18
ottobre

FUORIROMA: NELL’ANTI-TALK DI CONCITA DE GREGORIO C’È VITA OLTRE IL PALAZZO

FuoriRoma

FuoriRoma c’è un mondo tutto da scoprire. Lontano dai palazzi capitolini e dalle infuocate arene nazionali esiste una nuova generazione di sindaci e amministratori che stanno cercando di cambiare il Paese partendo dalle basso. Dalle comunità locali. Ed è da questa prospettiva che Concita De Gregorio ne racconta le storie su Rai3, ribaltando così il tradizionale punto di vista dell’approfondimento politico in tv, ormai appiattito sui temi del referendum e della monodia renziana.

Il solo fatto che Fuoriroma presenti i volti inediti della nuova classe dirigente ha stimolato il nostro l’interesse, non tanto per ragioni di target, quanto per il piacere di scoprire che c’è vita oltre le stanze impaludate della politica romana. Nel suo viaggio lungo lo stivale, Concita De Gregorio ha il merito di raccontare realtà vive e in cambiamento, laboratori politici in miniatura dell’Italia che (forse) verrà.

Si tratta di situazioni spesso molto diverse tra loro, ma a tratti similari: quelli della legalità, del ricambio generazionale, della sicurezza, della disoccupazione e l’immigrazione sono temi che accomunano più realtà locali, condizionando tornate elettorali e portando a svolte politiche spesso inaspettate. Nella puntata di ieri (17 ottobre), ad esempio, FuoriRoma ha documentato la situazione di Alcamo, dove il sindaco Domenico Surdi ha ottenuto la più alta percentuale grillina d’Italia: 75% al ballottaggio. Perugia (raccontata lo scorso 10 ottobre) ha invece scelto un giovane primo cittadino di centrodestra per rialzarsi dall’emergenza sicurezza emersa dopo il delitto Meredith e sottovalutata dalla sinistra un tempo al potere.

La narrazione del programma è ben scritta ed agile nel montaggio (ideale la durata di 25 minuti), impostata su uno stile giornalistico asciutto, che a tratti si lascia persino andare ad una prosa poetica. Piccoli ma tutto sommato gradevoli vezzi per una Concita De Gregorio che torna a fare la cronista sul campo con un certo autocompiacimento. A differenza di altre circostanze, però, stavolta la giornalista ha un approccio neutrale e si astiene da giudizi orientati per dedicarsi piuttosto all’analisi delle situazioni politiche e sociali documentate: un scelta certamente apprezzabile.

Ogni puntata ha una storia da raccontare e gli scontri politici nazionali sono lontani. Sono fuori dalla cornice e se ne avvertono solo i riflessi. In questo senso, FuoriRoma è un anti-talk.

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