14
febbraio

Daria Bignardi: «Ho avuto un tumore. La direzione di Rai3 è stata il mio finale, da luglio non guardo più la tv»

Daria Bignardi

La chemioterapia fa schifo, ma serve. Curarsi o operarsi non è divertente. Non ho rimosso niente, ma ho elaborato tutto“. Daria Bignardi non ne aveva mai parlato prima, per pudore ma anche per paura della curiosità o della preoccupazione degli altri. Di quella malattia seria, che ora ha superato, l’ex direttrice di Rai3 ha deciso di raccontare ora, con altrettanta discrezione e con la forza interiore di chi ha combattuto. La sua potente testimonianza, rilasciata in un’intervista a Vanity Fair, si intreccia ai ricordi di un altro periodo intenso, quello trascorso alla guida della terza rete Rai

A pochi giorni dall’uscita del suo sesto libro, Bignardi ha colto l’occasione per svelare pubblicamente la propria esperienza con la malattia. “Ho superato una malattia seria, ma al tempo stesso molto comune. Si ammalano milioni di donne, a cui va tutto il mio affetto” ha spiegato l’ex conduttrice, riferendosi ad un tumore scoperto facendo una mammografia di controllo, appena terminata l’ultima stagione delle Invasioni barbariche.

Sei mesi dopo, a una settimana dall’ultima chemioterapia, mi è arrivata la proposta di Campo Dall’Orto per dirigere Rai Tre. Gli ho raccontato tutto. Mi ha chiesto soltanto: ‘Sei guarita?’. Gli ho risposto di sì. ‘Ti aspetto a Roma’, mi ha detto e io sono partita. Dopo sei mesi dentro a una bolla sono entrata dentro a un’altra bolla. Da un’esperienza totalizzante all’altra

ha raccontato Daria, che su Vanity ha anche parlato dei suoi capelli corti dovuti alle cure e coperti inizialmente da una parrucca.

Il giorno della nomina, quando c’è stata la conferenza stampa a Roma, avevo la parrucca. L’ho portata per diversi mesi, era molto carina, capelli identici ai miei, anzi più belli. Poi andando avanti e indietro in continuazione tra Milano e Roma, a gestire ’sta parrucca, a un tratto, non ce l’ho fatta più. Un bel giorno l’ho tolta dalla sera alla mattina e mi sono presentata al lavoro con i capelli corti e grigi che stavano ricrescendo sotto. Ma non ho dato spiegazioni, tranne che ai miei vicedirettori, coi quali eravamo diventati amici“.

Quel look generò curiosità ma anche commenti malevoli. Scrivevano che con la direzione di Rai3 volesse fare la radical chic milanese. In molti, purtroppo, scivolarono su quella critica ma la Bignardi – spiazzando non poco – assicura di non essersi sentita offesa:

Chiunque compare, soprattutto oggi, è oggetto di una tale massa di critiche che non bisogna esserne toccati davvero. In alcuni casi mi dispiaceva per loro. Mi preoccupavo che rimanessero male se avessero saputo del cancro. Sono materna. E quindi rompiscatole. Vorrei fare da mamma a tutti“.

Poi il ricordo si sposta sul periodo trascorso alla direzione di Rai3. “Un’esperienza totalizzante, quasi mistica” rispetto alla quale il bilancio – afferma – è positivo.

Lavoravamo almeno dodici ore al giorno. Poi a luglio mi sono dimessa e non ho più riacceso la televisione. Non so neanche cosa ci sia in tv adesso. È successo così anche con la malattia. Faccio tutto quel che devo e che posso, do tutto, poi volto pagina“.

Il suo pensiero, prosegue l’ex direttrice, era quello di rivoluzionare la Rai, ma non c’erano le condizioni per farlo nella maniera desiderata e, quindi, nemmeno le condizioni per continuare. Così, Bignardi si dimise dopo l’uscita di scena di Campo Dall’Orto, non prima di aver preparato i palinsesti autunnali, come richiestole dal nuovo DG Mario Orfeo. Per il momento, da parte sua, nessuna intenzione di tornare alla tv:

Fare bene televisione è molto faticoso e mi sembra che la direzione di Rai Tre sia stato un gran bel finale. È stato bello però. Mi sono divertita, soprattutto a lavorare in gruppo, coi miei delle Invasioni eravamo una macchina da guerra. Poi restano le soddisfazioni“.

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3 Commenti dei lettori »

1. Sabato ha scritto:

14 febbraio 2018 alle 17:01

Chissà come si sentiranno piccoli (o forse no?) coloro che commentarono con cattiveria i capelli corti e grigi della Bignardi… Questo vecchio articolo di Stefania Stefanelli (https://www.davidemaggio.it/archives/134489/la-forza-dei-capelli-bianchi), dedicato proprio ai capelli bianchi (ma nel senso positivo di “esperienza” e “saggezza”), fu così commentato:
- “Taglio radical” (Osservo);
- “reputo i suoi capelli grigio topo davvero antiestetici. Almeno un minimo di cura dell’estetica ci vuole. I soldi li ha, una tinta per coprire quei capelli grigio topo potrebbe anche comprarsela” (Marco);
- “La Bignardi è radical chic fino al midollo; si sente superiore alle altre conduttrici, si sente una scrittrice ed intellettuale, una signora borghese di sinistra, radical milanese. Finalmente ha trovato la collocazione ideale al suo modo di pensare: la direzione della rossa Rai3. E allora taglio netto col passato, finalmente si può abbigliare da signora borghese di sinistra in salsa salotto radical milanese.
Esiste qualcosa di più femminista e snob del capello grigio delle donne? Ancora qualche anno e, presa ancora più sicurezza, abbandonerà il make up e qualunque abbellimento perché ai suoi occhi sono strumenti oppressori del regime fallocratico maschilista!
Le donne devono riappropiarsi del loro corpo e non essere oggetti costretti ad assecondare i desideri maschili! E quindi via make up, via colorazione dei capelli, via depilazione delle ascelle e intima, via gonne e scollature e qualunque tipo di tacco! La donna di sinistra femminista si veste coi sacchi di juta e solo con ciabatte da tedesco. Ha i capelli grigi e i baffi! Tutto questo solo per vendetta verso gli uomini non perché ci credono veramente”;
- la stessa autrice del pezzo ipotizzò che “La Bignardi ha invecchiato la propria immagine; ci viene il sospetto che lo abbia fatto per essere presa maggiormente sul serio”.

Col senno di poi, appare evidente che dovremmo tutti evitare speculazioni e cattiverie (per non parlare delle folli esternazioni di alcuni). Complimenti alla Bignardi che ha trovato la forza di farsi scivolare addosso certe insinuazioni.



2. Marco Cappuccini ha scritto:

15 febbraio 2018 alle 11:56

Caro Sabato, inizio col dirti che quando commento, io ci metto nome e cognome.

L´articolo cui tu fai riferimento era appunto un articolo dedicato ai capelli grigi della Bignardi e, non sapendo quanto da lei passato, ovviamente rivendico quanto da me scritto al tempo e ti dico che – in assenza di informazioni sulla sua salute – lo scriverei di nuovo in quanto non ho offeso nessuno. Al di là del cancro che ha avuto, quel colore di capelli era terribile.

Se oggi è guarita e sta bene, sono ovviamente felice per lei!

Ricordo che la Bignardi è un personaggio pubblico. Se avesse detto quello che aveva, naturalmente il contesto al tempo sarebbe cambiato e tali commenti sarebbero stati evitati.
Non lo ha detto (scelta comunque rispettabilissima e condivisibile), pertanto non si può biasimare chi come me ha semplicemente espresso una opinione su un personaggio pubblico.



3. Sabato ha scritto:

15 febbraio 2018 alle 14:35

Marco, non so se tu sia l’autore del commento che ho riportato (quello al secondo punto; il terzo commento era firmato “Gianni”), ma poco cambia. Il mio commento voleva invitare tutti ad evitare insinuazioni per non rischiare di prendere abbagli imbarazzanti ed offensivi. Sono d’accordo con te sul fatto che all’epoca non si sapesse cosa ci fosse dietro a quel nuovo taglio e colore di capelli della Bignardi, ma proprio per questo avrei evitato le fantasie più cattive ed azzardate. Non sono invece affatto d’accordo con te quando affermi “non si può biasimare chi come me ha semplicemente espresso una opinione su un personaggio pubblico”, poiché i commenti che ho riportato non contengono “opinioni”, bensì umiliazioni ed insinuazioni malevole. Affermare “I soldi li ha, una tinta potrebbe pure comprarsela” non significa solo essere imprudenti, ma anche stabilire che una donna di spettacolo debba per forza tingersi i capelli per essere ritenuta accettabile… E se ha avuto il cancro? Se è allergica alle tinte? Se, semplicemente, non sente la necessità di coprire i capelli bianchi che inevitabilmente si presentano con l’avanzare dell’età? La Bignardi ha fatto un ottimo lavoro alla direzione di Rai3 anche con i capelli corti e brizzolati, aumentando gli ascolti ed arricchendo enormemente l’offerta della rete, impreziosita da alcune perle originali e di qualità. Unica pecca: il martedì sera, che ha fallito con Semprini e sta andando tuttora maluccio con la Berlinguer (ma superare la chiusura di Ballarò non era affatto un lavoro semplice). Evito di commentare le esternazioni di Gianni, davvero folli ed offensive; dovrebbe chiedere scusa ed astenersi da ulteriori speculazioni in analoghe occasioni future.



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