Enzo Tortora



5
febbraio

GAIA TORTORA SI SFOGA: NON ROMANZATE LA FICTION SU MIO PADRE, VOGLIO RISPETTO

Applausi e sputi - Le due vite di Enzo Tortora

Certe storie vanno raccontate con cura, perché non se ne perda il valore. E’ il caso della vicenda giudiziaria che coinvolse Enzo Tortora, padre fondatore della tv italiana. Il presentatore fu vittima di un vergognoso episodio di malagistizia che oggi la Rai intende ricordare con una fiction: Il caso Tortora. Un’opera meritoria, sulla quale però tira aria di polemica proprio nei giorni delle riprese a Napoli.

Gaia Tortora, figlia del conduttore e giornalista del TgLa7, si è infatti lamentata per alcuni aspetti legati alla sceneggiatura diretta e interpretata da Ricky Tognazzi (maggiori dettagli qui):

Mi hanno fatto leggere la sceneggiatura e non la condividevo. Ho manifestato i miei dubbi a Ricky Tognazzi, ma da allora nessuno si è più fatto vivo con me”

ha detto la secondogenita del presentatore al settimanale Gente. Il motivo dello sfogo risiederebbe dunque nella trama, sulla quale la stessa Gaia ha puntualizzato:




4
novembre

RICKY TOGNAZZI VESTIRÀ I PANNI DI ENZO TORTORA PER RAI FICTION

Ricky Tognazzi

A vestire i panni di Enzo Tortora in una fiction che ne ripercorrerà la tormentata vita non ci sarà, come annunciato in precedenza, Alessio Boni  ma Ricky Tognazzi, che firmerà anche la regia. La miniserie tratta dal libro Applausi e sputi, le due vite di Enzo Tortora, di Vittorio Pezzuto,  racconterà l’ascesa e la caduta di colui che insieme a Mike Bongiorno, Pippo Baudo e Corrado potremo definire uno dei padri indiscussi della tv italiana.

A scrivere la sceneggiatura della fiction prodotta da Fulvio Lucisano per Rai1, ci sarà Giancarlo De Cataldo, già firma della serie cult Romanzo Criminale, e Monica Zapelli. Nel cast, ancora in fase di definizione, si fa sempre più insistente il nome di Bianca Guaccero, cui spetterebbe il compito di indossare i panni di Miranda Fantacci, seconda moglie del presentatore.

Non è la prima volta che la vita di Tortora diventa spunto per la realizzazione di un film. Nel 1999, il regista Maurizio Zaccaro, con il soggetto di Silvia Tortora, figlia di Enzo, diresse il film Un uomo perbene, con Michele Placido nel ruolo del popolare conduttore.


25
giugno

AMARCORD, LA TV CHE APRIVA PER FERIE: GIOCHI SENZA FRONTIERE

Giochi Senza Frontiere

Attention, trois, deux, un… Continua il nostro viaggio attraverso le storiche trasmissioni televisive andate in onda, nel corso degli anni, durante la stagione estiva. Questa volta vogliamo ricordare uno dei programmi più famosi della televisione italiana, Giochi senza frontiere. Andato in onda per la prima volta su quello che, all’epoca, si chiamava Secondo Programma della Tv di Stato (oggi Raidue) il 26 maggio del 1965, il programma consisteva in una serie di prove fisiche che le nazioni dell’allora non ancora nata Unione Europea dovevano affrontare per guadagnare punti.

Prodotto dalla EBU (European Broadcasting Union) il gioco derivava dalla trasmissione francese Intervilles la cui idea originaria partiva da un format tutto italiano, Campanile Sera, noto programma televisivo degli anni ’50 condotto da Enzo Tortora. Non a caso fu proprio l’indimenticato conduttore di Portobello a condurre le prime edizioni del programma, insieme a Giulio Marchetti e, dal 1967, a Renata Mauro. Gli anni ‘70 vedono alla guida dei giochi la coppia Marchetti-Rosanna Vaudetti, con la famosa annunciatrice Rai che, a partire dal 1978 lascia il posto ad un’altra celebre presenza femminile, Milly Carlucci. Nello stesso anno debutta alla conduzione di Giochi senza frontiere colui che, senza dubbio, detiene il record di presenze alla guida della competizione, Ettore Andenna.

Il presentatore milanese, infatti, ha condotto ben 12 edizioni della competizione (se si considerano anche quelle invernali) per un totale di 103 puntate nel corso delle quali è diventato un vero e proprio simbolo dei giochi assieme ad un’altra coppia storica, quella formata dagli arbitri Guido Pancaldi e Gennaro Olivieri, in carica fino alla fine degli anni 80, periodo in cui vennero sostituiti dal direttore di gara belga Dennis Pettiaux. Nella prima edizione del programma parteciparono solo 4 nazioni, tra cui l’Italia (l’unica presente in tutte le edizioni del programma), impegnate a sfidarsi in una sorta di olimpiadi ristrette con prove suggestive e coreografiche, complice la struttura itinerante dello show che, in ogni puntata, andava in onda dalle più importanti piazze europee (nelle ultime quattro edizioni si è optato per una sede fissa). Trasmesso ininterrottamente dal 1965 al 1982, anno in cui fu sospeso per problemi di costi produttivi, il programma riprese il suo ciclo nel 1988, questa volta su Raiuno, con la conduzione di Claudio Lippi che nel 1991 passò il testimone di nuovo ad Andenna.





10
dicembre

IERI A “VITE STRAODINARIE” LA STORIA DI UN UOMO STRAORDINARIAMENTE PERBENE: ENZO TORTORA

Baudo, Bongiorno, Corrado e Tortora @ Davide Maggio .it

Un cammino volto a ricostruire, esplorare e studiare l’evoluzione del costume italiano, attraverso una ricca galleria di personaggi dello spettacolo, le cui vite, professionali e personali, hanno indelebilmente segnato la storia recente del nostro Paese: questi i nobili obiettivi di “Vite straordinarie“, programma di approfondimento di Retequattro, condotto dalla bella, brava e incinta Elena Guarnieri. Giunta alla quinta edizione, la trasmissione, in onda su Retequattro ogni martedì in seconda serata, dopo aver scandagliato, le scorse settimane, le esistenze straordinarie di personaggi come Mike Bongiorno, Mina e Gianni Morandi, si è occupata, ieri sera, di Enzo Tortora.

Una vita straordinaria, la sua, segnata da successi e soddisfazioni, ma interrotta, bruscamente e violentemente, da una drammatica cesura, coincidente con l’arresto, la mattina del 17 giugno 1983, con l’accusa di associazione a delinquere di stampo camorristico. Iniziò, allora, con un vergognoso episodio di accanimento mediatico (l’ignobile passerella, con tanto di manette ai polsi e in barba a qualsivoglia principio garantista, offerta in pasto alla morbosa curiosità e al più perverso voyeurismo, della stampa e del suo pubblico), la sua indimenticabile e indimenticata odissea giudiziaria.

Prima di quella maledetta mattina, Tortora era un uomo di successo, amato e popolare, autore e conduttore di seguitissime trasmissioni, Portobello per tutte, i cui contenuti così innovativi sono stati, negli anni, ripresi, sfruttati e spesso maldestramente imitati dalla tv di oggi. Fucina di rivoluzionarie idee, Portobello-il mercatino del venerdì conteneva, in nuce, le fondamenta di futuri programmi quali: “I cervelloni”, “Colpo di genio“, “Agenzia matrimoniale” “C’è posta per te” e “Carràmba“. Un uomo perbene Tortora,  profondamente colto, dall’eloquio ricercato e raffinato, ma anche un uomo schietto, a tratti antipatico e spocchioso, che non aveva paura di dire ciò che pensava, come testimoniano le parole che, nel 1969, usò a proposito della Rai e che gli costarono il licenziamento: “un jet supersonico pilotato da un gruppo di boy-scouts che litigano ai comandi”.