10
giugno

Le Iene contro Burioni: «Ha un conflitto d’interessi?». Lui replica e minaccia azioni legali

Roberto Burioni, Le Iene

Manco fosse Wanda Osiris, giusto l’altro ieri annunciava il proprio ritiro pro-tempore dalle scene. “Starò in silenzio stampa almeno fino all’autunno” comunicava al mondo. Sai che sacrificio aspettare il ritorno di Che tempo che fa. Ieri sera, però, Le Iene hanno sollevato dubbi sui potenziali conflitti d’interessi del professore e questi ha seccamente replicato minacciando azioni legali. Digiuno mediatico rimandato prima ancora di iniziare. 

La trasmissione di Italia1, in particolare, aveva evidenziato i possibili interessi di Burioni sugli anticorpi monoclonali, soluzione contro il coronavirus di cui egli stesso aveva parlato con entusiasmo nel programma di Fabio Fazio. Secondo Le Iene, che hanno dato voce alle rimostranze del Codacons, il virologo ha però brevettato e depositato alcuni di questi anticorpi, circostanza che farebbe pensare a dei suoi probabili guadagni dovuti ad un loro eventuale utilizzo.

I sospetti sollevati dal programma di Davide Parenti hanno spinto il professore ad intervenire sulla sua pagina Facebook.

Produrre anticorpi monoclonali umani è il mio lavoro dal momento della mia laurea. Ne ho prodotti tanti, ma nessuno di questi è di mia proprietà. La gran parte sono di Pomona Ricerca, una azienda con la quale collaboro proficuamente da molti anni e della quale sono da molti anni consulente scientifico. Ovvio che qualunque opportunità di collaborazione scientifica venga rimandata alla mia valutazione (…) Non ho nulla a che fare con qualunque azienda che produca o venda qualunque bene utile a prevenire, curare, vaccinare per il coronavirus. Per cui NON HO NESSUN CONFLITTO DI INTERESSE: se il plasma funziona o se funzionano gli anticorpi monoclonali contro COVID-19, se servono le mascherine o non servono, se si usano o non si usano i disinfettanti o i farmaci,  a me non cambia niente dal punto di vista economico

ha scritto Burioni in un lungo post nel quale ha anche risposto ai rilievi sui presunti contatti con fondazioni finanziate dalle case farmaceutiche. Il virologo ha liquidato la questione parlando di una sua collaborazione con la Fondazione Lorenzini riguardo ai vaccini, concretizzatasi nella stesura di un quaderno scientifico uscito con Il Sole 24 ore. Collaborazione per la quale – ha argomentato Burioni – “ho emesso regolare fattura di 1500 euro“.

“Immaginare che questo costituisca conflitto di interesse richiede uno sforzo notevole di immaginazione (…) Il contributo della azienda è bene in evidenza, ma io non ho collaborato con l’azienda, ma con la Fondazione Lorenzini, un ente con un’ottima reputazione che mi ha onorato affiancandomi ai migliori esperti nel campo delle vaccinazioni”

ha proseguito il medico, minacciando azioni legali per i contenuti del servizio realizzato da Le Iene. “Questa volta si è passato il segno” ha tuonato. Messo sulla graticola dal programma di Italia1, il virologo non si è fatto trovare impreparato con la propria versione dei fatti.

Certo, alcune di quelle precisazioni avrebbe forse potuto farle anticipatamente – se non altro per motivi di trasparenza, come spesso accade in ambito scientifico – evitando così di esporre il fianco a sospetti che di rimbalzo colpiscono anche l’emittente che per mesi gli ha concesso spazio. Il professore avrebbe dovuto sapere che certe polemiche funzionano come i virus: prevenirle è meglio che curarle.

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