16
novembre

ANGELO TEODOLI A DM: IL MIO OBIETTIVO E’ INNOVARE IL PIU’ POSSIBILE SU RAI4 LASCIANDO IL VECCHIO ASSE PORTANTE. UN ALTRO SHOW IN MACCHINA? L’IMPORTANTE E’ CHE FUNZIONI

Angelo Teodoli

Il suo arrivo a Rai4 è coinciso con una nuova era per il canale 21 del DTT. Con l’obiettivo di crescere e diventare punto di riferimento per i millennials, Angelo Teodoli ha rivoluzionato il (già apprezzato) palinsesto introducendo una serie di produzioni originali. Una delle più ambiziose, Monument Crew (qui tutte le info), parte stasera, mentre il 21 novembre in access prime time debutta Ah Ah Car, ennesimo show al volante con Sergio Friscia e Barty Colucci, giudici di un’anomala gara di risate sulle quattro ruote. Comicità protagonista anche a Challenge 4 con Ema Stokholma che metterà a confronto vecchi e nuovi modi di divertire.

Abbiamo incontrato il direttore Teodoli per fare un primo bilancio su quel che è stato e quel che sarà di Rai4.

Direttore, lei ha avuto il compito di rinnovare una rete considerata un gioiellino in virtù di una determinata programmazione. In che maniera si è approcciato a questa missione?

Senza distruggere Rai4. Lasciare l’asse portante accanto ai telefilm più originali abbiamo cercato di innestare dei prodotti che fossero anche in linea con il pubblico che segue i telefilm.

Sinora su Rai4 sono state lanciate diverse produzioni, qualcuna è andata male, qualcuna un po’ meglio. E’ un cambiamento non facile.

Non credo che lo 0,1% o lo 0,2% in più o in meno cambino la sostanza. Certamente all’inizio sono state lievemente sotto in termini di ascolto complessivo ma in ottimo posizionamento rispetto all’obiettivo più importante del canale che è il raggiungimento di target più giovani, cosa che significa escludere la parte più facile, quella del pubblico più anziano. L’abbiamo persa, ci penserà qualcun altro in Rai a raggiungerla.

Durante la chiacchierata che ha preceduto questa intervista, Lei parlava dei dati di crescita di Rai4 sui target con fare pragmatico. Altri avrebbero parlato di dati roboanti…

L’importante è l’obiettivo che ti sei prefisso, ossia quello di innovare il più possibile, introdurre prodotto televisivo di carattere nuovo con linguaggi nuovi, quanto meno non perdere complessivamente d’ascolto e crescere sul target. Questi obiettivi – senza grandi clamori – stiamo perseguendo, alcuni li abbiamo raggiunti, altri li raggiungeremo presto e comunque l’innovazione c’è perchè quattro, cinque prodotti nuovi sono stati fatti.

Qual è il prodotto nuovo di cui è più orgoglioso?

Quello che devo fare ancora, Monument Crew per il momento, e poi gli altri.

Capitolo web: va integrato alla tv, non va integrato, come lo si integra…

Non esiste una ricetta consolidata che garantisca i risultati. Sicuramente bisogna farci i conti, bisogna parlare nello stesso modo in cui si parla sui social, bisogna in qualche maniera riuscire ad entrare nel meccanismo televisione-social-web in maniera protagonista, riuscendo effettivamente a parlare nel modo giusto. L’integrazione è una cosa più complicata e ha bisogno di autorialità da mettere ancora a punto.

Lei dirige Rai4, ma anche Rai Premium e Rai Movie. Come si gestisce il coordinamento?

Con molta esperienza, sono stato a Rai 1, Rai 2, Rai 4, ho accumulato diverse sensibilità sui pubblici.

Rai Movie è un po’ cambiata…

Sono entrati dei meccanismi nuovi nelle produzioni di Rai Movie, su RaiPremium è entrata della produzione branded content. Rai Movie ha fatto degli speciali legati ad alcuni momenti della vita sociale e industriale italiana molto importanti, come il salone del design e del gusto.

Ah Ah Car, un altro car show!

Ci sono molti show negli studi, ce ne sarà uno in più in macchina. L’importante è che funzioni, faccia ridere.

Monument Crew è prodotto da Magnolia, altri programmi sempre da Magnolia, poi ci sono Toro, Endemol. Rai4 vuole parlare ai giovani con prodotti nuovi e snelli ma abbiamo grandi case di produzione guidate da quarantenni/cinquantenni/sessantenni…

Ti sei dimenticato la casa di produzione più importante che è la Rai, perchè due programmi sono prodotti Rai. Quindi ci sono un po’ tutte.

E’ una grande casa di produzione la Rai.

Si, condotta da un sessantenne che sono io, che ha una gran voglia di innovare tant’è che sono tanti i prodotti nuovi che abbiamo fatto. Piano piano abitueremo a passare per Rai4 o per il nostro sito web, o per RaiPlay.

Per il futuro di Rai4 immagina un daytime forte con piccoli programmi o un grande show in prima serata?

Grandi show milionari su una rete tematica li hai solo se hai riciclato da altrove. Secondo me servono dei programmi decisamente nuovi in cui i giovani riescano veramente a riconoscere che il prodotto appartiene a loro, poi non basta la novità fine a se stessa, deve essere una novità stimolante. Questa è una scommessa da portare avanti. La produzione di Rai4 è nata solo sei mesi fa; esserci già con tre, quattro, cinque, sei prodotti nuovi dà un segno di grande vitalità che c’è sia in Rai che a Rai 4.

Carlo Freccero – che ha fatto nascere Rai4 – l’ha sentito?

Non l’ho sentito per confrontarmi su Rai4, abbiamo collaborato per molto tempo, c’è amicizia e stima reciproca di lunga data. Devo dire che ha sempre apprezzato con molto rispetto le scelte fatte ed è una persona intelligente.

Alla Dallatana ha consegnato una rete solida che, negli ultimi mesi, ha avuto qualche battuta d’arresto…

Questo lo sta dicendo lei, non esiste una rete solida e una rete non solida. Nei tre anni in cui ci sono stati ho lanciato diversi prodotti alcuni sono andati bene, e sono rimasti, altri meno. Stessa cosa succederà a Dallatana, chi ha la bacchetta magica in tv ancora deve nascere. Il tasso di successo di prodotti nuovi è in genere intorno al 30% per cui…

Se fosse rimasto a Rai2 avrebbe confermato The Voice?

Forse sì, dipende. Dipende anche dalle risorse economiche a disposizione, non credo che quest’anno sia così facile, non so neanche se Ilaria l’abbia confermato.

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