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Le Iene, video inediti sull’assalto al portavalori in Puglia e lo sfogo della madre del ‘bambino dal cuore bruciato’

In studio attesi Carlo Verdelli e Stefano Vitelli. Ecco le anticipazioni del 15 febbraio 2026

Algert Myrtja

di Algert Myrtja

15/02/2026 - 20:13

Le Iene, video inediti sull’assalto al portavalori in Puglia e lo sfogo della madre del ‘bambino dal cuore bruciato’

© US Mediaset

Veronica Gentili e Max Angioni tornano questa sera, domenica 15 febbraio, con un nuovo appuntamento de Le Iene, il programma di Davide Parenti in onda in prima serata su Italia 1.

Anticipazioni sui servizi del 15 febbraio 2026

Sono il giornalista ed editorialista Carlo Verdelli e il giudice Stefano Vitelli gli ospiti della puntata di stasera.

Video inediti sull’assalto al portavalori in Puglia

Giulio Golia racconta l’assalto al portavalori sulla statale 613 tra Brindisi e Lecce, avvenuto il 9 febbraio scorso, con interviste esclusive ai protagonisti.

Tra le testimonianze, quella del carabiniere che, durante l’inseguimento, ha avuto una colluttazione con uno dei rapinatori, riportando una costola rotta, e quella del militare in borghese che, trovandosi casualmente sul luogo dell’assalto, è intervenuto inseguendo i banditi con la propria auto, passando da semplice testimone a protagonista dell’operazione.

Nel servizio firmato da Francesca Di Stefano anche il racconto della guardia giurata del blindato, che ripercorre i momenti drammatici tra esplosioni e colpi d’arma da fuoco, e quello della studentessa alla quale i rapinatori hanno sottratto l’auto per fuggire.

Al centro, i video inediti che documentano le fasi più concitate dell’azione, mostrando come una superstrada pugliese si sia trasformata in un teatro di guerra.

Un trapianto al cuore andato male

Alice Martinelli raccoglie lo sfogo della madre del ‘bambino dal cuore bruciato‘: ricoverato all’Ospedale Monaldi di Napoli, il piccolo di soli 2 anni il 23 dicembre era stato sottoposto a trapianto ma, dopo l’operazione, l’organo non aveva ripreso a battere. Da oltre cinquanta giorni il bimbo è attaccato a un macchinario per l’ossigenazione extracorporea del sangue, che lo tiene in vita.

Negli ultimi giorni è emersa l’ipotesi, ora al vaglio degli inquirenti, che l’organo trapiantato possa essere stato danneggiato durante il trasporto.

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