15
dicembre

Pandoro Ferragni: multa Antitrust per oltre 1 milione di euro

chiara ferragni

Cosa scriveva Chiara Ferragni

L’altra faccia di Chiara Ferragni. Se sui social è un pullulare di buoni sentimenti, iniziative solidali e campagne di sensibilizzazione, a volte la realtà è ben diversa: l’Antitrust  ha sanzionato per oltre 1 milione di euro le società riconducibili a Chiara Ferragni e per 420 mila euro Balocco per pratica commerciale scorretta relativa al cosiddetto ‘pandoro griffato‘ lanciato sul mercato lo scorso Natale.  Dalla delibera emerge proprio il ruolo chiave tenuto dalle società della Ferragni.

L’Antitrust certifica che si è lasciato intendere ai consumatori che, comprando i pandori, avrebbero contribuito a una donazione all’Ospedale Regina Margherita di Torino per acquistare un nuovo macchinario per le cure terapeutiche dei bambini affetti da Osteosarcoma e Sarcoma di Ewing. Le società Fenice e TBS Crew hanno incassato la somma di oltre 1 milione di euro a titolo di corrispettivo per la licenza dei marchi di Chiara Ferragni e per la realizzazione dei contenuti pubblicitari senza versare nulla all’ospedale Regina Margherita di Torino.

Secondo l’Antitrust la pratica scorretta si è articolata in diverse condotte:

  • far credere, nel comunicato stampa di presentazione dell’iniziativa, che acquistando il “Pandoro Pink Christmas” al prezzo di oltre 9 euro, anziché di circa euro 3,70 del pandoro non griffato, i consumatori avrebbero contribuito alla donazione che, in realtà, era già stata fatta dalla sola Balocco, in cifra fissa pari a 50.000 euro, a maggio 2022, quindi molti mesi prima del lancio dell’iniziativa, avvenuto a novembre 2022;
  • aver diffuso, tramite il cartiglio apposto su ogni singolo pandoro “griffato” Ferragni, informazioni idonee ad avvalorare la circostanza - non vera – che l’acquisto del prodotto avrebbe contribuito alla donazione pubblicizzata;
  • aver pubblicato post e stories sui canali social di Chiara Ferragni in cui si lasciava intendere che comprando il “Pandoro Pink Christmas” si poteva contribuire alla donazione e che Chiara Ferragni partecipava direttamente alla donazione, circostanze risultate non rispondenti al vero, nonostante le sue società avessero incassato oltre 1 milione di euro.

Secondo l’Antitrust è stata limitata considerevolmente la libertà di scelta dei consumatori facendo leva sulla loro sensibilità verso iniziative benefiche, in particolare quelle in aiuto di bambini affetti da gravi malattie, violando il dovere di diligenza professionale ai sensi dell’articolo 20 del Codice del Consumo e integrando una pratica commerciale scorretta, connotata da elementi di ingannevolezza ai sensi degli articoli 21 e 22 del Codice del Consumo.

Nel dettaglio l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato le società Fenice S.r.l. e TBS Crew S.r.l., che gestiscono i marchi e i diritti relativi alla personalità e all’identità personale di Chiara Ferragni, rispettivamente per 400 mila euro e per 675 mila euro, e Balocco S.p.A. Industria Dolciaria per 420 mila euro.

Balocco non voleva fare quel comunicato stampa, la mail interna contro la Ferragni

Dagli atti risulta che Balocco non avrebbe voluto inserire nel comunicato il riferimento alla donazione come legata alle vendite del prodotto; anzi, in una mail interna il 17 ottobre 2022 viene scritto: “Mi verrebbe da rispondere [al team Ferragni]: In realtà le vendite servono per pagare il vs cachet esorbitante. Balocco, evidenzia Antitrust, nella definizione dei vari contenuti dei post e delle stories poi pubblicate dalla Signora Chiara Ferragni ha sottolineato la non opportunità di menzionare le vendite del pandoro griffato come legate alla donazione.

L’operazione è andata in perdita e le giacenze distrutte

Nella memoria di Balocco si sottolinea che sono stati prodotti 362.577 Pandori “griffati” che sono stati ceduti ai distributori ma a causa della scarsa rotazione del prodotto le giacenze di magazzino sono andate distrutte. Complessivamente – si legge – l’operazione ha generato una “perdita” di [100.000- 900.000] €. L’esito della campagna viene definito deludente.

Chiara Ferragni “si è presentata come promotrice di un’iniziativa benefica a favore di bambini malati di tumore”

Antitrust spiega anche che non appare sostenibile che il ruolo nella donazione della Signora Ferragni si sia sostanziato nel fare pubblicità “gratuita” all’Ospedale: “la Signora Ferragni, tramite Fenice e TBS Crew, ha fatto pubblicità, sulla base di contratti a titolo oneroso (…) Sul punto, peraltro, vale evidenziare che la Signora Chiara Ferragni risulta avere un elevatissimo numero di follower (circa 30 milioni) presso i quali si è presentata come promotrice di una iniziativa benefica a favore di bambini malati di tumore, rafforzando così la propria immagine come sostenitrice di progetti benefici”.

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1 Commento dei lettori »

1. Elly Shelly ha scritto:

15 dicembre 2023 alle 13:46

W la Vallea!



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