TG4



24
maggio

AGCOM: SUPER MULTE AI TG CHE HANNO ‘SOVRAESPOSTO’ IL PREMIER. ERA INEVITABILE?

Silvio Berlusconi, Tg1

L’Agcom non perdona e picchia duro. Rocky gli fa un baffo. Ieri l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha tartassato i principali tg di Rai e Mediaset, multandoli sonoramente per aver violato la par condicio in occasione delle interviste rilasciate venerdì scorso dal premier Silvio Berlusconi. Una stangata senza precedenti, emessa a maggioranza dalla Commissione servizi e prodotti dell’Authority per punire la sovraesposizione che Tg1, Tg2, Tg5, Tg4 e Studio Aperto avrebbero ‘regalato’ al Cavaliere in questi delicati giorni di campagna elettorale. L’onerosa batosta ha suscitato reazioni, critiche ed anche perplessità sul ruolo assunto dal Garante.

Alla luce degli esposti presentati” ieri l’Agcom ha deliberato di infliggere a Tg1 e Tg4 la sanzione massima prevista dalla legge (258.230 euro), in quanto recidivi, mentre a Tg2, Tg5 e Studio Aperto una multa di 100 mila euro ciascuno. Tanto costò loro un’intervista a Berlusconi. Dopo aver ricevuto la bastonata, i diretti interessati hanno manifestato il loro disappunto. Secondo il direttore del Tg1 Augusto Minzolini la sanzione avrebbe messo da parte il criterio giornalistico, mentre il responsabile del Tg5 Clemente Mimun ha affermato che ”quel che è accaduto è di una gravita inaudita e si manifesta come una pesante intimidazione“. In un comunicato, Mediaset ha fatto sapere che “ricorrerà immediatamente al Tar“.

Intanto le multe emesse del Garante gravano sulle principali testate telegiornalistiche – solo Tg3 e Tg La7 si salvano - gettando benzina sul già rovente clima politico raggiunto negli ultimi giorni in vista dei ballottaggi per le Amministrative. L’informazione televisiva non ne esce certo rafforzata nell’immagine. Anzi. Così, viene spontaneo domandarsi se la super tirata d’orecchie dell’Authority si potesse in qualche modo evitare. Dopotutto la notizia delle interviste a  Berlusconi era stata divulgata diverse ore prima della loro trasmissione (se ne parlava già dalle 9 del venerdì mattino, ndDM), e qualche dirigente avrebbe potuto valutare per tempo l’opportunità di bloccarne la messa in onda integrale causa par condicio. Pare che questa accortezza non ci sia stata.




21
maggio

RAI, GARIMBERTI RICHIAMA I TG DOPO IL BERLUSCONI SHOW: ORA SERVE RIEQUILIBRIO

Il Presidente della RAI, Paolo Garimberti

Il Presidente della Rai Paolo Garimberti chiede un riequilibrio tempestivo per dare spazio a punti di vista di candidati o leader di partiti diversi da quello del Presidente del Consiglio. La richiesta arriva con toni severi ed espliciti, dopo che ieri Silvio Berlusconi aveva rilasciato interviste ai principali notiziari nazionali (Tg1, Tg2, Tg4, Tg5, Studio Aperto). Un contropiede mediatico inaugurato dal Cavaliere a seguito della batosta elettorale al primo turno delle Amministrative.

”Un conto è dare una notizia, e il primo commento del Presidente del Consiglio ai risultati delle amministrative certamente lo era. Altro discorso è consentire che questa notizia diventi poi una sorta di comizio, per giunta senza un’adeguata compensazione con opinioni di altri candidati” ha affermato Garimberti, proseguendo: “Questo nessun giornalista dovrebbe mai permetterlo, meno che mai i giornalisti del Servizio Pubblico che devono sempre avere chiara la missione fondamentale che è affidata loro: informare e dare al cittadino la possibilità di avere un panorama completo delle opinioni“.

Una sferzata ai notiziari Rai che ieri hanno offerto ampio spazio alle dichiarazioni del premier, il quale ha parlato del responso delle urne ma ha anche utilizzato toni da campagna elettorale. “Alla luce di quanto accaduto, è necessario che la Rai – per adempiere appieno alla sua missione di servizio pubblico – riequilibri tempestivamente dando spazio sui temi delle amministrative a punti di vista di candidati o leader di partiti diversi da quello del presidente del Consiglio” ha concluso il Presidente della Rai.


21
maggio

SILVIO CI (RI)METTE LA FACCIA. IL PREMIER INVADE I TG E PREPARA ‘L’ARMA SEGRETA’ IN VISTA DEL VOTO

Silvio Berlusconi, Studio Aperto

Silviuccio se la fa sotto, teme la sconfitta. Per un attimo qualcuno ci avrà creduto davvero, ingannato da quei quattro giorni di silenzio stampa che Berlusconi si era riservato dopo la batosta ricevuta al primo round delle Amministrative. Da lunedì scorso, quando i risultati delle urne facevano rialzare il crestino alla sinistra, il Cavaliere sembrava infatti diventato muto e incapace di reagire alla tranvata elettorale arrivatagli tra capo, collo e tupè. In realtà il premier ha impiegato questo tempo per incontrarsi con collaboratori, alleati, spin doctor e delineare una micidiale controffensiva mediatica iniziata proprio ieri. Alla fine ha deciso di metterci nuovamente la faccia, e nel giro di 24 ore ha rilasciato cinque interviste ad altrettanti telegiornali: Tg1, Tg2, Tg4, Tg5 e Studio Aperto. Un vero blitz.

Il contropiede berlusconiano è scattato nel tardo pomeriggio di ieri con l’apparizione a Studio Aperto. “Non consegneremo Milano agli estremisti” ha promesso il Cav, confidando sull’appoggio di quei cittadini “rimasti turbati dalle bandiere rosse con la falce e martello” sventolate all’ombra della Madunina per Giuliano Pisapia. I toni scelti dal premier sono rassicuranti, propagandistici ma lontani dalle accuse aggressive che avevano caratterizzato la prima tornata, penalizzandolo.

Da un tg all’altro: avanti il prossimo. Berlusconi sta fisso, seduto alla scrivania presidenziale, mentre davanti a lui si succedono giornalisti e telecamere. Così si passa al Tg4, dove il premier elenca le sciagure che potrebbero colpire Milano in caso di vittoria del centrosinistra: “Più tasse per tutti con la revisione del catasto, poi estensione dell’Ecopass che il sindaco Moratti ha deciso di abolire per i residenti, la costruzione di un grande centro islamico e il voto agli immigrati“. Roba che neanche le dieci piaghe d’Egitto, stando al racconto del Cavaliere. E il copione si ripete poi al Tg1, al Tg2 e alTg5  che assieme coprono il 60% degli ascolti.





17
maggio

I 4 MINUTI DI PASSIONE DI EMILIO FEDE: IL TG 4 TENTENNA NELL’ANNUNCIARE LA ‘BRECCIA DI PISAPIA’ (VIDEO)

Emilio Fede nell'edizione di ieri del Tg 4

La “Breccia di Pisapia” non l’aveva considerata. Tra le notizie che Emilio Fede non avrebbe mai voluto dare c’è sicuramente la batosta ricevuta ieri dal centrodestra a Milano. Il sindaco uscente Letizia Moratti staccato di 6,5 punti percentuali dallo sfidante Giuliano Pisapia, in attesa del ballottaggio. Per non parlare della vittoria del centrosinistra a Torino e Bologna: un incubo. E’ stata un’edizione davvero “speciale” quella che il direttore del Tg4 ha dovuto condurre alle 18.55 di ieri sui risultati delle Amministrative 2011. Visti i toni sommessi e tristanzuoli più che ad un tg pareva di assistere ad una seduta spiritica.

Ad essere rievocato era probabilmente il fantasma di Silvio, rimasto silente per quasi tutta la giornata. E anche ad Emilio Fede, al quale spettava il doloroso compito di annunciare le avvisaglie di una probabile disfatta, sembrava mancassero le parole. Cronometro alla mano, il giornalista ha impiegato più di quattro minuti, come fanno prontamente notare a Repubblica (video dopo il salto), a presentare le proiezioni elettorali, cioè la notizia del giorno. “Non c’è ancora un risultato, ma solo quelli che sono gli orientamenti di questo voto” ha ribadito più volte Fede in apertura di programma. Poi ha presentato gli ospiti in studio: Daniela Santanchè e Carolina Lussana con dei volti come pietrificati che al telespettatore non preannunciavano nulla di buono.

Il tempo passa e dopo un minuto il direttore si collega con un giornalista che ha alle spalle grafici e percentuali. Ma è ancora presto per rendere noti di risultati: “si parla di poche sezioni scrutinate e dunque di dato ufficiale non c’è nulla” annota Fede. Dopo altri due minuti pare arrivato il momento di annunciare il bollettino di guerra, ma il luogotenente del Tg4 la prende alla larga e preferisce iniziare da un dato inerte, quello sull’affluenza. Il cronometro scorre, ed ecco comparire la prima proiezione dei capoluoghi chiamati al voto. Si comincia da Torino, dove il centrosinistra si è pigliato tutto.


30
aprile

CASO RUBY, LA PROCURA “SCAMBIA” EMILIO FEDE CON LELE MORA. IL GIORNALISTA CHIEDE L’ARCHIVIAZIONE

Emilio Fede

I tabulati telefonici hanno dato i numeri (più del dovuto, s’intende), ed ora l’impalcatura accusatoria del caso Ruby inizia a scricchiolare. Magari si tratta solo di cigolii marginali, magari no, ma sta di fatto che le carte depositate presso la Procura di Milano contengono un errore. A denunciarlo è stato il giornalista Emilio Fede, coinvolto nell’inchiesta con le accuse di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, durante una conferenza stampa convocata ieri dai suoi avvocati. Nei documenti ufficiali l’utenza del direttore del Tg4 è stata scambiata con quella di Lele Mora - altro indagato – proprio in uno dei passaggi che ‘incastrerebbero’ chi ha introdotto la marocchina Karima El Mahroug ad Arcore, alle feste di Berlusconi. Dettagli delicati, insomma.

Da parte sua Fede ritiene che sia stato commesso un errore “gravissimo” e passa all’attacco, spiegando che nel pomeriggio di quel 14 febbraio 2010 (giorno in cui Ruby entrò per la prima volta a Villa San Martino, ndDM) non poteva essere stato lui a parlare con Ruby. “Il cellulare agganciato dall’utenza della ragazza non era mio, ma di Lele Mora. Ruby non l’ho portata io ad Arcore” insiste il giornalista. E in effetti i tabulati sembrano parlare chiaro: la svista c’è. Alle 15.59, infatti, l’esuberante marocchina telefonava ad un cellulare (348…) in uso a Lele Mora; pochi minuti più tardi ricontattava lo stesso numero ma stavolta, secondo la polizia giudiziaria, per parlare con Emilio Fede. Qualcosa non torna, ed è su questa incongruenza che ora i legali del direttore del Tg4 insistono per difendere il loro assistito.

Il giornalista, che ieri si è dichiarato ”amareggiato” per ipugni in faccia presi dai colleghi“, avrebbe inoltre raccolto altre prove per autoscagionarsi dalle accuse. Se da una parte Fede ha confermato di aver conosciuto Ruby in Sicilia, ad un concorso di bellezza nel 2009, dall’altra ha spiegato che quando la marocchina arrivò a Milano non prese contatti con luima con un agente che, dopo averla incontra, la indirizzò a Lele Mora. Questa versione dei fatti, ancora tutta da verificare, sarebbe però confermata dalle parole dello stesso agente (di cui non è stato reso noto il nome), registrato segretamente da Fede in un ristorante milanese. I nastri con le relative trascrizioni sono stati depositati in Procura.





29
aprile

MATRIMONIO DI WILLIAM E KATE: GLI APPUNTAMENTI SULLE RETI MEDIASET DEL ROYAL WEDDING.

William e Kate

William e Kate

Il Royal Weeding è alle porte. Un evento importante per il Regno Unito che incuriosisce ed è comunque atteso anche negli altri paesi. In Italia i nostri network seguiranno le nozze di William e Kate minuto per minuto. E in campo, oltre La7, le reti Rai e Sky, non potranno ovviamente mancare le reti del Biscione, che proporranno un proprio palinsesto specifico per la speciale giornata di oggi.

Canale5 darà il “la” alla giornata con Federica Panicucci e Mattino Cinque che alle 10.30 daranno la linea allo Speciale TG5 “Aspettando il Royal Wedding” condotto da Cesara Buonamici e con Cristina Parodi, Dario Maltese e Simona Branchetti. Alle 15 gli onori passeranno ad Emilio Fede con uno Speciale TG4 “Lady Kate” che in diretta con l’Abbazia di Westminster racconterà in lungo e largo l’evento: gli ospiti, la cerimonia e il ricevimento. Il Direttore verrà accompagnato in studio dalla Contessa Marta Marzotto.

Nel pomeriggio si torna su Canale5 con Pomeriggio 5, che avrà diversi ospiti in studio pronti a commentare tutti i dettagli del Matrimonio, immancabili ovviamente i collegamenti da Londra. In seconda serata invece la palla passerà a Italia1 che con Gabriella Simoni e lo speciale Live – Just Married farà un sunto sulle nozze, raccontando la città e come la gente si è organizzata a condividere con i due giovani la loro “festa”.


20
marzo

E’ GUERRA IN LIBIA. LA RUSSA VA IN TV: PRONTI OTTO AEREI ITALIANI.

Guerra in Libia

Piovono bombe dal cielo della Libia. Con i raid aerei di ieri notte ha avuto inizio l’operazione Odyssey Dawn (Odissea all’alba) decisa dalla coalizione internazionale contro il regime del colonnello Muhanmar Gheddafi. Nel Mediterraneo tornano a soffiare venti di guerra. In queste ore sono infatti ricominciate le incursioni militari di Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti con il lancio di missili dall’aria e dal mare. Sinora l’Italia non ha ancora preso parte attiva al conflitto, ma otto nostri aerei sono già pronti ad intervenire “in qualunque momento sul fronte libico, come ha riferito nel pomeriggio il Ministro della Difesa Ignazio La Russa alla trasmissione Rai In 1/2 h condotta da Lucia Annunziata. Anche noi spareremo contro Gheddafi.

Col passare delle ore la guerra in Libia sta occupando l’informazione televisiva, con approfondimenti ed edizioni straordinarie dei tg.  A seguire, anche altri programmi hanno modificato la loro scaletta per aggiornare il pubblico sull’evolversi della situazione. Oggi pomeriggio L’Arena di Massimo Giletti e Domenica Cinque hanno riservato un ampio spazio alle news sull’argomento, attraverso il dibattito in studio ed i collegamenti con gli inviati ‘al fronte’. Nel corso della trasmissione condotta da Claudio Brachino su Canale5 è intevenuto telefonicamente il Ministro degli Esteri Franco Frattini. “L’Italia non puo’ essere seconda a nessuno nell’impegno per far rispettare i diritti umani in un Paese come la Libia” ha detto. L’avvio del nostro intervento militare pare ormai imminente.

Ci mancava anche questa. L’Italia, quasi obbligata dai vincoli internazionali e dalla sua posizione strategica, si getta a capofitto in una guerra in cui pure gli esperti stentano a distinguere i buoni dai cattivi. Intanto in tv si discute, si ragiona sugli scenari politici e militari del futuro prossimo, ma in realtà stavolta pure i commentatori con la verità in tasca sembrano vacillare. Il motivo è semplice: questa operazione è molto più complessa di quanto appaia. Interessante il commento fatto, a riguardo, dal giornalista Pino Scaccia durante la trasmissione di Giletti. Il cronista ha svelato come la situazione libica sia stata in molti casi alterata dai media, in particolare da quelli controllati da Gheddafi. Proseguono intanto le dirette tv di SkyTg24, Rainews24 e dei principali network internazionali tra cui Al Jazeera, Cnn e BBC (qui la diretta video). Tutti gli occhi sono puntati sulla nuova polveriera d’Africa.


12
marzo

SIPARIO SULL’ISOLA DEI FAMOSI: PER IL TG4 “SUPER SIMO CONTINUA AD ARRANCARE”

Simona Ventura, Emilio Fede, Raffaella Zardo

Per il reality l’Isola dei Famosi di Simona Ventura anche questa settimana un altro flop!“. Raccontati alla maniera di Sipario i dati d’ascolto paiono un bollettino di guerra. Non ci sono feriti o dispersi, ma solo naufraghi (in Honduras) e pochi telespettatori a seguire le loro vicende in tv. Ieri sera la rubrica serale del Tg4 condotta da Raffaella Zardo ha presentato un servizio sulla puntata dell’Isola andata in onda mercoledì scorso, evidenziando gli ascolti calanti rispetto alle scorse edizioni della trasmissione e paragonandoli ai successi incassati invece dal Grande Fratello 11. Per la serie, c’è chi scende e c’è chi sale. Non è la prima volta che la redazione diretta da Emilio Fede si occupa dello show della Ventura in questi termini, con frecciate e servizi che sembrano quasi pensati ad hoc.

Non è riuscita a decollare nemmeno questa volta l’Isola dei Famosi, e sebbene molti parlano di rialzo dello share in fondo si è passati solo dal 13 al 15%“. Sipario dà subito i numeri, comincia infatti dai dati coi quali il programma di Simona Ventura deve fare i conti, e fa notare come nemmeno l’arrivo di Nina Moric sia riuscito ad attirare l’interesse del pubblico. “Oggi l’Isola perde sempre più terreno, soprattutto rispetto al Grande Fratello“, dice il servizio, e forse la colpa è un po’ del cast privo di “personaggi” che offrano spettacolo e incollino il pubblico alla tv. Si parla esplicitamente di “flop“, anche se in realtà sappiamo che al momento questa definizione è fuorviante. Ma il piccone patinato di Sipario picchia ancora ”super Simo, davanti alla Marcuzzi, continua ad arrancare“.

Come mai la redazione del Tg4 ha tale interesse a farci sapere degli ascolti calanti dell’Isola (ieri non è stata la prima volta in quest’anno)? Forse per dovere d’informazione anche se, a ben vedere, quando gli ascolti del reality di Rai2 erano molto alti dalle parti degli studi Mediaset non si sentiva volare una mosca. In generale, oggi al Biscione vige ancora il ‘divieto’ di fare riferimenti all’Isola ma da qualche tempo il notiziario di Fede si prende la libertà di buttare un occhio laggiù, in Honduras.