16
febbraio

FantaSanremo, da spontanea iniziativa di un bar marchigiano a fastidiosa iniziativa commerciale

Clara (da Raiplay)

Mi hanno detto che devo presentare Maninni. A me non piace il Fantasanremo. Sta cosa che i cantanti si mettono a fare sto babbio non mi piace”. Parola di Teresa Mannino che in conferenza stampa ha manifestato il suo scarso gradimento nei confronti di un’iniziativa osannata da molti ma che, in realtà, dovrebbe portare la Rai ad una riflessione decisamente ampia e seria.

Sembra che non ci si renda conto di come, da simpatica iniziativa di un bar marchigiano, Fantasanremo sia diventato un’irritante operazione commerciale che arriva, tra l’altro, ad intralciare la gara sul palco dell’Ariston.

Ormai è tutto un pullulare di sponsor che, ingolositi dall’incredibile diffusione dell’iniziativa, sostengono Fantasanremo. Bravi, verrebbe da dire: dal piccolo bar di Corva, i ragazzi sono arrivati sul palco più prestigioso d’Italia. In realtà non è esattamente così. La raccolta pubblicitaria, infatti, è gestita da Rai Pubblicità con cui c’è un accordo dal 2023. Evidentemente – abbiamo pensato – dopo la strabordante pubblicità “concessa” gratuitamente negli anni scorsi (che ha permesso all’iniziativa di crescere esponenzialmente), Rai Pubblicità avrà deciso di monetizzare un evento legato al fiore all’occhiello della tv pubblica, il Festival di Sanremo.

Cerchiamo di saperne di più, ponendo una domanda durante la conferenza stampa del Festival.

“Vorremmo sapere che tipo di accordo commerciale è in essere con Fantasanremo e soprattutto sapere per quale motivo nei programmi Rai non è indicato nei titoli di coda l’inserimento a fini commerciali di Fantasanremo vista la costante pubblicità ricevuta”.

Questa la risposta della Rai:

Fantasanremo è un gioco virtuale basato sul Festival di Sanremo. E’ iniziato nel 2020. Nel 2023 ha assunto ormai un carattere culturale generalizzato coinvolgendo quasi 3 milioni, 3 milioni e mezzo di partecipanti; data anche la rilevanza assunta nel corso degli anni da un fenomeno che è nato assolutamente e spontaneamente Rai Pubblicità e Rai dal 2023 hanno iniziato un dialogo a tutela dei marchi, dei contenuti, delle attività commerciali del gruppo Rai che è l’organizzatore del Festival. Questo dialogo si è concretizzato in un accordo di concessione pubblicitaria mentre le attività di Fantasanremo proseguono in totale autonomia e rispetto del gioco. Quindi c’è questo accordo con Rai Pubblicità.

Dunque, ferma restando la mancata risposta sull’assenza di Fantasanremo tra i prodotti inseriti a fini commerciali nei programmi Rai, apprendiamo una cosa decisamente singolare: Rai per tutelare i propri marchi e i propri contenuti pensa bene non di vendere i diritti di utilizzo alla società privata che, stando a quanto dichiarato, utilizza e monetizza quei marchi e quei contenuti Rai (ed è cresciuta in maniera importante proprio grazie a quei marchi e all’enorme pubblicità ricevuta), ma affida a Rai Pubblicità la raccolta pubblicitaria andando, così, ad accrescerne i profitti.

Volendo sintetizzare, in Rai sembrerebbe che il modus operandi sia il seguente: utilizzate pure senza nessuna autorizzazione marchi e contenuti Rai, sperate che la vostra iniziativa abbia successo e poi vi diamo anche dei soldi vendendo per voi pubblicità.

Viene da sorridere pensando alla raccomandata che riceviamo puntualmente ogni anno con cui Rai Com utilizza toni perentori per l’utilizzo dei contenuti Rai del Festival di Sanremo.

Che buffonata quella dei cantanti

Dal punto di vista dello spettacolo, poi, la situazione è sfuggita di mano ed è diventata una buffonata. Se all’inizio la partecipazione dei cantanti al Fantasanremo era curiosa e spontanea, ora vedere i big sul palco dell’Ariston prestarsi ai voleri del gioco è fastidioso. Innanzitutto si rompe in maniera preordinata la liturgia dell’Ariston. Crollano pure tutti quei racconti che i cantanti ci hanno fatto sull’impareggiabile emozione di salire su quel palco. Sei talmente emozionato da pensare al Fantasanremo?

Gli stessi che in passato si lamentavano dello spettacolo che prendeva il sopravvento sulla musica, ora sono parte attiva e non richiesta delle gag. La scorsa edizione è stato un imbarazzante tripudio di fiori di Sanremo consegnati al direttore d’orchestra (Clara ha persino tentato di motivare il gesto, risultando oltremodo falsa), di borsette scippate all’ignaro pubblico in sala e di baci e abbracci a familiari presenti in teatro. Durante la prima sera, Fiorella Mannoia, una che ha sempre avuto problemi con la simpatia, si sarebbe presentata scalza per guadagnare punti e anche ieri ha citato l’iniziativa in diretta. Dovremmo iniziare poi a dubitare anche dei gesti sulla pace di Emma o di Big Mama che twerka, abbraccia il conduttore e si commuove?

L’impressione è che i big, malgrado ostentino assenza di competitività, ci tengano ad essere simpatici a tutti i costi perché sanno di essere scrutati da pubblico e giurie. E sottrarsi al gioco potrebbe essere antipatico, dal momento in cui uno ha iniziato non puoi impavidamente tirarti indietro.

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1 Commento dei lettori »

1. Teledico ha scritto:

17 febbraio 2024 alle 08:49

Ben detto, si é snaturato tutto e il pericolo é proprio quello di non capire piú cosa sia vero e cosa no. Riguardo ai fiori, ho apprezzato molto dei Sanremo di Amadeus, come i fuori siano diventati un omaggio per tutti, donne e uomini. Credo sia stato davvero un cambiamento culturale e perdipiú voluto proprio dagli artisti. Ma quest’anno si é davvero esagerato con i fiori dati ai direttori che tra l’altro sono sempre gli stessi.



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