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Il Rifugio è davvero Atomico con uno dei twist più riusciti di sempre

Stefania Stefanelli

di Stefania Stefanelli

02/10/2025 - 12:34

Il Rifugio è davvero Atomico con uno dei twist più riusciti di sempre

© Netflix / Tamara Arranz

4 /5

Le serie a circuito chiuso, che vivono dei conflitti interni di un gruppo ristretto di personaggi, gli spagnoli le sanno proprio fare. Basti pensare a La Casa di Carta e alla nuova serie Netflix Il Rifugio Atomico, che alla fine del primo episodio offre agli spettatori uno dei twist narrativi più riusciti di sempre.

E’ una serie apocalittica, perchè racconta l’avvicinarsi della terza guerra mondiale e della probabile fine del mondo, ma soprattutto perchè sonda i punti più oscuri dell’animo umano, ricordando per certi versi l’epico Squid Game.

Al centro della scena ci sono i componenti di due ricche famiglie che, per provare a salvarsi la vita, si rinchiudono in un rifugio esclusivo e segreto, gestito da una equipe capitanata da Minerva (Miren Ibarguren). Le due famiglie sono unite da anni di bei ricordi e da una tragedia che le ha distrutte entrambe, dunque strascichi e rancori la fanno da padroni. E l’ambiente claustrofobico li amplifica a dovere.

Le lotte buie ed emotive di tutti loro, in particolare del giovane Max (Pau Simon), sembrano il fulcro della storia, ma dietro c’è molto altro. C’è una lotta di classe senza quartiere, un’analisi spietata e dolorosa del mondo in cui viviamo e del futuro che ci aspetta, delle differenze sociali e politiche in cui l’umanità è immersa e per le quali la sua umanità la sta via via perdendo.

Gli otto episodi sono capaci di appassionare e sorprendere lo spettatore, anche se le cartucce migliori vengono sparate all’inizio. In ogni caso, da non perdere.

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