gianluca Petrazzi), Bibbi (Andrea Troina) e Andrea (Gianluca Di Gennaro) – che alloggiano nella nuova comunità che Don Luca sta realizzando, e dove danno una mano come muratori- ambientarsi non è facile.

Il gruppo, nella modernissima struttura Tiber gestita da Ugo (Paolo Conticini), il manager di Alessandro, subisce le angherie dei nuotatori snob e viziati allenati da Enrico. In occasione di una gara Rocco, spinto in competizione da Alessandro, accusa un grave malore, cade sbatte la testa e viene ricoverato in coma farmacologico. Dominici si sente in colpa per l’accaduto. Inoltre la durezza eccessiva di Enrico e il riemergere dei fantasmi del passato, fanno calare vistosamente le prestazioni di Alessandro. L’unico conforto gli arriva da un’intraprendente giornalista di nome Anna (Giulia Bevilacqua), che era presente allo scoppio della piscina e che da allora s’interessa al caso dei Ragazzi del Sole. Intanto Nasca scopre che dalla sua violenza sessuale è nata una bambina. Alessandro ha denunciato senza mezzi termini la responsabilità della mafia nell’esplosione della piscina in Sicilia spiegando che omertà, paura e ritorsioni, sono ancora più pericolosi della mafia stessa. Ugo, che sta beneficiando dei soldi della criminalità per rimpinguare le casse della Tiber, viene contattato dagli Scalese: loro gli presteranno i soldi di cui ha bisogno per estinguere il suo debito con gli usurai, ma lui dovrà restituire il favore neutralizzando il nuotatore. Il manager tranquillizza gli Scalese, farà tutto quello che è in suo potere.



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1 Commento dei lettori »

1. rien ha scritto:

15 maggio 2013 alle 13:28

Ammazza se è invecchiato di faccia Bova rispetto all’età che ha.



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