Pezzotto



13
novembre

Pay tv pirata, maxi sequestro. Anche gli ‘abbonati pezzotti’ rischiano multe e galera

Pay tv

Il contrasto alle pay tv piratate non si ferma. Anzi, si estende: ora, infatti, a rischiare grosso non sono solo i gestori delle suddette piattaforme illegali ma anche gli utenti che ne hanno fatto uso. Furbetti avvisati. Il dettaglio emerge da una recentissima operazione congiunta di Guardia di Finanza e la Polizia, che ha portato allo spegnimento di più di 5.500 siti di live, server, piattaforme informatiche e canali Telegram che offrivano illecitamente partite di calcio, film e altri contenuti. L’inchiesta, denominata “Perfect Storm“, ha coinvolto 19 Paesi a partire dal 6 novembre.




2
aprile

Pay Tv: 2 milioni di abbonamenti illegali. Campania e Puglia in testa alla classifica dei pirati

Calcio, partite in streaming

Gli italiani che guardano gli eventi sportivi illegalmente sono 4,6 milioni. La camorra ringrazia. E incassa. Secondo quanto emerge da un’indagine della Fapav (Federazione per la tutela dei contenuti audiovisivi e multimediali), il giro d’affari legato alla pay tv pirata ammonta infatti a circa 200 milioni di euro l’anno. Soldi che finiscono nelle casse delle organizzazioni criminali, ormai specializzate nella gestione di questo business illecito.


5
dicembre

Pay tv, decoder pirata: il «pezzotto» mette Sky, Dazn e Netflix sul piede di guerra

Pay tv pirata

Quando si tratta di aggirare la legge, i pirati della pay tv sono sempre sul pezzo. Anzi, sul “pezzotto“. In gergo si chiama infatti così il decoder che consente di vedere illegalmente tutte le televisioni del mondo, comprese le emittenti e le piattaforme a pagamento come Sky, Mediaset Premium, Netflix e Dazn. Il sistema, completamente illecito, è più diffuso di quanto di possa credere: il criminale giro d’affari ammonta a milioni di euro, alimentati dalla quota mensile che i pirati chiedono agli utenti del servizio abusivo.