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febbraio

SANREMO 2017: UN DEJA-VU MOLTO MENO ENTUSIASMANTE DEL GIA’ VISTO

Sanremo 2017 - serata finale - © US Rai-iwan

Sanremo 2017 - serata finale - © US Rai-iwan

Ricordo come fosse ieri un pezzo di Aldo Grasso che etichettava Carlo Conti come il ragioniere della tv pubblica. E – devo essere sincero – pur essendo spesso lontano dalle posizioni del critico del Corriere della Sera, quel pezzo lo condividevo. Adesso, però, a distanza di otto anni, di quel conduttore in abiti impiegatizi non c’è più nemmeno l’ombra. Anzi.

L’eterno mediano dell’azienda di Viale Mazzini si è spostato, con incredibile pazienza, in area di rigore e i suoi goal li ha messi a segno, sino a conquistare il pallone d’oro con le ultime due edizioni del Festival di Sanremo. Edizioni che hanno segnato ascolti, investimenti e ritorni pubblicitari talmente importanti da trasformare la proverbiale modestia del conduttore in una presunzione – ben celata - che trasuda spesso e volentieri da ogni poro. Il culmine lo si è raggiunto con il terzo Sanremo firmato Conti, quello conclusosi sabato scorso. Carlo avrà avuta ben chiara la difficoltà di potersi superare e ha lavorato a lungo per mettere a segno un colpaccio che difficilmente qualcun altro avrebbe potuto portare a casa: avere sul palco dell’Ariston Maria De Filippi. Una volta assicuratosi la presenza della donna più potente della tv nostrana… il nulla.

Conti avrà pensato che la sola presenza della De Filippi potesse bastargli per mettere in piedi un festival da record, ignorando probabilmente che l’anti-televisività della De Filippi è un marchio di fabbrica e un’arma vincente nei programmi pensati e cuciti addosso alla conduttrice, ma forse solo in quelli. Il Festival di Sanremo non è un evento che può condursi per sottrazione. A Sanremo ci si deve dare. E ciò che Conti ha pensato di darci è stato un deja-vu molto meno entusiasmante del già visto nei due anni precedenti.

Canzoni deboli, ospiti internazionali inesistenti (invitiamo ancora Ricky Martin come fosse sulla cresta dell’onda. Un tempo, a Sanremo, arrivava Madonna), comicità di Crozza sottotono e limitata a pochi minuti nel corso della serata, Virginia Raffaele in una performance che non rimarrà certamente negli annali della tv come quella di Belen o Carla Fracci, ritmo (quasi) assente, autorato imbarazzante. Perchè è imbarazzo vero quello che ho provato nel sentire – ogni sera – un ‘ciaone‘ in bocca ad una fuoriclasse della parola come la De Filippi.

I momenti da salvare? Pochi: il videomessaggio di Zalone per Albano (cosa aspettate ad affidargli la parte comica di Sanremo 2018?), l’intervento di Geppi Cucciari e l’apertura di Ferro della prima sera. L’artista più grande, invece, l’ha dovuta portare lo sponsor (pensate un po’!) a fini promozionali.

Tutto il resto è (stata) noia.



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13 Commenti dei lettori »

1. Vince! ha scritto:

13 febbraio 2017 alle 17:18

Credo che la noia sia stato il minimo comune denominatore di questi tre anni di Conti. Però il pubblico televisivo evidentemente cerca proprio una rassicurante monotonia dal Festival, visti i risultati sorprendenti.



2. LaCeci ha scritto:

13 febbraio 2017 alle 17:23

Concordo in pieno: festival sottotono e a tratti noioso.
Dico la mia!
De Filippi e Conti non viaggiano bene in compagnia, sono dei “solisti”.
Mettere insieme due conduttori abituati a far da sé non è stata una grande idea.
Maria viaggia a velocità di crociera, Carlo alla velocità della luce.
Maria non è abituata a gestire la diretta come Carlo, non sempre almeno.
Maria sta bene in programmi nati e cresciuti per con lei (C’è posta per te/Uomini e donne/Amici) ma altrove risulta essere un pesce fuor d’acqua.
Questo Sanremo è stato sottotono, anche se non lo condanno del tutto.
Troppo buonismo, troppo sociale e troppo attento ai Social (vedi TERMOSTATO, CIAONE, ecc.).
Maria avrebbe dovuto darsi al programma, uscire dalla solita flemma e divertirsi.
Il tormentone della caramella, come se non si sapesse sta storia da anni.
Peccato, l’occasione per fare qualcosa di bello c’era… ma l’hanno sprecata.
Si sono adagiati sugli allori, lasciando ai fan della De Filippi il compito di tirare su gli ascolti.
A me lei piace, ma nei SUOI soliti show, mica in quelli distanti anni luce dal suo stile.
Il prossimo Sanremo lo vorrei condotto da Laurenti e Bonolis, con meno cronaca e più spettacolo.
Cinque giorni di “repliche” dei tg non le reggo.
Per quei cinque giorni vorrei divertirmi a guardare Sanremo, non cambiare canale per evitare la noia.
Detto questo… l’ho guardato tutto, cosa mai accaduta negli ultimi anni.



3. Luca ha scritto:

13 febbraio 2017 alle 18:12

Ricky Martin : ospite internazionale inesistente ?
Davide scusa ma sei serio o stai scherzando ?



4. kalinda ha scritto:

13 febbraio 2017 alle 18:25

troppo severa questa recensione, Sanremo non è più un evento penso non ci siano più i soldi. E’ una trasmissione come le altre. Maria De Filippi non mi piace e non mi è piaciuta nemmeno al Festival in versione che noia che barba. Secondo me fiore all’occhiello di Conti sul fronte delle canzoni aver scoperto due nuovi big della musica italiana: Gabbani e Meta.



5. xxxxx ha scritto:

13 febbraio 2017 alle 18:28

A me Robbie Williams non sembra che sia esattamente così inesistente… Lavora ed ha successo ancora oggi. Idem Keanu Reeves…



6. roberto ha scritto:

13 febbraio 2017 alle 18:30

Conti è un clone di Baudo..meno arrogante e arrivista ha saputo comunque arrivare in cima. Al terzo Sanremo era difficile inventarsi qualcosa per confermarsi e migliorarsi. Conti direttore artistico è riuscito nell’impresa giocando la carta de filippi. Lei ha avuto l’intelligenza di rimanere se stessa, lui l’intelligenza di non sopraffarla o di cambiarla. Il risultato è stato vincente. Le canzoni non sono peggiori di quelli degli anni scorsi, le ospitate con alti e bassi, deplorevoli quelle a solo fine promozionali…vizio perpetuo da 30 anni. Robbie Williams non era irrilevante come nome…cosi ferro o zucchero. Non amo Carlo conti non amo la venerata Maria…ma va riconosciuto loro di aver svolto bene il loro lavoro. Troppe critiche fanno parte di Sanremo..conta il risultato e quello c’è stato



7. Nina ha scritto:

13 febbraio 2017 alle 18:54

Bell’articolo Davide. E’ vero il “ciaone” è una delle cose più orribili degli ultimi anni, e purtroppo dobbiamo sentirlo come se fosse una figata.



8. Clip ha scritto:

13 febbraio 2017 alle 19:11

I festival di Conti sono stati tutti così,piatti e senza emozioni ma evidentemente la gente vuole questo,poi secondo me il fatto di andare in onda una settimana prima degli ottavi di champions ha fatto la differenza in questi tra anni.



9. Fra X ha scritto:

13 febbraio 2017 alle 21:05

Gli ospiti mi sono piaciuti più o meno tutti quelli che ho visto. Ho letto critiche ad Insinna, Brignano e Cirilli, ma io li ho trovati simpatici e divertenti. Mi sono perso la video-lettera di Zalone. La devo recuperare XD, ma poi basta con sta tiritera su Al Bano! A proposito, il suo ultimo film avrà anche fatto 10 milioni di presenze come non si vedeva dai tempi di “Titanic”, ma è la sagra del qualunquismo, della retorica e di luoghi comuni vecchi di 20-30 anni se non di più! Se è il solito Zalone ben venga a SanRemo, ma se è quello di QV meglio allora richiamare Crozza XD.
Parlando di Conti, ho letto un articolo di 20 anni e passa fa in cui lo si confrontava con Bonolis ai tempi in RAI. Comunque effettivamente sono le due facce della stessa medaglia.

“penso non ci siano più i soldi”

Già! E non da oggi! XD

“A me Robbie Williams non sembra che sia esattamente così inesistente… Lavora ed ha successo ancora oggi. Idem Keanu Reeves…”

Uhm, già! Boh!



10. IL MIO REALITY ha scritto:

13 febbraio 2017 alle 21:43

Condivido ogni parola.
Che ci fosse qualcosa che non andasse, l’ho capito quando ho ascoltato le canzoni: livello medio molto mediocre. Direi quasi una delle edizioni musicalmente meno interessanti di sempre.



11. Nina ha scritto:

14 febbraio 2017 alle 09:33

Checco Zalone retorico? Pieno di luoghi comuni? Ma siamo sicuri che hai visto Checco Zalone e non qualcun altro?



12. alessandro ha scritto:

15 febbraio 2017 alle 11:00

L’autore avrà ragione su tutto TRANNE che dei brani in gara! Gabbani ha creato un tormentone e sta spopolando in tutta Europa senza pubblicità !!! Non lamentiamoci sempre



13. giusi ha scritto:

15 febbraio 2017 alle 13:10

Normalmente non condivido quasi nulla delle recensioni di Maggio, qualcosina stavolta l’ha azzeccata, le canzoni nulla di che, non me ne è rimasta in testa nemmeno una, e nemmeno il tormentone di Gabbani, mi sono piaciuti invece molto gli ospiti, e ho notato che nessuno ha citato Mika, che è stato molto godibile, simpatico, ed in più ha dimostrato di essere un artista a tutto tondo, dopo il suo successo di “stasera casa Mika”, tant’è che è stato proposto come conduttore del prossimo sanremo. Bonolis e Laurenti, per carità, è un già visto, se davvero saranno loro i conduttori, non pagherò più il canone Rai a costo di farmi staccare l’energia elettrica visto che si paga in bolletta.Puo’ essere chiunque, ma non quei due. Poi mi sono piaciuti moltissimo Zucchero e Ferro. Diamo un pò di rilievo ai nostri bravi cantanti. saluti a tutti



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