11
giugno

Il potere dell’access

Torre, Amadeus, De Martino, Gruber

Torre, Amadeus, De Martino, Gruber

Nel gioco dei palinsesti, è l’ago della bilancia. Se il preserale in gergo veniva chiamato la banca, l’access prime time è la borsa. La fascia che introduce la prima serata è sempre più il fulcro di ogni programmazione. Serve a dare lo sprint alla prima serata (o a preservarla nei casi di strategie difensive), copre uno slot in cui la platea (la più trasversale possibile) cresce raggiungendo i primi picchi, e nel contesto attuale, in cui è stato allungato a dismisura, influenza in maniera cruciale la media della preziosa fascia 20.30-22.30 (dato che ha inevitabilmente un peso importante anche nelle 24 ore). Dai 15 minuti della prima Striscia la Notizia si è passati ad un’ora circa, con i programmi di prime time che occupano così più spazio in seconda serata che in prima e l’access che diventa una specie di prime time quotidiano.

L’access è in grado di cambiare le sorti di una rete. Rai1 ha vinto negli ultimi mesi il ‘peak time’ proponendo una programmazione di prima serata al risparmio, composta per lo più da repliche o da produzioni dagli ascolti mediocri. Il merito è di Affari Tuoi che, chiudendo dopo le 21.30 e conseguendo dati monstre, non solo ha limitato i danni ma ha portato la rete in alto. Da questo punto di vista, assume un senso la scelta di Mediaset di comunicare, per il prime time, i dati dalle 21.30 alle 23.30. Mossa un po’ di comodo ma indicatrice quando si parla di confronti tra proposte in prima serata.

L’access fa da volano anche su Real Time, alle prese con il boom di Casa a Prima Vista. La sfida tra gli agenti immobiliari raggiunge ascolti oltre il doppio della media di rete e ha ringalluzzito così le 24 ore e il prime time del canale, le cui performance migliori storicamente si registravano in seconda serata. Per fare un esempio spicciolo: il 4% di Casa a Prima Vista, significa che, se anche il prodotto di prima serata raggiungesse un tiepido 1%, la media sarebbe intorno al 2.5% ponendo il canale 31 come la nona rete nazionale.

Anche La7 beneficia del potere dell’access con le ‘over performance’ di Otto e Mezzo di Lilli Gruber che portano l’emittente di Urbano Cairo spesso e volentieri al terzo posto nel ranking dei canali più seguiti tra le 20.30 e le 21.30. Dopo il tasto 7, non è un caso che TV8 e Nove hanno posto (o tentato di porre) le loro fondamenta sull’access. E da settembre la rivoluzione del Nove che accoglierà Amadeus. La neo generalista targata Warner Bros. Discovery, diciamocelo, per vivere bene poteva accontentarsi dei buoni risultati di Don’t Forget The Lyrics e Cash or Trash, e invece ha scelto di puntare in alto, consapevole del ruolo strategico dello slot per oltrepassare il guado.

Per questo Amadeus, ancora più di Fazio, è chiamato a grandi risultati così come la Rai, che – grazie al binomio Amadeus+Affari Tuoi – si è potuta adagiare sugli allori nell’ultima primavera, è attesa ad una sfida delicata con Stefano De Martino, nuovo signore dei pacchi.

La guerra dell’access è appena iniziata.

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