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settembre

GIOVANNI SCIFONI A DM: IN SQUADRA ANTIMAFIA SOLO PER UNA STAGIONE MA CONTRIBUIRO’ A RIPORTARLA CON I ‘PIEDI PER TERRA’. TARALLO E LOSITO HANNO INVENTATO UN GENERE: IL MELO’ TRASH

Giovanni Scifoni

Giovanni Scifoni è un tipo simpatico. Ma evidentemente non attrezzato tecnologicamente: ‘rintracciato telefonicamente’ per farci raccontare il ’suo’ Vicequestore Davide Tempofosco, pronto a debuttare questa sera nella prima puntata di Squadra Antimafia 7, l’attore romano ha pensato bene di recarsi – per una video intervista via Skype – in una bella pineta con una scarsissima connessione LTE. Ma ne è valsa la pena: Giovanni si è raccontato a 360 gradi, senza fronzoli e senza ‘retoriche di rito’, proprio a poche ore dalla premiere della fiction cult di Canale 5. E’ stata una piacevole sorpresa. Leggete – e se avete voglia di ‘interpretare’ il video, dategli un’occhiata. E’ divertente, come il nostro interlocutore.

Buongiorno. Vedo una location particolare, abbiamo fatto un’esterna.

Qui siamo nell’unica oasi di pace di tutta la riviera adriatica. La riviera adriatica è un luogo spiacevole – lo sai – se non ci fosse sulle cartine per me sarebbe uguale (ride, ndDM); ma questa è La Pinetina di Alba Adriatica. Un luogo di pace. Da una parte ci sono strade, alberghi, palazzi, ma dall’altra ci sono le spiagge e… la baby dance. Tu sai, vero, cos’è la baby dance?!

Per carità…

Qui ci sono gli stabilimenti con i loro altoparlanti, ognuno deve risuonare più forte dell’altro. E tu che stai in spiaggia a leggere il giornale o a leggere un libro senti queste mostruosità. Poi se vuoi farti una nuotata… ancora peggio: ti allontani in mare (e devi fare già settanta chilometri per avere l’acqua che arriva all’ombelico) e tutti questi altoparlanti, queste baby dance e queste acquagym si mescolano insieme e tu, in mare, hai una cacofonia mostruosa. Io voglio sapere chi ha inventato la babydance. Secondo me all’inferno insieme a Lucifero e a Giuda. E a Bruto.

Ma sai che sei simpatico?! Invece non pensavo.

Ma che cosa diciiiiiiiiii, ma come ti permetti? (ridiamo, ndDM)

E’ vero. Ho pensato: questo se la deve tirare un po’.

Ma perchè?

Non lo so. Forse perchè avevo letto qualche intervista… tra l’altro ne rilasci pochissime. Come mai? Sei uno che si vuol raccontare poco, sei riservato o non ti vogliono intervistare?

Diciamo che nel 90% delle interviste ti chiedono delle tue avventure extraconiugali. Io non ne ho, quindi sono un po’ noioso.

Allora, incominciamo con una domanda: da 1 a 10 quanto sei bugiardo?

Solo la verità.

Fumettista, musicista, regista, attore: hai deciso che cosa vuoi fare da grande?

Voglio guadagnare tantissimi soldi.

Grande!

Mi piace raccontare storie, come viene viene, con il linguaggio che mi si presenta davanti, io racconto storie. Ad una certa età l’ho fatto con i fumetti e con i personaggi, ora lo faccio con il teatro, con il cinema e la tv.

Quindi non escludi neanche un programma televisivo?

Lo sto già facendo. Sto facendo un programma per Tv 2000, un programma molto bello con Alessandro Sortino. Con lui sto facendo un bel programma che si chiama Beati Voi; lo abbiamo girato prima dell’estate, abbiamo fatto otto puntate.

Ti piace raccontare storie,ma c’è una storia che ti ha cambiato o che ha dato una svolta alla tua vita o alla tua carriera?

I fratelli Karamazov. Quando l’ho letto, ho detto: non voglio imparare a scrivere come Dostoevskij, ma voglio imparare  a trattare i personaggi e le persone così come Dostoevskij li tratta. E’ grande perchè riesce a parlare dello stupratore e del santo allo stesso modo. Sempre con amore, con passione. E’ questo l’unico modo vero di raccontare, cioè amare l’umanità e raccontarla così com’è, con tutte le sue brutture e contraddizioni.

Tu sei uno che ama a prescindere?

Macché, sono molto egoista. Sono…

…uno stronzo!?

Molto distratto. Però ho trovato una moglie che mi somiglia, ho fatto tre figli.

A questo proposito, tra le tue esperienze professionali c’è il ruolo in Mio figlio in cui interpretavi la parte di un gay. E’ vero che ci tenevi a sottolineare la tua eterosessualità fuori dal set?

Non me ne fregava niente. Il mondo della recitazione è un mondo parallelo a quello della realtà; poi, ovviamente, i giornalisti quando fanno le interviste calcavano la mano, mi chiedevano della mia vita privata e quando dicevo “ho una fidanzata”, la reazione era: “aaaaaah, allora non sei gay. Notiziona!”. Ma che notiziona è?! La cosa bella è proprio questa: tu fai la tua vita, poi c’è il ciak, sei sul palcoscenico, e sei in un altro mondo che puoi raccontare come ti pare. Capisci il privilegio?

La simpatia di Scifoni mi sta stupendo!

Non ti fidare mai delle persone simpatiche. Chi è simpatico nasconde sempre qualche fregatura.

Che effetto ti fa aver recitato con un attore che adesso è un’attrice?

Ah, Vittoria Schisano, ex Giuseppe. Mah, si incontra tanta gente stramba, noi siamo un coacervo di umanità in questo gran pentolone che è il mondo degli attori. L’ho incontrato dopo tanti anni, gli ho detto “Oh, sei molto cambiato!”. E lui: “no, solo una botta di coerenza”.

E professionalmente cosa ne pensi? Dopo essere diventato donna, non l’ho più visto recitare.

E’ un discorso di talento, di capacità, è più complesso. Credo sia molto complesso reinventarsi; può funzionare come exploit, come fatto di cronaca ma poi il mestiere è fatto di artigianato, di talento, di lavoro, di fatica. Il caso dopo un po’ finisce, le famose meteore degli anni ‘80.

C’è una persona che nella tua vita ha avuto un ruolo determinante?

Pino Manzari, un grandissimo insegnante, un docente strepitoso, un uomo di grande fede. Lui mi ha insegnato tutto. Tutto. Mi ha anche fatto diventare un uomo, quello che sono. E’ un vero maestro, una delle persone più grandi e più colte che io conosca, ed ora si sta avviando alla vecchiaia, c’è la demenza senile e tutto quel patrimonio che c’è nella sua testa si sgretola. E uno pensa che tutto passi, ma non passa quello che hai lasciato e l’amore che tu hai dato. Insegnare, quando lo fai bene, è amore.

Ho notato che la fede è una componente importante nella tua vita. Cambia qualcosa avere fede?

Eh, direi. Non so se cambia in senso lato, cambia per me. C’è un salmo che dice “l’uomo in braccio a Dio si sente come un bimbo in braccio alla madre che ha appena ciucciato il latte”. Sai quando sei appagato, quando non ti manca niente?! Questo succede quando hai fede. Perchè la fede non è che la compri una volta e poi c’hai la tessera dell’abbonato. Io a volte mi sveglio la mattina e sono completamente ateo, poi ti capita una cosa che non accetti, una croce brutta nella vita tipo una malattia di una persona cara, una morte, un fallimento e cambia tutto. I primi anni del mio matrimonio, io mi sono sposato in concomitanza con l’uscita di Mio figlio con Lando Buzzanca. Avevo un avvenire luminosissimo, e allora… dai sposiamoci! Ecco, credo di non aver lavorato mai nei due anni successivi! Non ho fatto niente, neanche una posa in Don Matteo. Quindi sono stati molto duri i primi due anni del matrimonio. Mi sono messo a fare lavori del cavolo. Avevo un figlio ormai nato.

Sei uno dei pochi che ha avuto una parte in tutte le fiction più popolari del Paese. Ma un attore che lavora con Ares e poi con Taodue è un attore particolarmente bravo, duttile? Perchè mi sembrano due mondi davvero distanti tra loro…

Parli di me? Noi siamo mercenari, io c’ho figli, tesoro! (ridiamo, ndDM) Poi faccio le mie serate a teatro, i miei testi, le mie ricerche, e non credo che ci siano cose che infangano la tua carriera. Quei lavori lì li ho fatti volentieri, è un genere, il melò trash. Hanno inventato un genere.  Io nella mia vita ho fatto tutto, anche le fotografie ai cassonetti, figuriamoci se c’ho paura ad andare a lavorare con la Ares Film.

Vedi, è un tuo preconcetto! Io ho solo detto che sono mondi distanti…

Mondi distanti, sì. Ma anche fare cinema e teatro sono due mondi diversi, così come fiction e spettacoli teatrali. Ma va bene cercare di dare dignità al proprio lavoro sempre, con tutte le cose che la Provvidenza ti mette davanti. Ogni personaggio è un privilegio assoluto e cerco di farlo al meglio.

Per esempio il tuo arrivo a Squadra Antimafia contribuirà a riportare la fiction un po’ con i piedi per terra, visto che nell’ultima stagione era diventata quasi fantascientifica?

Sicuramente sì. Perchè il personaggio di Davide è un uomo normale, una persona normale che ha le sue fisse, ha una determinazione assoluta, sa sempre quello che deve fare, ha una fede incrollabile nel proprio istinto, una memoria fotografia  soprannaturale, ma è umano. E nel corso della storia dovrà rivedere la sua psicologia a seguito di un fatto grave che accadrà con una donna. Davide è un uomo tutto d’un pezzo, arriva alla Duomo e lo guardano tutti con estrema diffidenza perchè non fa il simpatico, non fa niente per farsi piacere e gli altri lo guardano come un estraneo. Quindi sarà la sua umanità a fargli prendere le decisioni importanti, la sua fede nell’umanità e nel bene.

Anche Daniela Marra, altra new entry di SAM, ha l’aria di essere un personaggio normale e non eroico come può essere Calcaterra. Si sta cercando di tornare un po’ nel seminato?

Non so se sia questa l’intenzione delle grandi sfere che stanno in alto. Perchè poi alla fine il personaggio quando te lo danno, sei tu a dargli la direzione. Ti viene consegnato un ruolo e tu gli dai la chiave; e la chiave che gli ho dato io è questa qui. Piacerà, non piacerà? Io penso di sì, perchè Davide non è un simpatico e proprio per questo è molto simpatico. Io adoro questi tipi qui: quando li incontri non gliene frega niente della tua stima, ti ignorano e basta, fanno quello che vogliono. Questo Davide ha una sua ironia che capisce solo lui, gli altri non ridono, ma a lui non gliene può fregare di meno. E io lo adoro. Quindi sicuramente sì, riguardo al rientrare nel seminato.

Ma tu non dovresti essere già sul set della nuova stagione?

No, io non faccio l’ottava stagione. E’ stato molto bello farla, mi sono molto divertito, sono grato a tutti, ma non credo che sia questa la mia strada, per cui incominciare un percorso di lunga serialità no. Un anno va bene. Non credo che sia questo il mio percorso, preferisco percorrere altre strade.

Perchè dovremmo guardare Squadra Antimafia 7?

Innanzitutto perchè è un volo di fantasia veramente liberatorio. Ma in questi fantasmagorici percorsi di intreccio tra buoni e cattivi, che a volte come dicevi rasentano l’incredibile, c’è una grandissima umanità che permette alle persone di identificarsi, e l’eroe in questo caso non è chi ha doti straordinarie ma un uomo normale che si trova in situazioni incredibili ed irrisolvibili. E’ come te, come me, come chi ci guarda e ci sarà una grande immedesimazione, ne sono sicuro.

Se puoi dirlo, la tua uscita di scena, visto che nell’ottava non ci sei, sarà visibile o no? Il pubblico la vedrà, è stata girata?

Non è ancora stata girata.

Quindi è una decisione che è venuta dopo, il fatto che tu non sia nell’ottava?

Già durante le riprese, d’accordo con la produzione.

Per chiudere dai un voto alle tue prestazioni in Squadra Antimafia 7.

Allora, io direi che non sono un gran pistolero, quindi per tutta la parte degli spari e ammazzamenti mi do un sette, perchè comunque mi sono dato da fare. Per quanto riguarda gli aspetti della sfera sentimentale, io un bell’otto me lo do.

In bocca al lupo. Buona baby dance.

(urla, ndDM) Abbasso la baby dance!



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5 Commenti dei lettori »

1. Peppe93 ha scritto:

9 settembre 2015 alle 15:50

Lui è veramente un bravissimo attore. Mi auguro di vederlo in diversi progetti perché merita.



2. Peppe93 ha scritto:

9 settembre 2015 alle 15:52

Ps ha ragione sulla Ares ed è stato l’unico che lo ha ammesso, loro fanno melò trash (definizione perfetta)



3. Giorgio80 ha scritto:

10 settembre 2015 alle 05:12

Dubito che dopo questa gentile definizione la Ares Film gli proporrà una parte…furbo proprio.



4. Son of the Bishop ha scritto:

11 settembre 2015 alle 11:44

Non può esserci solo per una stagione ho visto da poco la prima puntata e ho pensato finalmente dopo tre anni, hanno azzeccato di nuovo le new entry, adesso scopro che ci sarà solo una anno è davvero un grandissimo peccato :/



5. D. ha scritto:

16 settembre 2015 alle 00:29

Lui pessimo ad usare il maschile… un discorso che più omofobo non si può. Definire “stramba” una persona transessuale significa essere pure parecchio ignoranti, forse il tipo avrebbe dovuto studiare un po’ in più. E pessimo pure l’intervistatore che ha continuato con l’uso del maschile invece di dare una lezione di civiltà.



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