Inchiesta



14
ottobre

INCHIESTA DIRITTI TV SERIE A: INFRONT HA TRUCCATO L’ASTA PER FAVORIRE MEDIASET?

Inchiesta diritti tv Serie A

Un altro scandalo colpisce il mondo del calcio. Nel mirino dei pm Roberto Pellicano, Giovanni Polizzi e Paolo Filippini l’esito dell’assegnazione dei diritti tv per la Serie A 2015/2018. La pesante accusa è rivolta ad Infront (società leader in Italia nella gestione dei diritti televisivi e degli sponsor) e a Mediaset: l’advisor della Lega Calcio, secondo l’inchiesta di Milano, avrebbe truccato l’asta (che in un primo momento assegnava il campionato in esclusiva a Sky) per favorire la tv del Biscione.

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30
settembre

CONSUMO TV: GLI ITALIANI I TELEDIPENDENTI D’EUROPA

Tv

I dati d’ascolto della generalista di questo inizio di stagione lasciano a desiderare e, tranne in rari casi, è riscontrabile una flessione generale: anche se in termini di share e percentuali i programmi vincono, perdono perché a vederli sono sempre meno telespettatori rispetto al passato. Che costoro si siano stancati della tv e occupino il loro tempo libero facendo altro?

Inchiesta francese sul consumo di tv: italiani al primo posto in Europa

Decisamente no. Almeno stando ad una ricerca francese relativa al primo semestre del 2013, condotta su scala europea dalla società Mediametrie, che vede gli italiani al primo posto in Europa per consumo quotidiano del tubo catodico: 4 ore e 34 minuti al giorno in media, quattro in più dello scorso anno. Altroché abbandono.

Più teledipendenti di noi ci sono solo gli americani, il cui record è di 4 ore e 53 minuti quotidiani, mentre in Europa gli unici che hanno frenato l’uso della tv sono gli inglesi e i francesi. Tutti gli altri seguono la nostra linea d’azione. Ma cosa guardano con tanta costanza gli italiani ogni giorno e come mai notiamo il calo di spettatori anche per i programmi di punta delle reti ammiraglie dei due principali network?

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21
giugno

I RACCOMANDATI… E LE TANGENTI: APERTA UN’INCHIESTA SU ALCUNI CAPISTRUTTURA RAI

Ciak Si Canta

La Rai non ha fatto in tempo ad uscire dall’impasse che ha determinato il lungo rinvio per l’approvazione dei palinsesti autunnali, che già una nuova tegola si abbatte sul tetto di viale Mazzini: la procura di Roma ha infatti aperto un’indagine per abuso d’ufficio, nella quale sono coinvolti alcuni capistruttura dell’azienda pubblica.

Tutto nasce dalla denuncia presentata da Pietro Di Lorenzo, ex presidente della società di produzione tv Ldm, nella quale si parla di alcune (presunte) somme di denaro a lui richieste prima sotto forma di prestiti e poi di vere e proprie tangenti dall’ex capostruttura di Rai 1 Giampiero Raveggi, la cui posizione è ora sotto verifica insieme a quella della moglie Chiara Cavagni, capostruttura dell’Ufficio Risorse Televisive. Oltre alle richieste economiche, secondo le affermazioni di Di Lorenzo, ci sarebbe stata anche una richiesta di assunzione per il figlio del responsabile palinsesti Chicco Agnese, che voleva oltretutto uno stipendio ben superiore a quello garantito dalla Rai per la sua qualifica.

Intervistato da La Stampa, Raveggi si difende affermando di essere oggetto di una vera e propria forma di stalking da parte di Di Lorenzo, e che ben due indagini interne Rai hanno appurato l’infondatezza delle accuse. Secondo il produttore, invece, il rifiuto alle richieste di Raveggi avrebbe portato ad una drastica riduzione di impegni per la sua società con conseguente danno economico: dal 2006 il fatturato con la Rai sarebbe sceso da 18 a 2 milioni di euro l’anno. Non solo: come leggiamo sul Corriere, Di Lorenzo afferma che i suoi format sono stati mandati in onda contro programmi di successo proprio per farli risultare un flop e che gli ospiti sono stati contrattualizzati soltanto all’ultimo momento e con cachet molto inferiori alle richieste. Dal suo sdegnato “no” sarebbero dipesi il “finire fuori i binari” de I RaccomandatiMettiamoci all’Opera nonché la mancata messa in produzione della terza serie della fiction Il Capitanodella seconda di Cugino & Cugino. Coinvolti anche Butta la luna e Punto su di te.

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13
maggio

I DIECI COMANDAMENTI: SU RAI3 LE INCHIESTE LAICHE DI DOMENICO IANNACONE. SI INIZIA PARLANDO DI ASSISTENTI SESSUALI PER DISABILI

Domenico Iannacone

L‘impronta è decisamente più laica di quanto possa apparire inizialmente. La scelta di un titolo che ha un’evidente ispirazione religiosa, I Dieci Comandamenti, è, infatti, smentita dai contenuti. Parliamo del nuovo programma di Rai 3, in onda, a partire da stasera alle 22.50, ogni lunedì e per 10 appuntamenti. Uno, dunque, per ogni comandamento. Alla conduzione troviamo Domenico Iannacone, già nella squadra degli autori di Presa Diretta.

Il programma si prefigge di fare “diversamente” inchiesta giornalistica con un conduttore che vuole quasi sparire dietro la telecamera, senza giudizi ma pur sempre ricordandosi di essere parte del racconto. L’inchiesta, dunque, che lascia spazio alla confessione più che al racconto autobiografico. Così si giustifica la scelta del titolo per il programma che vuole raccontare principalmente storie di persone e (quasi) nulla del mondo spirituale. Il primo comandamento che si è scelto di raccontare è, in realtà, il sesto nell’ordine religioso e cioè: “Non commettere atti impuri“.

In questa prima puntata sarà narrata la storia di Max Ulivieri, 42 anni e una vita da web designer, alle prese però – come scrive sul suo blog – con una malattia: “Dimenticavo un dettaglio, ho la distrofia muscolare“. Il suo lavoro, la sua storia d’amore con Enza e, poi, la sua malattia che fa da intercapedine o da riempitivo alla sua vita, da diversi punti di vista. Max sta lottando affinché sia riconosciuta anche in Italia la figura dell’assistente sessuale per i disabili. A questo proposito la testimonianza di Debora che sta assistendo alcuni disabili.


11
aprile

RAI, BLITZ DELLA FINANZA: CONTROLLI SUGLI STIPENDI GONFIATI DEI GIORNALISTI

Rai

Aprite: Polizia! In Rai mancava giusto questa. Ieri gli agenti della Finanza hanno fatto ingresso nell’Ufficio del Personale di Viale Mazzini, dove hanno raccolto materiale sugli stipendi dei giornalisti della tv pubblica. Nell’elenco rilevato, pare ci siano anche nomi illustri. Un blitz in piena regola, finalizzato all’accertamento di presunti abusi compiuti da alcuni cronisti, i quali avrebbero beneficiato senza diritto dei surplus per il lavoro festivo e notturno. L’azione si profila come un ampliamento dell’indagine che la Procura di Roma stava compiendo per lo stesso motivo su 35 dipendenti del Tg1. Ora, l’attenzione degli inquirenti coinvolgerà tutte le redazioni Rai.

A riportare la notizia è il quotidiano La Repubblica, che specifica come il calderone fosse stato scoperchiato da una lettera anonima inviata il 21 novembre 2012 al DG Gubitosi, alla Presidente Tarantola, a Monti, Grilli, Zavoli, ma anche alla Corte dei Conti e alla Procura. Nella missiva – firmata “I giornalisti onesti del Tg1″ – si denunciavano presunti abusi di stipendio da parte di 35 cronisti. Il trucco dei furbetti sarebbe stato quello di fingersi al lavoro dopo le 23.30, prima delle 5.30 e nei festivi, così da beneficiare dei surplus in busta paga. Un comportamento, questo, che sarebbe stato attuato con l’aiuto di qualche collega compiacente.

Appresa la segnalazione anonima, il Direttore Generale della Rai aveva avviato un’indagine interna e scansionato i profili di 10 dei 35 dipendenti indicati nella missiva. Tra i furbetti – scrive Repubblica – ci sarebbe anche uno dei più popolari giornalisti del Tg1. Gli accertamenti ordinati da Gubitosi, che avrebbero dato riscontri allarmanti, sono stati però frenati da alcune garanzie sindacali, ma il manager intende andare avanti con i controlli incrociati sugli orari di ingresso ed uscita dai tornelli di Saxa Rubra.





4
aprile

GIULIA CALCATERRA: LA PROCURA DI NOVARA APRE UN’INCHIESTA SUL CANE MORTO DELLA VELINA

Giulia Calcaterra

C’è chi chiama Edoardo Stoppa, il paladino degli animali, e chi invece si rivolge al giudice. Ironia della sorte, così è successo alla velina bionda di Striscia la Notizia, Giulia Calcaterra (qui le foto osé), che lo scorso settembre venne denunciata dal presidente nazionale dell’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente, Lorenzo Croce, con l’accusa di aver soppresso il proprio cane (o di averne consentito la soppressione). L’animale aveva “una malattia accertata e certificata dal veterinarioaveva spiegato la soubrette, difendendosi, ma a sei mesi di distanza ecco il colpo di scena: la Procura della Repubblica del Tribunale di Novara ha aperto un fascicolo d’inchiesta sulla vicenda.

A quanto si apprende, e come riportato dall’edizione novarese de La Stampa, la Procura ha deciso di aprire un’ inchiesta per fare luce sui fatti denunciati, affidando le indagini al sostituto procuratore Olimpia Bossi. Lo stesso magistrato ha poi affidato agli uffici della polizia giudiziaria interni alla Procura lo svolgimento delle indagini, per le quali sarà sentito il presidente nazionale Aidaa Lorenzo Croce. L’animalista sarà ascoltato martedi 9 aprile alle 14.30 direttamente nella procura in via Brusati a Novara, e nel corso dell’incontro fornirà la sua versione dei fatti in base alle informazioni raccolte.

In una nota della stessa Aidaa si sottolinea la necessità di “fare chiarezza sulle reali motivazioni della morte del cane di Giulia Calcaterra che sull’accaduto ha cambiato tre versioni“. Secondo l’Associazione animalista, dapprima la velina avrebbe detto che il cane era stato adottato, poi avrebbe spiegato di averlo dovuto sopprimere quanto aggressivo, ed infine “nella telefonata intercorsa con lo stesso Croce la velina sostenne che il cane era morto a causa di una inversione gastrica“.


18
settembre

PRESADIRETTA, STASERA RICCARDO IACONA TORNA AD INDAGARE. SI COMINCIA DALL’ITALIA “SENZA SOLDI”

Riccardo Iacona, Presadiretta

Riccardo Iacona continua ad indagare, a raccontare l’Italia sgangherata (e smutandata) di oggi con occhio attento e stile sferzante. Ritorna stasera Presadiretta, il programma giornalistico della terza rete che, con i suoi reportage, terrà compagnia al pubblico per le prossime cinque domeniche, fino al 16 ottobre. Poi la trasmissione cederà il testimone Milena Gabanelli e la rivedremo in onda a febbraio, con altre 11 puntate. A seguito di un sempre rinnovato successo di ascolti, Rai3 ha dunque confermato e rafforzato l’appuntamento curato da Iacona. Gli ingredienti e il format sono sempre gli stessi: poche chiacchere, niente talk e molte notizie raccolte sul campo.

Stasera Presadiretta esordirà con una puntata sulla crisi economica, dal titolo “Senza soldi“. Il programma della terza rete entrerà nel cuore dell’attualità, facendo anche le pulci alla manovra anti-default del Governo. Riuscirà l’Esecutivo coordinato da Silvio Berlusconi a portare fuori l’Italia dalla crisi?  Dove verranno presi i soldi per raddrizzare il debito pubblico? Il reportage risponderà a questi interrogativi raccontando anche il malcostume della evasione fiscale. La trasmissione di Iacona porterà le sue telecamere in Sardegna, dove chiudono le industrie, e tra gli industriali del Nord Est, ad Arzignano vicino a Vicenza, dove gli imprenditori del settore della concia delle pelli da anni evadono tasse e contributi. Poi si sposterà a Parma, dentro la crisi della politica locale, e a Cernobbio fra i grandi e i potenti.

L’inchiesta sarà curata da Domenico Iannaccone, Raffaella Pusceddu, Lisa Iotti, Vincenzo Guerrizio, Alassandro Macina, Danilo Procaccianti, Elena Stramentinoli e dallo stesso Iacona. Settimana prossima Presadiretta continuerà il suo viaggio nella crisi durante una puntata intitolata “Popolo“, che farà luce sugli aspetti più drammatici della miseria di migliaia di famiglie che devono fare i conti con il  welfare che sta sparendo. Il 2 ottobre prossimo, il programma parlerà di “Gioventù sfruttata“, un racconto delle difficoltà di un’intera generazione che ha  perso il diritto a pianificare il futuro.


20
luglio

PRESSIONI IN RAI CONTRO ANNOZERO: BERLUSCONI INDAGATO PER ABUSO D’UFFICIO

Silvio Berlusconi

Addestrerà un piccione viaggiatore, o spedirà messaggi chiusi in bottiglia. Alla peggio proverà coi segnali di fumo, che fare l’indiano gli esce pure bene. In un modo o nell’altro Silvio Berlusconi dovrà imparare a comunicare senza usare il telefono: ogni volta che alza la cornetta, infatti, succede un casino che la metà basta. Dalle conversazioni con l’ex direttore di Rai Fiction Saccà alle recenti intercettazioni sul caso Ruby, le telefonate hanno sempre cacciato nei guai il Cavaliere. E, nel suo caso, una rogna tira sempre l’altra. E’ infatti di ieri la notizia che il premier è indagato per abuso d’ufficio assieme all’ex commissario Agcom Giancarlo Innocenzi e l’ex DG Rai Mauro Masi in merito alle pressioni che nel 2009 avrebbe esercitato per sospendere la trasmissione Annozero.

All’attenzione della Procura di Roma ci sono, in particolare, le intercettazioni delle 18 chiamate che Berlusconi inoltrò ad Innocenzi e Masi lamentandosi per la faziosità del programma condotto da Michele Santoro. Secondo i pm, Silviuccio avrebbe alzato la cornetta non nelle vesti di Presidente del Consiglio, bensì in quelle di privato cittadino e dunque l’ipotesi di reato ravvisata è quella di abuso d’ufficio. Stando all’accusa, lo scopo di quelle conversazioni sarebbe stato quello di ottenere una sospensione coatta dello ’scomodo’ talk show di Rai2.

I giudici hanno iscritto Berlusconi, Masi e Innocenzi nel registro degli indagati, ma hanno anche preso atto di una decisione (non vincolante) del Tribunale dei Ministri, secondo cui non sussiste l’accusa di concussione ai danni di Innocenzi e di minacce all’Agcom ipotizzata inizialmente dalla Procura di Trani. Visto il ’precedente’, l’avvocato del premier Niccolò Ghedini si è detto sicuro che anche le nuove accuse verranno presto archiviate. Già nei prossimi giorni i magistrati si riuniranno per stabilire se depositare gli atti, chiedendo così il rinvio a giudizio, o se demandare l’archiviazione al GIP.


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