1
marzo

IL CLAN DEI CAMORRISTI: I CITTADINI DI AVERSA INSORGONO CONTRO LA FICTION

Il clan dei camorristi

Non c’è fiction che non porti con se la propria scia di polemiche. Neppure il tempo di archiviare le lamentele degli abitanti di Monopoli (ribattezzata in tv Montorso), pronti a rispedire al mittente le accuse di cittadina collusa con la mafia, come lasciava intendere la serie Tutta la musica del cuore, che a protestare sono gli abitanti di Aversa. Oggetto delle lamentele degli aversani è Il clan dei camorristi, la fiction Taodue con Stefano Accorsi e Giuseppe Zeno, nella quale si ripercorrono le tappe dell’ascesa della camorra.

A creare malumori è la scelta da parte degli autori della serie di ambientare le vicende in un paese chiamato Castello di Aversa, un nome che a detta delle istituzioni di Aversa rappresenterebbe un chiaro riferimento alla città campana, facendola automaticamente passare agli occhi del grande pubblico come la terra di camorra per antonomasia. Un danno d’immagine che Giuseppe Sagliocco, sindaco di Aversa, come annunciato al quotidiano Il Mattino, vuol vedere presto risarcito.

“Mettere in scena con quelle modalità l’ascesa dei Casalesi rischia di enfatizzarle. Il nostro territorio è sano anche se il fenomeno esiste, non possiamo inchinarci alle generalizzazioni. Legalità e trasparenza tramutati in azioni. Aversa e l’Agro sono fatti da persone perbene. Nel passato c’è stata in alcune parti l’assenza dello Stato, ma oggi sta riprendendo il controllo del territorio. Prefettura e questura sono impegnati a fondo non solo per i roghi o la criminalità, ma per un una vigilanza reale su queste terre.”

A rincarare la dose ci pensa il Senatore aversano del Pdl Pasquale Giuliano che dichiara:

“È una generalizzazione stupida che offende gli stessi autori e non rende giustizia ad un territorio come quello aversano che, al di là del fenomeno che in questi anni è stato combattuto, ha sempre dato al Paese lustro, operosità e benessere. Se avessero avuto buon gusto, intelligenza e fantasia avrebbero sicuramente operato scelte diverse.”

Dello stesso parere, ma decisamente meno polemico e più propositivo, è Valerio Taglione, referente provinciale di Libera e responsabile del Comitato Don Peppe Diana:

“È una polemica che non mi appassiona più di tanto. Mi fa quasi sorridere. Quando la fiction era in ripresa riuscimmo a far cambiare il nome da Clan dei Casalesi in Clan dei Camorristi. Mi dispiace che Aversa sia accomunata alla camorra, ma queste affermazioni non hanno bisogno solo dello sdegno degli aversani, ma di risposte fatte di azioni concrete, azioni di riscatto come quelle che noi come comitato aiutiamo per fare in modo che questo territorio da terra di camorra si trasformi sempre più in Terre di don Peppe Diana. Abbiamo bisogno di costruire percorsi e modalità nuove per uscire da questa situazione”.

In attesa di conoscere la risposta di Pietro Valsecchi e del team della Taodue a queste per la verità piuttosto tardive polemiche, vediamo insieme le anticipazioni della sesta puntata de Il Clan dei camorristi, in onda venerdì 8 marzo alle 21,10 su Canale5. Nel nuovo appuntamento altre difficili sfide attenderanno Andrea Esposito (Stefano Accorsi), costantemente impegnato nella lotta contro la camorra. Il giudice dovrà, infatti, fare i conti prima con la morte di Pasquale (Stefano Miglio) e poi con quella di Don Palma (Massimo Popolizio). O’ Malese (Giuseppe Zeno) intanto vede crescere il suo potere, partendo dagli affari al nord Italia fino ad arrivare alla politica a Roma. Tuttavia Esposito riesce a scovare il nascondiglio di Ciccio Capuano (Francesco Di Leva).



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1 Commento dei lettori »

1. matteo quaglia ha scritto:

2 marzo 2013 alle 00:38

ma ancora?? ma prendono la gente per scema?? ma nessuno vuole far passare tutta la gente di li per criminale e assassina ( poi mi pare che la serie faccia vedere fatti realmente accaduti ) , mi sembra di leggere le polemiche fatte per tutta la musica del cuore , ma pensare a salvare l’italia invece che a ste cose no??



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