25
giugno

Auditel: la nuova sfida digitale. Caratteristiche, ‘avvertenze’ e dati dell’ultima settimana

Ascolti digitali

E’ presto ancora per parlare di rivoluzione. Ma qualcosa cambia in un settore che rischiava di rimanere indietro. Il progetto della total audience di Auditel muove i suoi primi passi e in attesa di conoscere i primi dati quotidiani (diffusi ogni giorno alle 18), scopriamone le caratteristiche. Pro e contro compresi. Per misurare gli ascolti sui device digitali, Auditel utilizza quattro nuove metriche:

1. AMR-D (Average Minute Rating-Device). Ascolto nel minuto medio dei device. Di fatto è identico all’AMR della TV tradizionale, ma, invece di misurare gli spettatori nel minuto medio, allo stato quantifica i device nel minuto medio (dietro cui vi è almeno una o più persone in visione). E’ il dato, che potremmo considerare, il più rilevante per capire il successo del programma.

2. LS (Legitimate Stream): misura il volume di stream erogati e visti per almeno 300 millisecondi (soglia tecnica per avere certezza dell’effettivo avvio dello stream) da ciascun device. Si calcola sia per la visione del contenuto lineare (live) che per la visione di quello on-demand (VOD). Nella prima rilevazione settimanale vince Sky facendo più del doppio di Mediaset, al secondo posto. Canale 5 è comunque il canale più seguito.

3. TTS (Total Time Spent): è calcolato sommando tutti i secondi in cui ciascun device ha visualizzato contenuti editoriali e pubblicitari di un singolo canale.

4. ASD (Average Stream Duration): calcola la durata media di uno stream. Stando ai primi dati, la visione da cellulare è quella più breve, quella da smart tv più lunga superando i 20 minuti.

La peculiarità maggiore del ‘nuovo auditel’ è che si tratta di un sistema censuario, e non campionario come il tradizionale sistema di rilevazione che si serve di un panel di famiglie. Ciò significa che viene misurato qualunque device coinvolto.

Avvertenze

Mancano le app che stanno completando in questi giorni il processo di certificazione. Da settembre saranno incluse.

Riguarda sei editori: DeA, Discovery, La 7, Mediaset, RAI e Sky che rappresentano l’86% circa degli ascolti tradizionali. Sono esclusi gli operatori OTT come Netflix e Amazon, che già abitualmente norma non comunicano i loro dati.

AMR non è sommabile perchè è basata sui device e non sugli individui. In altre parole non si può sapere con esattezza il numero di persone davanti allo schermo (è ipotizzabile che la visione da cellulari sia per lo più singola, a differenza di quanto potrebbe avvenire con le smart tv).

Non è possibile calcolare lo “share” come lo intendiamo con la tv tradizionale, non esiste un “totale internet”.

Il web non ha un “giorno dopo”. Il VOD rappresenta la maggioranza dei volumi, quindi per valutare correttamente la performance complessiva di un canale, un programma o uno spot sulla rete bisogna computarla su distanze più lunghe. Chiaramente molto dipenderà anche dalla tipologia di programmi.

I dati digitali saranno destinati a trasformarsi rapidamente nel tempo, sia per questioni di perimetro (app che si aggiungeranno presto) sia per fattori strutturali (processo sostituzione Smart TV, 5G e copertura tecnologia d’accesso).

Probabilmente più che per editore, andranno valutate le performance dei singoli programmi. Non tutti i programmi/film/serie di tutte le reti sono, ad esempio, disponibili su internet nella stessa maniera. E’ una modalità di conteggio che avvantaggia i programmi facilmente “spacchettabili” e gli editori che più hanno puntato sinora su tali modalità di diffusione (in questo senso la Rai è indietro). Vengono conteggiati tutti gli stream dei programmi sulle piattaforme degli editori, comprese le incorporazioni. Di conseguenza un video postato su Youtube potrebbe non esser conteggiato così come – in assenza di specifici accordi – un video di Crozza postato dalla Tv di Repubblica.

Un effetto potrebbe essere una maggiore apertura alla condivisione dei broadcaster, che potrebbero fare pressing (o sponsorizzare) portali e siti internet affinché incorporino i loro video. Ad esempio se DavideMaggio.it incorporasse un video di una performance di X Factor (o addirittura l’intera puntata qualora disponibile), le vostre visioni sarebbero rilevate e conteggiate negli ascolti digitali del talent di Sky Uno.

I dati dell’ultima settimana

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