Aldo Grasso



28
gennaio

DM LIVE24: 28/1/2011. LA DE BLANCK E’ CHIATTELLA, PAOLINI E’ IN REPLICA E GRASSO E’ CONTRO FAZIO.

Diario della Televisione Italiana del 28 Gennaio 2011

>>> Dal Diario di ieri…

  • La De Blanck è chiattella

lauretta ha scritto alle 18:03

A La vita in Diretta si parla di diete e la De Blanck rivolta al dietologo: “Io ho iniziato ad ingrassare dopo aver partorito Giada”. La interrompe la Venier: “Beh, diciamo pure che te un pò chiattella lo sei sempre stata!”.

  • Paolini è in replica

lauretta ha scritto alle 20:32

Visto il grande successo di ascolti, la trasmissione di Paolini su La7 verrà replicata sabato in prima serata. Con questa notizia apre Mentana il suo Tg La7 delle 20.

  • Grasso VS Fazio

busb ha scritto alle 22:25

Aldo Grasso critica Fazio e Che tempo che fa: Fazio non fa cultura, fa promozione. È vero che la trasmissione di Fazio è ormai una formidabile macchina di promozione, un megafono degli uffici stampa, con particolare applicazione nei confronti degli amici. La sua abilità, per accreditarsi nei confronti del pubblico, è di invitare molti di quegli autori e di quei cantanti che usano la parola “cultura” fra virgolette.




9
dicembre

MAURO MASI REPLICA ALLE ACCUSE: NESSUNA CENSURA SU FAZIO E MAZZETTI. ORA IL SUO GRATTACAPO SONO LE SPESE DEL MINZO

Mauro Masi

Mauro Masi vuole precisare due o tre cosette. Non ci sta ad essere ritratto dai giornali come il grande Censore di Fabio Fazio, colui che avrebbe rimproverato il conduttore dei record per aver sforato di soli due minuti in una puntata del suo Vieni via con me. E guai a chi lo accusa di iniquità per quella sospensione di 10 giorni rifilata al capostruttura di Raitre Loris Mazzetti (maggiori info qui). A partire da quegli episodi, infatti, il Corriere della Sera aveva pubblicato un articolo a firma di Aldo Grasso intitolato “Rai due minuti di follia”. Una prosa critica che non è piaciuta al DG di Viale Mazzini, il quale ieri ha replicato a tono sullo stesso giornale.

Nessuna censura. Mauro Masi assicura che nonostante le dichiarazioni “furbine” di Fazio non c’è stata nessuna reprimenda nei suoi confronti, ma soltanto “una lettera di routine che la Direzione del palinsesto manda da decenni in casi analoghi a tutte le trasmissioni e a tutte le reti, in particolare quando ci sono gli spostamenti di spot pubblicitari“. La stessa interpretazione l’aveva data il viceDG Antonio Marano, che nei giorni scorsi aveva posto il problema degli affollamenti pubblicitari e definito “cavolate” le parole sdegnate del conduttore di Raitre.

La mazzata a Mazzetti, invece, non c’entra nulla con lo sforamento di Vieni via con me. Il capostruttura della terza rete “ha in corso una procedura disciplinare che è la settima consecutiva applicatagli da diverse Direzioni Generali” ha replicato Masi sul Corriere, spiegando che anche il Presidente Paolo Garimberti lo aveva sollecitato ad agire in tale direzione. Nella sua risposta al giornalista Grasso, Masi ha ostentato sicurezza vantando di “non nascondersi dietro a soluzioni ‘furbine’ care a molti” ma di metterci la faccia e la reputazione.


3
ottobre

MORGAN vs ALDO GRASSO: DALLA BIGNARDI IL CANTANTE SBEFFEGGIA IL CRITICO TV CHE REPLICA PRONTAMENTE

Morgan vs Aldo Grasso

L’ultima intervista de Le invasioni barbariche è sempre stata quella dedicata ai personaggi più attesi, nella quale la tensione si scioglie e la padrona di casa si mette a tu per tu con l’intervistato facendo assomigliare il tutto più ad una chiaccherata tra amici che non ad un formale botta e risposta. Per la prima puntata della nuova edizione del fortunato programma, Daria Bignardi ha convocato l’amico Morgan – non nuovo a questo palcoscenico ed intervistato anche nel poco fortunato “L’era glaciale” – che da tempo non appariva sul piccolo schermo.

Già dalle prime battute l’intervista è apparsa atipica, con l’ex giudice di X Factor che – più che rispondere alle domande della padrona di casa –  ha deciso di vestire i panni del “masaniello” della situazione, monologando e sproloquiando nei confronti di Clerici, Facchinetti ed il talent di Rai2.

In particolare Morgan è letteralmente schizzato dalla sedia quando la conduttrice ha citato Aldo Grasso, il quale riferendosi alla nuova edizione del talent show di Rai2 avrebbe scritto “Morgan è già nell’oblio”. La reazione è stata plateale ed il cantante, dopo aver accennato a scontati giochi di parole e battutacce – definite dalla stessa Bignardi “alla Emilio Fede” - relative al nome del critico televisivo, ha definito Grasso “uno sfigato, incompetente, che non merita di insegnare, finto umorista e a nulla sono valsi i tentativi della padrona di casa di glissare e cambiare argomento.





14
giugno

DM LIVE24: 14 GIUGNO 2010

>>> Dal Diario di ieri…

  • Appelli

lauretta ha scritto alle 17:16

“Ogni tanto fateci inquadrare… per i nostri familiari… sennò pensano che c’ha preso un malore, dato che non ci stiamo mai… poveracci… ogni tanto… anche pagando.” (‘Notti Mondiali’, Rai uno, intemerada di Maurizio Costanzo ai danni dello studio sudafricano che gli da poco la linea).

  • Stronzate

carjochina ha scritto alle 20:31

A Notti Mondiali siparietto di Costanzo e Villaggio.

Costanzo: Villaggio, tu sei tifoso della Sampdoria… di Cassano… che je voi di’ a Lippi? Je voi di’ qualcosa?
Villaggio: Che ha fatto una stronzata.

  • Novità nel mare del già visto

sirgeorgebest83 ha scritto alle 20:24

[Aldo Grasso per il Corriere della Sera] Restyling fin che vuoi, ma se poi a condurre c’ è Francesco Giorgino allora significa che nulla cambia: segnali di novità nel mare del già visto. Nel giorno in cui il Senato votava il disegno di legge sulle intercettazioni, il Tg1 ha presentato il suo ennesimo lifting: nuova sigla, nuova grafica, nuovi titoli, ma con moderazione, secondo la vecchia regola democristiana del cambiamento nella continuità. Il logo del Tg1 assomiglia un po’ al monolito di 2001 Odissea nello spazio, c’ è uno spreco di azzurro Tg5, lo studio sembra la casa del «Grande Fratello», ultima edizione. Per l’ occasione, il direttore Augusto Minzolini ha piazzato uno dei suoi editoriali. Al di là dei contenuti o delle legittime scelte di campo, Minzolini ha sempre qualcosa da rivendicare. I suoi editoriali sono delle piccole sedute pubbliche di analisi, a partire da quella distinzione liceale tra mondo reale e mondo virtuale: «Un tg che mai come ora si è posto il compito di accorciare la distanza che spesso divide la realtà virtuale, raccontata da una parte dei media, e quella che vedono tutti i giorni i cittadini». La prima domanda che uno spettatore si pone è «con chi c’ è l’ ha questa volta?». Con il suo predecessore Gianni Riotta? Con la sua redazione? Con il mondo intero? Mosso dallo zelo dell’ ex bracconiere divenuto guardacaccia, Minzolini sembra agitato e agito dai fantasmi di chi non si sente accettato. Ma perché mai? Certo, l’ Usigrai gli rovina la festa con un duro comunicato sulla «legge bavaglio», i suoi redattori non si risparmiano errori (a proposito di intercettazioni, un giornalista confonde il numero della utenze con quello delle persone: «lo scorso anno sono state intercettate 130.000 persone, una ogni 461 abitanti», e un altro «lancia» la Carfagna e invece appare Brunetta). Ma un buon direttore sa andare oltre la superficie: chi non perdona al virtuale non perdona al reale.


10
giugno

DM LIVE24: 10 GIUGNO 2010

>>> Dal Diario di ieri…

  • Grasso scrive. E la redazione di DM quota.

mcooo ha scritto alle 23:50

Aldo Grasso parlando di Squadra Antimafia – Palermo oggi:”Non era facile confermare le aspettative create dalla prima stagione, mantenere alta la tensione narrativa e il ritmo del racconto, non perdere in coerenza e stile. Ma la seconda stagione di Squadra antimafia – Palermo oggi, prodotta dalla Taodue di Pietro Valsecchi, ha dimostrato che anche nella fiction italiana esistono esempi virtuosi, se si ha il coraggio di investire in talento e creatività. La storia è raccontata con una secchezza narrativa e uno stile visivo che poco concedono ai toni melodrammatici spesso caratteristici delle peggiori fiction italiane. Squadra antimafia poggia su solide basi di scrittura: hanno fatto un buon lavoro i suoi sceneggiatori (tra cui Stefano Bises e Leonardo Fasoli), a cui si è aggiunto in questa stagione lo scrittore Sandrone Dazieri, nel ruolo di story editor, una sorta di garante creativo che supervisiona il complicato sviluppo dell’intera stagione, secondo un modello produttivo americano”. MA ALLORA UN CUORE CE L’HA!!!

  • Serviva l’esorcista

lauretta ha scritto alle 12:46

Stando a quello che riporta “Il Giornale” , Morgan avrebbe chiamato padre Egidio Vittorio Zoia, esorcista della diocesi di Milano, per far benedire la sua casa.

  • Via Libera

lauretta ha scritto alle 18:49La primadonna di Domenica in 2010/11 sarà Lorella Cuccarini (come si sa da tempo). E molti sono sicuri che andrà bene perchè non rischia una controprogrammazione forte da parte di Canale 5. Come mai? Chiedetelo al suo agente, un tipino di nome Lucio Presta. (Dagospia)

  • Fattinger ai casting!





22
maggio

DM LIVE24: 22 MAGGIO 2010

>>> Dal Diario di ieri…

  • Grasso VS Santoro

ANnuccia ha scritto alle 10:50

GRASSO: “SANTORO DOVREBBE UNA BUONA VOLTA SMETTERE DI CREDERSI IL MASANIELLO DELLA TV, IL SOLO TUTORE DELLE NOSTRE COSCIENZE, IPERTROFICO E AUTOCOMPIACIUTO. UN VENDITORE AMBULANTE DI LIBERTÀ. CERTO CON IL SUO PUBBLICO, I SUOI ADEPTI, LE SUE TRICOTEUSES. UN DELIRIO DI ONNIPOTENZA CHE FARÀ TESTO”.

  • ForumFolies, Deficiente

lauretta ha scritto alle 12:25

Forum dopo la lettura della seconda sentenza e il congedo dei due contendenti, si è sentita chiaramente una voce maschile che diceva: “sei proprio un deficiente!”.

  • Esperta di banane

lauretta ha scritto alle 18:39

Pomeriggio 5 si parla di buone maniere e Tommaso De Mottoni spiega come si sta a tavola. Quando Katrina ex concorrente del GF5 va a tagliare una banana con coltello e forchetta, Tommaso: “Però è brava! Si vede che se ne intende di banane!”.


21
maggio

DM LIVE24: 21 MAGGIO 2010

  • La Balivo meglio di Minzolini

sirgeorgebest83 ha scritto alle 16:22

Grasso oggi (ieri, ndDM) scrive: Come più volte è stato notato, sono invece importanti i programmi che non parlano direttamente di politica ma contribuiscono in maniera determinante a creare un nuovo contesto sociale, un nuovo panorama antropologico. In quei programmi, specie al mattino e al pomeriggio, si condividono alcuni valori, si rafforza in maniera surrettizia una certa visione della società, si propaga indirettamente un’ideologia. Paradossalmente, una conduttrice insignificante come Caterina Balivo incide più di un editoriale di Augusto Minzolini, ovviamente su un elettorato inerte.

  • Darla gratis

lauretta ha scritto alle 18:14

Pomeriggio 5 si parla di Silvia Valerio e della sua verginità (vuole offrirla al Presidente dell’Iran, ndDM) e Rosy Dilettuso: “io non la offro… la do gratis!”.

  • Nomi curiosi

osservatore ha scritto alle 19:07

A La vita in diretta si parla di nomi curiosi, che oggi sembra di moda dare ai figli. Nel corso della puntata, Sposini ci propone un elenco davvero divertente di nomi e cognomi di persone realmente esistenti, alcuni dei quali sembrano proprio uno scherzo. Eccone alcuni: Costanzo Sciò, Onorino Lamattina, sig.ra Bianca Farina in Sacchetti, Domenica Chiuso, sig.ra Vera Vacca in Calore, Armida Guerra, Mario Netta…


9
maggio

PERCHE’ A MEDIASET SONO COSI’ LIBERI CON I BONOLIS E I POMERIGGI E CON I TELEFILM SONO MORALISTI? AL TELEFILM FESTIVAL SI DISCUTE DELLA CRISI DEI TELEFILM SULLE GENERALISTE

Telefilm Festival - Buscaglia-Freccero-Grasso-Leonardi

E’ già finita la Golden Age dei telefilm in Italia? Se lo chiedevano ieri Giorgio Buscaglia (Responsabile Programmazione Cinema e Fiction RaiDue), Laura Corbetta (Amministratore Delegato YAM112003), Carlo Freccero (Direttore Rai4), Marco Leonardi (Direttore contenuti Mediaset Premium), Carlo Panzeri (Vice Direttore Rete4), Alberto Rossini (Direttore editoriale Canali televisivi – Digicast spa), Fabrizio Salini (Vice Presidente Fox Channels Italy) e Luca Tiraboschi (Direttore Italia 1), ospiti del dibattito moderato da Aldo Grasso nel corso del Telefilm Festival. Alla base della domanda gli ascolti in calo della produzione telefilmica sulla tv generalista, passati dall’11.09% di share di due anni fa all’attuale 9.81%. La kermesse ha provato ad analizzare, con l’aiuto del CERTA (Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi dell’Università Cattolica di Milano), le ragioni che hanno determinato la flessione negli ascolti. Un calo generalizzato che, però, come la ricerca ha evidenziato, non ha colpito il genere procedural.

A tal proposito, Giorgio Buscaglia non può che ammettere il buon funzionamento dei polizeschi, frutto altresì del lavoro di Cbs che ha deciso di puntare sul genere riscuotendo notevoli successi. “I polizieschi – continua Buscaglia – si concludono in una puntata; il pubblico non ne può più ed è difficile far capire che la serie continua. Lost su Raidue ha perso audience dalla prima puntata della seconda stagione cioè da quando si è scoperto che c’era una botola”. Alle affermazioni di Buscaglia fanno eco quelle di Fabrizio Salini, convinto che il procedural sia un genere capace di catturare più pubblico; ciò malgrado nel caso di Fox e della sua molteplice offerta il problema della supremazia di un genere non si pone. Sullo stesso argomento, Freccero ritiene che il procedural sia un genere da sempre radicato nei gusti del pubblico: “credo che ci sia un consumo stabile della tv generalista di alcuni generi. Tutti questi telefilm della Cbs hanno preso il posto di Derrick”. Chiamato a rispondere, invece, sulla crisi dei telefilm in generale, il guru di Rai4 parla di mancanza di editorialità delle generaliste e, lanciando una frecciatina a Tiraboschi, aggiunge: “Chi vede il telefilm nella generalista è un disgraziato, perchè glielo spostano continuamente. Rabbrividisco con Dr. House, prima su Italia 1, poi su Canale 5, poi ancora su Italia 1. Dicono che ci sia il coordinamento palinsesti, e chi fa tv sa che chi ci lavora è gente che non fa nulla”.

Non coglie la provocazione, però, il direttore di Italia 1 che si limita ad individuare le tre cause alla base della crisi. Queste sono individuabili nel mutuato scenario competitivo (“una volta Italia 1 era la matrice da cui uscivano le grandi serie televisive, oggi i telefilm sono trasmessi da tutti”), nell’usura del prodotto e nel download (“alle generaliste il prodotto arriva per ultimo; inoltre la differenza tra un successo di una serie e l’insuccesso è di circa 400 mila telespettatori, gli stessi - pressapoco – che seguono il telefilm sulle altre piattaforme”) e nella sceneggiatura (“negli ultimi anni non ho visto niente di forte, solo scimmiottamenti”).