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settembre

THE APPRENTICE: LA SECONDA PUNTATA E’ UN’ ECATOMBE DI CONCORRENTI. BRIATORE IN EMPATIA CON MATTEO GATTI: E’ IL VINCITORE ANNUNCIATO?

Beatrice Orlando, eliminata di The Apprentice

In The Apprentice c’è solo una cosa più rapida dell’impressionante susseguirsi di spot pubblicitari – nemmeno Cielo fosse una Canale5 in prime time con in onda una fiction di punta – e quella cosa è la moria di concorrenti. Anche ieri, come del resto nella prima puntata di martedì scorso, ben quattro aspiranti manager hanno abbandonato il talent e devono rinunciare alla possibilità di diventare collaboratori di fiducia del Boss Flavio Briatore anche se – a dire il vero – l’impressione è quella di trovarsi davanti dei ragazzini troppo intimiditi e inesperti per diventare ’squali’ dell’imprenditoria come il marito di Elisabetta Gregoraci.

Tra i forfait di ieri sera, la prima pagina spetta di diritto a Beatrice Orlando, l’unica finora a sentirsi rivolgere l’ormai celeberrimo “Sei fuori!nonostante la vittoria del suo team nella prova della quarta puntata (ogni martedi vengono proposte due puntate). I suoi modi di fare a metà tra l’arroganza allo stato puro e la sprovvedutezza sono venuti fuori nel corso della prova disputata nell’outlet di Franciacorta, dove la ricercatrice della Sapienza – teamleader del gruppo Lux – è stata incapace di organizzare le operazioni di vendita attirandosi il disappunto dei suoi compagni di squadra ai quali era stato intimato di fare acquisti “secondo il suo gusto personale“. Ciliegina sulla torta di una fallimentare gestione delle operazioni è stata la mossa di piazzare un’ape-car, fornita ai due team dalla produzione al fine di facilitare le vendite, proprio all’uscita dell’outlet con la conseguenza che la merce lì allocata è rimasta totalmente invenduta.

Eppure il team Lux era riuscito ad avere la meglio su Il Gruppo – a proposito dimenticate le divisioni tra uomini e donne della settimana scorsa, questa settimana la composizione delle squadre è stata mista – capitanato da Alberto Belloni, uno che è stato definito dallo stesso Boss “una nullità, uno senza spina dorsale” distintosi fino a questo punto solo per le eccentriche montature di occhiali da vista indossate. La fortuna di Alberto è stata quella di avere nello stesso team un soggetto altrettanto superfluo. Stiamo parlando del recidivo Stefano Di Dio, finito per tre volte su quattro in Boardroom (quindi a rischio eliminazione) e apostrofato da Briatore con gli stessi apprezzamenti appena rivolti al socio. A indisporre particolarmente è stato l’inspiegabile atteggiamento del ‘Cyrano di The Apprentice‘ (ogni riferimento alle proporzioni del naso è puramente voluto) che nel bel mezzo della sfida è stato messo a fare un orrendo murales che, almeno nelle intenzioni, doveva fungere da richiamo al negozio allestito da Il Gruppo nell’outlet.

Ad abbandonare la gara anche la 39enne Marcella Gamba, richiamata a casa da sopraggiunte urgenze familiari e la bocconiana Maria Elena Caruso, la cui laurea è stata presa ingiustamente di mira dal Boss, come se fosse un delitto avere studiato. Nella prima prova della serata la 29enne è stata messa a capo della compagine maschile mentre Enrico Perone era il teamleader delle donne che si sfidavano nella creazione di un giocattolo per bambini da sottoporre al giudizio insindacabile della Giochi Preziosi, con il Presidentissimo Enrico, patron del Genoa a fare la Special Guest della puntata.

Ebbene, la vittoria dell’Orangobot ideato dal team Lux sullo Star Make Up (cosmesi per bambini) partorito dalla squadra degli uomini ha portato in Boardroom proprio la Caruso insieme al favoritissimo – se non altro per lo spoiler rivelato da una telefonata anonima a La ZanzaraMatteo Gatti. Proprio in quel frangente si è vista l’empatia tra il Boss e il consulente commerciale che, dopo aver ammesso candidamente di non aver nemmeno terminato il Liceo, si è visto prendere amabilmente in giro dal Boss per la lunghezza della sua “giacca vista culo” e per il fatto di avere solo intuizioni che non riescono a diventare idee. Nonostante Briatore non abbia certo fatto i complimenti al bresciano, si può dire che tra i due sembra essersi rotto il ghiaccio e chissà che l’ascoltatore del programma di Cruciani non ci abbia visto giusto…

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9 Commenti dei lettori »

1. emy ha scritto:

26 settembre 2012 alle 12:36

questa Beatrice evidentemente non ha mail lavorato in vita sua, ricercatrice in finanza che non riusciva neanche a tenere il conto di 4 robe comprate all’Outlet.. con tanti ricercatori in cerca di un posto quello occupato da lei sembra davvero rubato.

anche l’altra ricciolina uscita se lo meritava. tante parolone da studentessa fresca e nessuna esperienza di lavoro in team.

Ste donnette devono smetterla di pensare che solo perchè sei laureato sei capace di lavorare e superiore agli altri.

Spero davvero vinca Matteo, la riscossa dei non laureati ma scaltri e con esperienza contro questi saputelli che sparano paroloni in inglese ma poi non sono assolutamente incapaci



2. Gianluca Camilleri ha scritto:

26 settembre 2012 alle 12:47

La vicenda di Beatrice dimostra come, in certi casi, la troppa sicurezza si trasforma in presunzione.
Non sono d’accordo sul tuo ragionamento relativo alla laurea: è ovvio che scaltrezza ed esperienza sono importanti ma – a parità di scaltrezza ed esperienza tra più persone – la laurea è un quid in più.
Non capisco perchè denigrare persone che hanno speso tempo e soldi per ottenere l’agognato ‘pezzo di carta’.
Anche a me Matteo è sembrato tra i più svegli ma mi piacciono anche i due Enrico (Perone e Tarantino).



3. Nina ha scritto:

26 settembre 2012 alle 14:40

Sai perchè Gianluca? Perchè alcuni, più che aver speso tempo e soldi paiono averlo “perso”. La cultura non è solo nozionismo ma anche esperienza.



4. GIOVANNI O. ha scritto:

26 settembre 2012 alle 15:50

Cara/o Emy,

permettimi di dirti con il tono del Boss che “DI GENTE COME TE NON CE NE FACCIAMO NIENTE!”, il tuo commento è un festival del qualunquismo piu’ limpido che ci sia, chi sei tu per giudicare chi ruba il posto o non lo ruba? se NON sai l’ inglese è colpa tua visto che tutto il mondo lo sà, se non ti intendi di finanza nell’ era dell’ informazione come questa E’ colpa tua.La laurea serve eccome, come serve l’ esperienza, quello che non serve sono persona arroganti e spocchiose che non possono permettersi di esserlo, Flavio è arrogante e spocchioso ma i fatti gli danno ragione e questo basta.Le donnette come dici tu lasciamole stare ma ti assicuro che ci sono donne con delle palle di acciaio.Il tuo astio è solo la solita solfa di chi non sa fare o dire nulla ed e’ invidioso di chi sa fare o dire peggio ancora se laureto.Svegliamoci e tagliamo questi cordoni ombellicali!!!!!



5. Nina ha scritto:

26 settembre 2012 alle 17:34

Caro Giovanni, chi ti dice che Emy non sappia l’inglese?



6. GIOVANNI O. ha scritto:

26 settembre 2012 alle 17:53

Ciao Nina,

me lo dice il mio istinto e comunque posso sbagliarmi, ammesso che lo sappia o meno sicuramente non è un carattere che a me cambia la vita, e comunque nella migliore delle ipotesi non sa PADRONEGGIARLO poichè il mondo oggi esige in certi campi l’ uniformità del linguaggio (pensiamo a dove saremmo nel campo medico se ognuno continuasse a parlare il proprio dialetto/lingua) quello che non sopporto è l’astio della gente e IL tirare sempre l’acqua verso il proprio mulino e dare sempre la colpa della propria pigrizia, incapacità o cattiva volontà all’ “ALTRO” piuttosto che “ALLA SFIGA” o peggio ancora alla competenza o ai titoli altrui come se fossero delle colpe o peccati mortali, i caproni sono sia laureati che analfabeti il problema non è i titoli che uno ha o meno, io penso che l’ Italiano abbia ancora una troppo marcata cultura ministeriale, basti pensare alla cattiva interpretazione di molti del 1° articolo della nostra e vostra costituzione.Spero non debba mai accadere ma se fossi malato preferirei farmi curare da uno che parla 7 lingue e che ha 12 lauree piuttosto che da uno comunque bravo ma autodidatta o senza comunque un minimo di base teorica che lo ha formato, fatevi lo stesso ragionamento e vedrete come la scena cambia repentinamente.E comunque ognuno la pensi come vuole.



7. Sarà ha scritto:

30 settembre 2012 alle 02:11

Preferisco un Gatti in azienda che un bocconiano spocchioso e senza nessuna spinta. I laureati di oggi sono solo, belle parole e fatti zero. Serve grinta e rimboccarsi le maniche, senza essere altezzosi.



8. GIOVANNI O. ha scritto:

1 ottobre 2012 alle 06:08

Anche io preferisco un Gatti, a prescindere dai titoli, quello che non preferisoco sono persone che giudicano senza essere, tu Sarà ad esempio chi sei per giudicare? sei un certificatore?cosa hai fatto nella vita che rimarrà per le prossime generazioni?se sei come credo il 99,99% delle persone uno/a che fa parte della massa forse è meglio che impari da chi esce dalla massa in senso positivo o negativo.



9. Fracesco Lorubbio ha scritto:

21 ottobre 2013 alle 22:46

Ma perché litigate in questo modo? Ci dovrebbe essere piu’ solidarieta’ e comprensione tra noi giovani. E poi , in fin dei conti , questo era solo una specie di gioco.

Spero che questi giovani ricercatori come Beatrice abbiano la carriera e il futuro che cercano e che si meritano , in Italia o all’Estero

Francesco da Bruxelles



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