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I Fantasmi di Portopalo: anticipazioni seconda ed ultima puntata di martedì 21 febbraio 2017

I Fantasmi di Portopalo 8

Dal ruolo di Salvo D’Acquisto nell’omonima miniserie, a quello di vittima di un errore giudiziario ne L’Uomo Sbagliato, passando per Il cuore nel pozzo (fiction incentrata sulla fuga di un gruppo di bambini dai partigiani di Tito), Joe Petrosino (la storia del poliziotto italiano ucciso dalla mafia a Palermo), La vita rubata (ispirata all’omicidio di mafia di Graziella Campagna), Lo scandalo della Banca Romana (incentrata sul caso politico-finanziario che coinvolse appunto la Banca Romana), Il Sorteggio (incentrata sul processo alle Brigate Rosse), Io non mi arrendo (incentrata sulla vita del poliziotto-eroe della Terra dei fuochi morto di cancro), la carriera di Beppe Fiorello è stata da sempre segnata da miniserie di forte impegno civile. Un impegno rinnovato anche questa sera con I Fantasmi di Portopalo, la miniserie in due puntate il cui primo appuntamento si è appena concluso su Rai1. Per Beppe Fiorello quella di proporre delle fiction di stampo civile e sociale, non è certo una scelta casuale, A confermarlo è lo stesso attore sulle pagine di Sorrisi.

“Mi sento testimone di questo tempo e amo raccontare le storie di questo Paese. Anche quelle poco note. Da quasi vent’anni interpreto personaggi che, se un giorno venissero messi in fila, potrebbero raccontare il passato e il presente dell’Italia”.

Nell’intervista, Beppe Fiorello coglie l’occasione per raccontare il perché il piccolo schermo sia il mezzo più adatto per proporre una certa tipologia di storie, e non risparmia qualche critica velata a colleghi che, dopo aver per anni “snobbato” la fiction, hanno iniziato negli ultimi tempi a recitare in tv:

“Per narrare delle storie la tv è un mezzo immediato, ancora più di Internet. Sul web sei tu che devi andare a cercare, mentre la tv ti viene a prendere a casa. E io sono fedele a questo mezzo. Anche quando il cinema mi ha “snobbacchiato” per anni. Prima mi criticavano perché ero un “attore di fiction”, ora vedo che tanti altri colleghi fanno televisione. Io sono sempre stato lì”.

Nella carriera di Fiorello, però, non ci sono solo storie drammatiche. Presto l’attore sarà, infatti, al cinema con una commedia da lui stesso prodotta:

“Mesi fa ho detto: ‘Voglio divertirmi e cambiare marcia, faccio una commedia per il cinema!’. Allora ho prodotto un film dove recito con Pierfrancesco Favino. È la storia di un musicista rock che scompare. Uscirà il prossimo autunno”.

Di seguito le anticipazioni della seconda ed ultima puntata de I Fantasmi di Portopalo, in onda martedì 21 febbraio 2017 sempre in prima serata su Rai1.

I Fantasmi di Portopalo – Anticipazioni seconda ed ultima puntata del 21 febbraio 2017

Un giorno, mentre Saro torna a casa in vespa, viene aggredito da due motociclisti che lo speronano facendolo volare dalla scogliera. Il pescatore si salva per miracolo. Se Saro pagasse solo di sua tasca, però, non ci penserebbe un attimo ad andare avanti. La sua esitazione subentra quando capisce che il prezzo lo sta pagando anche la sua famiglia. Emanuele, che ha la passione per la musica, viene cacciato dal parroco dalla sala parrocchiale nella quale suona assieme ai suoi amici. Meri, che sogna di fare l’attrice, si trova a fronteggiare l’insinuazione che suo padre si sia fatto pagare dal giornale in cambio di favori per la carriera della figlia. Lucia, che insegna in una scuola media, scopre che alcuni genitori avrebbero chiesto il suo allontanamento dall’istituto.

Per la prima volta Saro vorrebbe veramente mollare, magari addirittura andarsene dal paese. Ma sua moglie si dimostra tenace: lei non ha alcuna intenzione di darla vinta ai compaesani, semmai sono gli altri a doversi vergognare, e non loro. Andranno avanti fino a che non avranno vinto quella battaglia. Il modo più diretto per spuntarla è quello di ritrovare il relitto della nave fantasma. Un recupero di quelle proporzioni è molto costoso e Sanna fatica a farsi autorizzare la spesa dal giornale. Nel frattempo la sua inchiesta lo porta a scoprire che c’è un altro testimone di quel naufragio, Shakoor, un superstite che vive nel centro Italia. Decide di andarlo a trovare e porta con sé Saro e Fortunato, e quando i due indiani si incontrano è un abbraccio toccante in cui Fortunato ha la certezza di avere conosciuto Shakoor proprio su quella nave.

Anche Shakoor si ricorda di lui, ma con un soprannome, Baggio, che gli è stato dato per una maglietta della nazionale italiana che non si toglieva mai. Ma si ricorda anche del naufragio, delle grida di terrore dei suoi compagni. Dei morti. Il corso della memoria è ormai inarrestabile in Fortunato, che a poco a poco ricorda di essere scappato da quella nave prima del naufragio e di avere abbandonato il suo più caro amico, Anpalagan Ganeshu, che è proprio il ragazzo della carta d’identità. Finalmente ricorda di avergli lasciato la sua maglia di Baggio in segno d’affetto, prima di gettarsi in mare.

E quando finalmente Sanna riesce a farsi finanziare un minisommergibile col quale recuperare il relitto, Giacomo e Saro si sentono a un passo da quella giustizia per cui si stanno battendo. Anche per Fortunato il ritrovamento del relitto potrebbe significare molto: sapere finalmente che cosa è successo ai suoi amici, scoprendo se si sono salvati come spera. Mettere pace nel suo cuore, tormentato dal senso di colpa per essere scappato lasciando Anpalagan in pericolo.

E infine il minisommergibile riesce a catturare le immagini del relitto. Eccolo, è esattamente dove diceva Saro, ed è il natante affondato la vigilia di Natale del ‘96 portando con sé negli abissi 283 persone. Ed è la dimostrazione che tutto quel che ha sostenuto Saro e che Sanna ha scritto sul suo giornale è vero: molti di quei 283 corpi si erano impigliati nelle reti e i pescatori li avevano rigettati in mare, per paura di subire l’assurda punizione della burocrazia e della politica che non aveva alcun interesse che si parlasse di quella storia.



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