Mujeres y Hombres y viceversa



12
gennaio

Uomini e Donne: bassi ascolti in Spagna, il programma passa da Telecinco a Cuatro

Uomini e Donne tronisti spagnoli

I tronisti spagnoli di Uomini e Donne

Grane per Uomini e Donne. Il dating show è costretto a cedere il suo spazio e a subire un declassamento. Non in Italia, però, dove il programma è intoccabile ma in Spagna dove va in onda la versione locale Mujeres y Hombres y Viceversa. Dal prossimo 24 gennaio, il programma lascerà l’ammiraglia Telecinco e approderà lo stesso giorno, con una doppia diretta (e una “scelta”), sulla meno ambiziosa Cuatro, rete del gruppo Mediaset rivolta ai più giovani.




13
gennaio

UOMINI E DONNE IN SPAGNA: UNA COPPIA GAY “INFILTRATA” IN UN TRONO ROSA

Mujeres y Hombres y Viceversa

Potrebbe sembrare strano che in Spagna — dove il matrimonio egualitario esiste da anni, dove l’omofobia è un problema ma non una piaga e dove la televisione è (quasi) a trazione friendly — un programma popolare come Mujeres y Hombres y Viceversa fatichi a inaugurare il proprio filone gay come successo di recente a Uomini e Donne.


20
giugno

UOMINI E DONNE SPAGNA: VALERIO PINO SI PROPONE PER UN TRONO GAY

Valerio Pino a Mujeres y Hombres y Viceversa

Se vi dicessimo che Valerio Pino si è candidato per essere il primo tronista gay della storia, probabimente pensereste alla puntuale bizzarra esternazione del ballerino sul mondo di Maria de Filippi. Le dichiarazioni, però, assumono consistenza visto il contesto in cui sono state pronunciate. La candidatura alla “poltrona rossa” avviene, infatti, nel corso di una puntata di Mujeres y hombres y viceversa, versione spagnola del nostro Uomini e Donne. Lo scorso martedì Valerio Pino si trovava negli studi iberici del dating show per sostenere Sven, suo amico “corteggiatore”.

Si parlava di omosessualità (con l’ “aplomb” che contraddistingue la declinazione spagnola del format, dai toni più accesi di quella italiana) e un’opinionista del pubblico ha chiesto a Valerio se tra lui e il suo amico ci fossero stati dei rapporti intimi. Da qui, l’ “illuminazione” per la conduttrice Emma García:

“Ne approfitto per fare una petizione: voglio un trono gay!“*

A quel punto Valerio Pino, prendendo la palla al balzo, senza esitazioni dichiara:

“Sarei lieto di essere il primo tronista gay di Mujeres y hombres y viceversa”*





14
settembre

FERMI TUTTI! LA TRONISTA E’ BISESSUALE. MA MARIA LO SA?

Amal la Tronista bisex a Uomini e Donne spagnolo

Chissà cosa ne pensa Maria De Filippi dei clamorosi sviluppi in terra iberica del suo format piu’ discusso, Uomini e Donne. Abbiamo scoperto, infatti, che al di là dei Pirenei Mujeres y hombres y viceversa (questo il nome dell’adattamento) abbia regalato un colpo di scena ai suoi telespettatori.

Amal, tronista diciottene d’origine marocchina, finora distintasi per il suo essere ”caliente”, ha confessato la propria bisessualità: “Non mi importa se dovessero entrare ragazze a corteggiarmi“.

Un outing che ha ”acceso” il pubblico della trasmissione ma che non ha fatto desistere i suoi corteggiatori: tutti, tranne uno, sembrano ancora intenzionati a proseguire la conoscenza catodica. Non si sa ancora se la richiesta della tronista possa trovare accoglimento, ma a giudicare dalle atmosfere decisamente più hot rispetto alla versione italiana non abbiamo motivo per dubitare che ciò possa accadere. Si tratterebbe di un via libera al trono misto alla Tila Tequila; una novità, quest’ultima, che potrebbe aprire anche nel Belpaese una riflessione analoga sull’inserimento di omossessuali e bisessuali nel programma della De Filippi.


20
febbraio

SERIE TV: SPAGNA BATTE ITALIA

Sin Tetas No Hay Paraiso

Una sola cosa accomuna serie di successo come Un medico in famiglia, I Cesaroni, Anna e i cinque e Raccontami: il paese d’origine del format, la Spagna. Attualmente, la penisola iberica rappresenta un vero e proprio eldorado per gli italici produttori del piccolo schermo, che avvezzi al rischio e famelici di nuove idee, privilegiano l’adattamento di serie televisive andate in onda con successo in un paese come la Spagna, affine per cultura e tradizioni, al self-made. Strategia, questa, che ha quasi sempre pagato, pochi i flop annoverati  (Giornalisti e Terapia d’urgenza) eclatanti i successi registrati (Un medico in famiglia  e I Cesaroni), e che non poteva far altro che continuare.

Tant’è che imperverseranno prossimamente sui nostri teleschermi: Tutti per Bruno, adattamento di Los hombres de Paco, con Claudio Amendola nei panni di un poliziotto, e La familia Mata (non ancora ufficializzato il titolo italiano) sulle reti Mediaset, e Fisica o chimica (Fisica o Quìmica) prodotta da Publispei. Chissà che, poi, non si aggiunga a questi titoli l’adattamento della versione spagnola di Sin Tetas no hay Paraíso, il telefilm rivelazione in Spagna nel 2008.

Non è solo l’omogeneità culturale a spingere i produttori italiani allo shopping nella terra della Corrida, ma anche il fermento creativo che da tempo caratterizza la televisione d’oltre Pirenei. Contenuti nuovi e originali, capaci di stare al passo coi tempi e talvolta anticiparli, mescolati ad un’accurata attenzione al sociale sono gli ingredienti chiave della fiction made in Spain, che altresì hanno consentito di strizzare l’occhio ad un pubblico più giovane. Oltre ai citati rifacimenti,  in Italia vanno in onda circa 160 ore di fiction spagnola (tra cui Paso Adelante su Italia 1, Mujeres e Countdown sul satellite); 18, invece, le ore di fiction italiana in onda in Spagna.





18
gennaio

ASCOLTI TV 2008 IN SPAGNA: TELECINCO CONFERMA LA SUA LEADERSHIP

Ascolti tv 2008 Spagna @ Davide Maggio .it18,1% è lo share medio che nel 2008 ha permesso a Telecinco di confermarsi la rete più vista di Spagna per il quinto anno consecutivo. Ma andiamo a dare un’occhiata a come sono andate le cose nella Penisola Iberica, ascolti tv alla mano (come riportati da comunicato di Telecinco).

Seguono la rete del Gruppo Mediaset: La 1, con un 16,9%, Antena 3 (16%), le reti autonome associate alla FORTA (14,1%), le tematiche (13,4%), La Cuatro (8,6%), La Sexta (5,5%) e La 2 (4,5%).

 Se il mercato spagnolo appare in controtendenza rispetto agli altri mercati occidentali per il tempo medio trascorso davanti al video, che nell’anno solare 2008 ha fatto segnare un record storico (ben 3 ore e 47 minuti al giorno per spettatore), lo stesso non può dirsi per l’offerta televisiva sempre più frammentata. Analogamente a quanto avviene nel resto del mondo, in Spagna si è assistito, infatti, ad una perdita di spettatori delle reti generaliste a favore di quelle satellitari. Cosicché Telecinco vince ma registra il suo dato annuale più basso. L’emittente spagnola del Biscione ha conquistato la leadership in 204 giorni su 366 e per ben dieci mesi su dodici; le eccezioni riguardano il mese di agosto (periodo di messa in onda delle Olimpiadi) e il mese dicembre quando a prevalere è stata La 1.