24
ottobre

«Titolo V» senza mordente. De Magistris segue la guerriglia accomodato in studio

Luigi De Magistris, Titolo V

Se non fosse stato per l’irrompere dell’attualità, con le violente proteste in diretta da Napoli, il debutto di sarebbe passato ancor più sotto silenzio. Il nuovo talk show di Rai3 si è aggiunto ieri al panorama informativo senza lasciare il segno ed anzi dando l’impressione di essere l’ennesimo esperimento informativo destinato ad avere vita breve.

La volontà di descrivere il Paese dando voce al territorio e alle istituzioni locali non ha trovato un’efficace traduzione. E gli stessi conduttori, in questo senso, ci hanno messo del loro. e – pur essendo dei validi professionisti, soprattutto se considerati singolarmente – sono infatti apparsi acerbi per un’esperienza di coppia già di per sé non facile, che nelle intenzioni avrebbe addirittura dovuto offrire un racconto diverso dal solito (cosa che peraltro non si è verificata).

La scelta di ricreare due studi – uno a Milano, l’altro a Napoli – ha inoltre rallentato il ritmo del programma, dal momento che i poli in questione non hanno mai trovato una vera armonia ma si sono semplicemente alternati in modo meccanico. Da copione. Gli ospiti intervenuti (per citarne alcuni: Michele Emiliano, Giovanni Toti e Luigi De Magistris) si sono adeguati ai toni blandi della conversazione, che di certo non inducevano lo spettatore a considerare Titolo V un’imperdibile novità.

A conferire un dato di interesse alla serata ci ha pensato perlomeno l’attualità, con l’irrompere in diretta delle proteste che si stavano svolgendo in quel momento a Napoli contro le restrizioni anti-Covid del governatore De Luca. E qui si è raggiunto il surrealismo: mentre nel capoluogo campano si verificavano scene da guerra civile, il sindaco De Magistris osservava il tutto comodamente seduto negli studi di Titolo V, senza apparente agitazione. Limitandosi ad un’ovvia condanna delle violenze.

Non sarebbe utile che in questo momento lei ci lasciasse e andasse lì?

ha domandato Lucia Annunziata all’ex magistrato. E lui:

Non è che posso andare dentro lo scontro in questo momento. Sarei più attento a capire che sta succedendo…“.

Emblematico. Uno dei pochissimi momenti da ricordare dell’intera puntata.

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2 Commenti dei lettori »

1. PeppaPig ha scritto:

24 ottobre 2020 alle 13:04

L’unica speranza che ha questo povero Paese di rialzare prima o poi la testa è che gli italiani si decidano a spazzare via in toto l’attuale classe politica, che tutta quanta – nessuno escluso – ha trascinato nel baratro un paese dalle potenzialità immense.
Quello di De Magistris è il comportamento emblematico, come dice giustamente l’articolo, di una generazione disgraziata di politici che vive nei salotti tv invece di stare nel proprio ufficio/città/ministero a lavorare. E che “osserva”, e poi magari ci racconta anche, quali sono i nostri problemi, invece di lavorare a testa bassa per risolverli.
Smettiamo una buona volta di premiare chi sta sempre a fare show in tv, o sarà davvero troppo tardi.



2. ale88 ha scritto:

24 ottobre 2020 alle 15:38

Gli studi sono a Milano e Napoli (e non Roma)



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