5
maggio

Rai3, scatta «L’ora della legalità». Nella prima puntata anche Sergio Mattarella e Liliana Segre

Loris Mazzetti, Liliana Segre

Ci sarà anche un contributo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ne «L’ora della legalità», il nuovo programma di in onda da oggi – 5 maggio – alle 23.45. La trasmissione, a cura di Loris Mazzetti, porterà all’attenzione le storie di chi si batte (o si è battuto) contro la criminalità e in difesa della Costituzione. Nella prima puntata, anche un’intervista alla senatrice Liliana Segre, testimone della Shoah.

La legalità dovrebbe essere materia di studio” afferma Mazzetti, che declinerà questo valore in ogni suo aspetto della vita civile. In ogni puntata ci sarà un’intervista a un personaggio che ne è simbolo, per ruolo, per fatti di vita o per impegno sociale. Come anticipato, anche Mattarella ha offerto il proprio contributo: il Presidente è stato ripreso durante l’incontro privato con i superstiti e i famigliari delle vittime della prima strage nazifascista di Monchio, Susano e Costrignano del 18 marzo 1944.

Il primo appuntamento, in onda stasera, sarà dedicato a “Legalità e Antifascismo“. Il tema verrà affrontato da Mazzetti assieme a Liliana Segre, che rileggerà la propria storia di donna ebrea perseguitata dal nazifascismo attraverso le leggi razziali, l’esclusione dalla vita civile, la deportazione.

Mi sono resa conto che la violenza e l’indifferenza sono due cose che vanno insieme. Ma, mentre la violenza si può combattere, dall’indifferenza non ci si può difendere, perché l’indifferenza è fatta di niente, è fatta di una nebbia che ti avvolge. Il presente  si fonda sul passato. Se non si studia la Storia, gli eroismi e gli errori del passato, è difficile crearsi un presente e prevedere un futuro di legalità

afferma la senatrice, che ancora oggi testimonia, soprattutto tra i più giovani, l’importanza del non dimenticare. Verranno inoltre proposti i video di Primo Levi che ricorda la tragedia di Auschwitz e di Enzo Biagi che in una puntata de ‘Il Fatto’ parla con Franco Giustolisi dell’Armadio della vergogna che nascondeva i fascicoli dell’indagini sulle stragi nazifasciste.

Il programma nasce con l’intento di raccontare la legalità che si evidenzia nell’impegno per la costruzione di pratiche di contrasto civile alla corruzione e alle mafie, nella convinzione che mantenere un faro acceso sul fenomeno criminoso, sul rispetto dell’essere umano in generale, diffondendone la conoscenza, sia la via maestra per il cambiamento

ha spiegato Mazzetti. Le “Parole della Legalità” che apriranno ciascun appuntamento saranno affidate agli studenti del corso di “Mafie e Antimafia” della professoressa Stefania Pellegrini dell’Università di Bologna, in un dialogo all’interno di un’aula del Dipartimento di Scienze Giuridiche. La conversazione sarà accompagnata da immagini di repertorio che riguarderanno luoghi di Memoria: Capaci, la Stazione di Bologna, Marzabotto, via D’Amelio, le Fosse Ardeatine, Locri o Riace in Calabria, Binario 21 della Stazione Centrale di Milano dove partivano i convogli per i campi di sterminio, oggi museo della Shoah.

La sigla del programma è la canzone di Saverio Grandi, Francesco Guccini, Gaetano Curreri “Per la bandiera”, cantata dagli Stadio e scritta nel 1992 dopo la strage di Capaci per tutti gli uomini delle scorte caduti per mano della mafia, in particolare Antonio Montinaro, caposcorta di Giovanni Falcone. La sigla di coda – scelta forse più retorica – è invece “Do it now”, dedicata a Greta Thunberg a difesa dell’ambiente.



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