1
gennaio

MILENA GABANELLI CONTRO LA RAI: NELLE SEDI REGIONALI SOLO SPRECHI E SERVIZI SULLE SAGRE

Milena Gabanelli

Chi polemizza a Capodanno, polemizza tutto l’anno. Se così fosse, saremmo a posto. Per iniziare un 2014 col botto, Milena Gabanelli ha sparato una bombetta pirotecnica contro la Rai, contestando a Viale Mazzini una gestione troppo dispendiosa delle proprie risorse. La giornalista, in particolare, ha scritto una lettera al Corriere della Sera in cui ha auspicato una razionalizzazione economica nel Servizio Pubblico, prendendosela specialmente con le spese delle sedi regionali.

Gabanelli: troppi sprechi nelle sedi regionali Rai

Privatizzare la Rai è un tema ricorrente. Nessun Paese europeo pensa di vendersi il servizio pubblico perché è un cardine della democrazia non sacrificabile. In nessun Paese europeo però ci sono 25 sedi locali: Potenza, Perugia, Catanzaro, Ancona. In Sicilia ce ne sono addirittura due, a Palermo e a Catania, ma anche in Veneto c’è una sede a Venezia e una a Verona, in Trentino Alto Adige una a Trento e una a Bolzano. La Rai di Genova sta dentro a un grattacielo di 12 piani… ma ne occupano a malapena 3. A Cagliari invece l’edificio è fatiscente con problemi di incolumità per i dipendenti. Poi ci sono i centri di produzione che non producono nulla, come quelli di Palermo e Firenze.

Con queste parole, la conduttrice di Report è intervenuta a gamba tesa su un argomento di per sé molto dibattuto. E lo ha fatto col ditino puntato, con toni a nostro avviso supponenti e fuori luogo. Perché, infatti, polemizzare aspramente sulle pagine di un quotidiano nazionale e non invece risolvere la questione tra le quattro mura di Viale Mazzini, parlandone con chi di dovere? La giornalista si è poi soffermata sull’operato delle sedi regionali Rai, rincarando la dose.

Gabanelli: razionalizzare i tg regionali Rai

A cosa servono 25 sedi? A produrre tre tg regionali al giorno, con prevalenza di servizi sulle sagre, assessori che inaugurano mostre, qualche fatto di cronaca. L’edizione di mezzanotte, che è una ribattuta, costa 4 milioni l’anno solo di personale. Perché non cominciare a razionalizzare?

Nel suo intervento, la primadonna di Report ha poi proposto di fare informazione locale “con piccoli nuclei, utilizzando agili collaboratori sul posto in caso di eventi o calamità, e in sinergia con Rainews24“. Una soluzione che appare troppo drastica: un conto è – come auspicabile – ripensare l’informazione delocalizzata Rai, un altro è eliminarla del tutto. Dopotutto, poi, ci sono sprechi Rai ben più gravi dai quali partire per migliorare l’efficienza economica del Servizio Pubblico. Auto-legittimata non si sa da cosa, l’esperta di giornalismo d’inchiesta ha auspicato che la propria ricetta venga presto attuata:

Vogliamo cominciare da lì nel 2014? O ci dobbiamo attendere presidenti di Regione che si imbavagliano davanti a viale Mazzini per chiedere la testa del direttore di turno che ha avuto la malaugurata idea di fare il suo mestiere? È probabile, visto che la maggior parte di quelle 25 sedi serve a garantire un microfono aperto ai politici locali

Milena Gabanelli contro la Rai: critiche dall’Usigrai

Dunque, in sintesi, secondo la Gabanelli le sedi locali trasmetterebbero in prevalenza servizi sulle sagre e sarebbero collaterali ai bisogni dei politici regionali. Una visione alquanto curiosa, quella della giornalista di Report. Le sue parole hanno suscitato dure critiche da parte dell’Usigrai, che in una nota ha definito l’attacco della Gabanelli “disinformazione pura“, con “dati errati e una scarsa conoscenza dell’azienda per la quale lavora da anni“.

Condivi questo articolo:
  • Facebook
  • Twitter
  • Digg
  • Wikio IT
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • Netvibes



Articoli che potrebbero interessarti


Milena Gabanelli e la redazione di Report
Milena Gabanelli, addio alla Rai: «Proseguirò il mio mestiere su un altro mezzo. Penso di avere chiuso con la TV» – Video


Milena Gabanelli
Rai, Milena Gabanelli si dimette. «La proposta di tornare a Report era mortificante»


Monica Maggioni
Monica Maggioni: «La Rai non è al tracollo e gli ascolti di Fazio non sono flop»


Giovanni Floris
Giovanni Floris: «Farei un appello per avere la Gabanelli a La7». Torna diMartedì con la copertina di Gene Gnocchi

25 Commenti dei lettori »

1. Luigi ha scritto:

1 gennaio 2014 alle 13:29

Nella mia regione c’è una grande emittente locale che trasmette anche un telegiornale. Se confrontiamo il tgr con il concorrente, nel primo il 70% è di politica locale, nel secondo è di cronaca. I servizi sugli eventi (spettacoli) nel primo arrivano anche con più di un giorno di ritardo, quando ormai non interessano più a nessuno. La Gabanelli non ha tutti i torti (soprattutto sulle sedi locali) e nessuno ci autorizza a pensare che queste osservazioni non le abbia prima fatte a chi di dovere.



2. scaluzzi ha scritto:

1 gennaio 2014 alle 13:57

Parole sante Milena.



3. Giuseppe ha scritto:

1 gennaio 2014 alle 14:20

Veramente supponente e fuori luogo questa presa di posizione. Forse Gabanelli non sa, o non ricorda, che se le sedi regionali RAI non garantiscono una produttività sempre all’altezza delle aspettative è perchè già da parecchi anni è stata attuata dalla dirigenza nazionale una politica di depotenziamento delle strutture periferiche.

La razionalizzazione andrebbe compiuta in senso inverso rispetto a quanto la giornalista sostiene, quindi decentrando anzichè gonfiare ulteriormente l’apparato romano. E di spazio libero a livello locale la Rai ne trova quanto ne vuole perchè le reti private stanno attraversando un cattivo momento. A meno che Gabanelli non voglia sostenere proprio la concorrenza privata…



4. tania ha scritto:

1 gennaio 2014 alle 17:27

Credo anch’io che ci siano sprechi in RAI e non si puo’ negarlo ma partirei con il diminuire certi contratti.Certo mi ha fatto effetto leggere che si lavora in un grattacielo di 12 piani sfruttandone solo 3 cosi come lavorare in un edificio fatiscente.Ora,semmai,bisogna accertarsi se la Gabanelli ne abbia gia’ parlato con mamma RAI e poi casomai criticarla per l’intervista ad un giornale.Sui TG regionali non ho mai capito la terza edizione (inutile) e il genuflettersi ad alcuni sindaci (ricordo benissimo il TG LAZIO sotto l’era Rutelli).Nonostante tutto trovo sia una ricchezza avere oltre 20 tg regionali.



5. Marcourli ha scritto:

1 gennaio 2014 alle 18:21

Sarebbe sufficiente una sola edizione quotidiana e serale del TgR della durata di 25 minuti, meteo compreso.
I canali Rai dovrebbero essere tutti privatizzati eccetto Raiuno.
Rai Scuola andrebbe soppresso.
Le sedi regionali dovrebbero essere ridotte sensibilmente ed esternalizzate in futuro.
L’importo del canone Rai andrebbe di conseguenza ridotto parecchio ed inserito automaticamente nella prima bolletta dell’anno dell’energia elettrica.



6. Giuseppe ha scritto:

1 gennaio 2014 alle 19:00

Quindi si ritiene uno spreco l’informazione televisiva locale e si auspica l’abrogazione di Rai Scuola: a quando il falò dei libri?



7. Marcourli ha scritto:

1 gennaio 2014 alle 19:28

@Giuseppe: Divulgata in questa maniera ( e parlo soprattutto del TgR Lombardia) l’informazione televisiva locale non mi pare propriamente esaustiva, con talvolta i medesimi servizi già messi in onda nelle edizioni nazionali. Ed oltretutto di realtà veramente locale c’è poco o niente. Ha mai seguito la programmazione di Rai Scuola? Non credo. Non credo che faccia parte dello 0,00001 %. Ma…share a parte… Non si capisce l’utilità di un canale strutturato in quel modo.
Per quanto riguarda i libri, beh, mi sembra un argomento fuori tema comunque non siamo certo cultori della società distopica raccontata da Bradbury. I nostri amati libri continueremo a leggerli sull’iPad e derivati senza rischiare di bruciarli.



8. Giuseppe ha scritto:

1 gennaio 2014 alle 19:45

Non si può pensare di risolvere le manchevolezze di un settore tagliandolo come un ramo secco. Piuttosto sarebbe meglio rimuovere le cause che hanno portato all’attuale situazione.

Per quanto riguarda Rai Scuola sarei favorevole al suo trasferimento in alcune fasce orarie di Rai1 come a i tempi di Non è mai troppo tardi. A patto che si trovi un nuovo Alberto Manzi, perchè iPad e ebooks non sembrano in grado di bloccare il dilagante analfabetismo di ritorno.



9. lele ha scritto:

1 gennaio 2014 alle 20:30

No leardi le sedi regionali sono invece tra gli sprechi più gravi della Rai, con troppo personale (specie quello giornalistico, assunto a volte su raccomandazione dei politici locali) considerate le ore di trasmissione, e con pochi mezzi. Di conseguenza le trasmissioni locali sono in genere di scarsa qualità. Mio padre ha lavorato per anni in una sede regionale, quindi so un pochino come vanno le cose lì…
Comunque la Gabanelli ha fatto bene a segnalare su un grosso quotidiano ciò ma la inviterei a informarsi su cosa fanno le altre emittenti (la Bbc ha sedi per ogni singola contea!) e a non fare proposte assurde, tipo cancellazione totale dell’informazione locale che va semmai valorizzata.



10. Psquared ha scritto:

1 gennaio 2014 alle 20:45

Abolizione di RAISCUOLA???? Ma siamo matti? Semmai sarebbe necessaria un’opportuna operazione per far conoscere meglio questo canale, che mi pare l’unico ad oggi in grado di fornire GRATIS strumenti per l’apprendimento e il potenziamento della lingua inglese. Come dire.. è proprio vero che appena abbiamo una cosa buona tentiamo in tutti i modi di disfarcene



11. R 101 ha scritto:

1 gennaio 2014 alle 21:21

@ Marco Leardi

Esattamente come è supponente e fuori luogo il suo commento.
Non credo sia così ingenuo da pensare che nel CdA Rai vogliano ascoltare le giuste osservazioni della Gabanelli ed adottare provvedimenti consequenziali.
E di certo non avrebbero trasmesso una puntata di Report sull’argomento.
In questo modo la questione è stata sollevata.
A mio avviso questo articolo è fuori luogo.



12. Giuseppe ha scritto:

1 gennaio 2014 alle 22:37

Sarei curioso di sapere se certe prese di posizione hanno un qualche legame con il sommovimento che ultimamente si avverte da parte di un gruppo industriale interessato a investire capitali recuperati di recente nel mondo dell’informazione anche televisiva e che, nel frattempo, punta proprio alla ristrutturazione in senso centralistico di alcuni suoi servizi periferici. Vedremo…



13. Marco Leardi ha scritto:

1 gennaio 2014 alle 23:27

@R 101. A prescindere dall’eventuale reazione del CdA circa le sue discutibili proposte, trovo vergognoso che una professionista come la Gabanelli discrediti pubblicamente l’Azienda che le offre lavoro, garanzie e visibilità, gettando ombre sull’operato di alcuni rispettabili colleghi regionali. La questione è semplice: Milena ha perso un’occasione per tacere.



14. giacomo bartoluccio ha scritto:

2 gennaio 2014 alle 09:49

@marco leardi, se aspiri a fare il giornalista, dalla Gabanelli puoi solo imparare. Proprio perchè parla della azienda per cui lavora, azienda pubblica e non privata, pagata con i nostri e suoi soldi penso che abbia tutto il diritto da giornalista superpartes denunciare sprechi. Qualora l’azienda in questione avesse solo la pubblicità come forma di finanziamente allora il tuo discorso potrebbe essere comprensibile siccome si parla di un pachiderma pubblico, in un momento in cui si chiedono sacrifici alla collettività, penso tu abbia torto marchio.
La gabanelli è una delle poche giornaliste che può permettersi di parlare a voce alta, senza fare la grillina o la marco travaglio, perchè se lo è guadagnato sul campo.
Vedo che si parla di servizio pubblico solo quando ci fa comodo



15. alberto ha scritto:

2 gennaio 2014 alle 13:13

Alcune volte è meglio non leggere i commenti a corredo di un articolo perchè ti da la dimensione di quello che è il paese. Talvolta è pure meglio non leggere affatto certi pezzi. Come si può pensare che “i panni sporchi vanno lavati in famiglia”?. Ma secondo voi, non le avranno risposto con una sonora scorreggia? La sua intenzione era quella di accendere i riflettori su una situazione palese a tutti e cioè che la Rai vive di sprechi. Cosa non vi torna? tutto quello che ha detto è verissimo ed è documentabile, non sta facendo illazioni. Certo che poi in Italia non cambia mai nulla se siamo noi stessi a tenere in piedi e difendere tutti questi carrozzoni mangiasoldi …



16. R 101 ha scritto:

2 gennaio 2014 alle 14:42

@ Marco Leardi

Non credo che la questione sia semplice e nemmeno che la sig.ra Gabanelli dovesse tacere.
Esprimere critiche costruttive e finalizzate ad una migliore gestione delle risorse della propria azienda non significa affatto gettare discredito ma, al contrario, cercare di valorizzare al meglio l’azienda presso cui si lavora.
La sig.ra Gabanelli, in tal modo, ha aumentato la sua credibilità.



17. Marco Leardi ha scritto:

2 gennaio 2014 alle 18:33

@R 101 @alberto.

Ripeto: denunce e critiche alla propria azienda non si fanno ‘a sorpresa’ sulle pagine di un quotidiano nazionale. I toni usati, peraltro, non sono molto gentili nei confronti dei colleghi regionali e non si capisce perché la giornalista se la sia presa proprio con loro, quando i grandi sprechi di Viale Mazzini sono ben altri. Milena, che ha più volte teorizzato la (folle) abolizione del contante, pensi piuttosto a suggerire un modalità per tracciare l’evasione al canone Rai, ormai superiore ai 550 milioni di euro.

piccola provocazione: nessuna parola, invece, sull’amico Fabio Fazio, che intasca uno stipendio milionario di gran lunga superiore a quello dei vertici aziendali?



18. R 101 ha scritto:

2 gennaio 2014 alle 19:33

@ Marco Leardi

Del tutto in disaccordo con Lei, ma la questione la chiudo qua.
Saluti.



19. Davide Maggio ha scritto:

2 gennaio 2014 alle 19:35

Ora, a parte che trovo veramente vecchio darsi del lei :D, volevo fare una domanda a R 101? In radio da te, ti piace tutto? Perchè mi piacerebbe sapere cosa c’è che non va.



20. Nick ha scritto:

3 gennaio 2014 alle 00:10

@marco leardi

L’abolizone del contante come misura contro l’evasione fiscale è tutt’altro che folle. L’ho hanno fatto in Corea del Sud negli anni 90 ed ha funzionato.
Non capisco come si faccia a paragonare il caso di un singolo contratto con un problema di struttura aziendale: a cosa servono 25 testate giornalistiche in Rai? scommettiamo che producono costi molto ma molto maggiori a quelli di Fazio?
Il fatto che le critiche siano state fatte a sorpresa è un ipotesi che fate voi.

PS. ultimamente in alcuni articoli rintraccio la presenza di un ‘Brunettismo’ strisciante: non è per nulla piacevole.



21. Marco Leardi ha scritto:

3 gennaio 2014 alle 04:34

@Nick. Fazio l’ho citato provocatoriamente (ma senza paragonare le due circostanze) perché i tagli andrebbero fatti in più direzioni. Ben venga una riduzione generale dei costi, ma con criterio. In un momento in cui l’offerta tele-informativa è aumentata esponenzialmente, la proposta della Gabanelli pare drastica e potenzialmente rischiosa per la Rai.

Nessun ‘brunettismo’. Anzi, cerchiamo sempre di contestualizzare al meglio notizie e dati. Leggi con più attenzione.



22. Giuseppe ha scritto:

3 gennaio 2014 alle 06:10

Ho l’impressione che a volte non ci si rende conto del valore effettivo delle cose. Parlare di sprechi ed invocare eventuali tagli nell’ambito del servizio informativo pubblico richiede molta cautela e cognizione di causa. Gabanelli sicuramente non ha preso posizione a vanvera, ma parte da un punto di vista che non necessariamente corrisponde all’interesse generale. L’idea di smantellare il servizio televisivo pubblico viene vagheggiata sempre più insistentemente da più parti e non sempre con l’intento si salvaguardare le pubbliche casse dagli sperperi. Posizioni come quella di Gabanelli rischiano solo di favorire le manovre di chi vuole comprarsi la Rai per due soldi. E il 2016, l’anno in cui scadrà la concessione con cui lo Stato affida il canone in esclusiva alla Rai è sempre più vicino.

La Rai farà la fine dell’ERT? E’ questo che Gabanelli vuole?



23. Michele ha scritto:

3 gennaio 2014 alle 12:24

Grande Gabanelli ha ragione al 100%; il TGR della regione dove abito (mi astengo dal dire quale è) ad esempio è veramente scandaloso: palesemente a favore del governo regionale locale, tra giornalisti sicuramente raccomandati che non sanno nemmeno parlare (c’è uno che nei servizi parla a cantilena, non si può sentire) e notizie veramente inutili: in pratica 3/4 del TGR della mia regione è fatto di servizi che riguardano convegni sulla farfalla comune, sui sassi di montagna o sulle proprietà alimentari delle lenticchie…. un vero spreco di soldi pubblici…..

Per carità credo che sia una ricchezza avere un TG specifico per ogni regione, però ora come ora sono veramente fatti ed organizzati malissimo, quindi devono essere assolutamente rivisti sia nella forma e nei contenuti e soprattutto nei costi, che devono essere notevolmente ridotti.



24. Nimo ha scritto:

3 gennaio 2014 alle 13:19

La Gabanelli ha perfettamente ragione.
I Tg regionali sono pieni di servizi inutili, si parla solo di economia o di sciocchezze (le sagre!!!), i giornalisti sanno a mala pena l’italiano, i programmi sono pessimi ai limiti del ridicolo…



25. R 101 ha scritto:

4 gennaio 2014 alle 13:59

@ Davide Maggio

Non ho mai detto di lavorare ad R 101.
Quanto all’utilizzo del Lei, è il caso di ricordare quel che diceva Flaiano: “Torniamo indietro. Sarà un progresso”.
:))))
E siccome sei attento a tutto ciò che riguarda la Tv, di sicuro sai che in molte interviste ci si da del “Lei” pur avendo un. Rapporto confidenziale.
E’ una forma di rispetto.
Il rispetto è un valore antico????
;)))



RSS feed per i commenti di questo post

Lascia un commento


Se sei registrato fai il login oppure Connetti con Facebook

Per commentare non è necessaria la registrazione, tuttavia per riservare il tuo nickname e per non inserire i dati per ciascun commento è possibile registrarsi o identificarsi con il proprio account di Facebook.