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gennaio

STEVEN JOHNSON A DM: SU BBC KNOWLEDGE RACCONTO LE IDEE CHE HANNO CAMBIATO IL MONDO (MA SONO REVISIONISTA)

Steven Johnson, Le idee che hanno cambiato il mondo

Le grandi invenzioni del mondo moderno sono nate da personaggi ordinari capaci di idee audaci, non da geniacci col cervello fumante. Il giornalista Steven Johnson ribalta le prospettive e rilegge la storia su Bbc Knowledge, il canale di Mediaset Premium dedicato alla documentaristica. Da mercoledì 14 gennaio alle 22.00, il popolare saggista statunitense sarà in onda con Le idee che hanno cambiato il mondo, un viaggio anticonvenzionale alla scoperta di eroi non celebrati e di intuizioni condivise a beneficio del progresso.

Autore di sette best seller e sostenitore di tesi provocatorie in tema di innovazioni, Johnson arriverà sugli schermi italiani con una serie già trasmessa da Bbc One e dall’emittente Pbs. Passando dal deserto alle fogne di San Francisco, fino alle lande ghiacciate dell’Artico, l’autore sarà al centro di improbabili situazioni per approfondire in modo spiazzante i sei argomenti al centro delle altrettante puntate: Freddo, Tempo, Luce, Pulizia, Vetro, Suono.

Steven, con quale criterio hai individuato questi temi?

Ci siamo voluti focalizzare su innovazioni che non avessero a che vedere con oggetti hi-tech tradizionali, quindi niente smartphone o computer. Ma volevamo anche assicurarci che ognuna di queste innovazioni avesse innescato cambiamenti sorprendenti con ricadute in diversi ambiti della società: ad esempio come l’aria condizionata ha cambiato la politica americana. Inoltre, abbiamo prescelto innovazioni che hanno avuto come protagonisti persone interessanti in modo da poter raccontare storie che affascinino il pubblico.

Nel programma smonti il mito dell’inventore come genio solitario. E’ una forma di revisionismo?

Sì, penso di sì. In effetti questo è un tema che ho trattato in molti dei miei libri. L’innovazione è quasi sempre il prodotto di una rete di persone, non di un singolo genio. Idee importanti scaturiscono da più menti e ogni persona va ad  aggiungere uno o più elementi importanti.

Quale innovazione ti ha più colpito?Penso di essere stato maggiormente colpito dal vetro, un materiale semplice che molti di noi danno per scontato, eppure ha avuto un effetto enorme sull’ultimo millennio: occhiali per la lettura e telescopi che hanno cambiato la percezione del nostro posto nell’universo; microscopi che hanno portato a innumerevoli scoperte mediche; fotografia, film, anche le fibre ottiche… Tutte queste tecnologie dipendono dal vetro.

Conta più l’aspetto scientifico delle invenzioni o quello umano di chi le ha ideate?

Difficile da dire, ma la mia risposta potrebbe essere che i principi scientifici sono più importanti per capire come funziona l’innovazione, mentre la storia umana è più importante per capire come sono state generate le innovazioni.

Qual è la situazione più curiosa in cui ti sei trovato durante le riprese?

Il momento più inquietante è stato scendere nelle fogne di San Francisco per l’episodio Pulito; il più sorprendente è stato salire sui telescopi in cima al Mauna Kea, alle Hawaii. Ma abbiamo anche girato numerose sequenze con riprese da una barca all’altra sui canali di Venezia, ed è stato incredibilmente divertente.

Il progetto televisivo sulle invenzioni avrà un seguito?

Lo spero!

Perché consigli la visione del programma al pubblico italiano?

Imparare a conoscere la storia dell’innovazione è un modo meraviglioso per qualsiasi cultura per incoraggiare future innovazioni, ma nel caso l’Italia, lo spettacolo è particolarmente divertente perché molti episodi raccontano storie italiane: i vetrai di Venezia, Galileo e il suo pendolo a Pisa e così via.

Nel tuo libro Everything Bad is Good for you sostieni che i programmi televisivi pop-trash e i reality show migliorano l’intelligenza di chi li guarda. In che senso?

Beh, è un po’ più complesso di così. Sostengo che la cultura pop è diventata sempre più complessa nel tempo: nel caso della televisione, le strutture narrative sono diventate più impegnative, con più personaggi e più storie contemporaneamente rispetto a quelle che avevano caratterizzato la tv della mia infanzia, o quella dei miei genitori. Penso che ora questo ragionamento sia diventato senso comune: la televisione – almeno negli Stati Uniti – è ritenuta essere nel suo periodo d’oro, con programmi come The Wire e Homeland e Mad Men, ecc. Riguardo ai reality, volevo semplicemente dire che gli equivalenti spettacoli di quarant’anni fa – fondamentalmente i game show, come “OK, Il Prezzo è Giusto” – erano molto più semplici dei reality show di oggi. Ma non credo che i reality show siano particolarmente interessanti in se stessi.

Per stimolare il cervello è meglio il reality “I’m a Celebrity…Get Me Out of Here!” o il tuo How We Got to Now?

Decisamente Le Idee che hanno Cambiato il Mondo!



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