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Bad Boy è il Mare Fuori israeliano
di Stefania Stefanelli
09/05/2025 - 16:50
© Netflix
3.3 /5
Quanto sarebbe interessante una stagione di Mare Fuori raccontata dai personaggi ormai diventati adulti? Per appurare se il carcere minorile sia davvero servito, se rieducazione c’è stata, se hanno avuto una seconda occasione, che ne è stato di loro. Ecco, diamo questo suggerimento ai produttori, prendendo spunto dalla nuova serie Netflix Bad Boy.
Prodotta in Israele e composta da otto episodi, la serie racconta il passato di Dean Shaiman, un comico che nei suoi spettacoli scherza sui drammi della sua adolescenza e li mostra al pubblico in una lunga serie di flashback. La cui angoscia di fondo stride con le risate da lui scatenate ma non del tutto, perché la ricerca di un po’ di leggerezza è l’ambizione della sceneggiatura.
Bad Boy è una storia vera romanzata
Sceneggiatura basata su una storia vera, perchè Dean Shaiman è il vero nome del suo interprete Daniel Chen, che ha deciso di mettere in scena i suoi anni di detenzione. A prestargli il volto da adolescente è invece Guy Menaster, e su quel volto si mixano sfrontatezza e tenerezza, tanto che si è propensi a perdonargli ogni errore.
I contrasti sono il punto di forza della serie, nella quale la cruda violenza regna sovrana ma viene mitigata dall’arguzia del protagonista, che cerca di sopravvivere mettendo a frutto tutte le sue capacità.
Sebbene gli altri giovani detenuti siano centrali nella narrazione, da sottolineare anche le figure adulte, a partire dalla madre di Dean (Neta Plotnik) fino ad arrivare alla direttrice del carcere (Liraz Chamami), figure che nei racconti di gioventù bruciata restano fondamentali.
Nel complesso, Bad Boy è un prodotto che riesce a offrire un punto di vista nuovo sul già visto.
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