8
febbraio

Sethu a DavideMaggio.it: «Le ‘Cause Perse’ non esistono davvero. La musica è la mia passione e la mia maledizione»

Sethu

Sethu

Canta di Cause Perse ma lui la sua causa l’ha vinta. Solo pochi mesi fa Maro De Lauri, vero nome di Sethu, non avrebbe mai detto di ritrovarsi al Festival di Sanremo 2023 nella categoria Big. E, invece, ora il giovane classe 1997, con una passione smisurata per la musica, si prepara alla sfida più grande della sua vita e lo fa con un misto di euforia e inquietudine. A DavideMaggio.it Sethu ha raccontato come vive la vigilia del debutto e tanto di sé che ancora non sapete

Inizio dalla domanda che campeggia sul poster dietro di te: chi è Sethu?

E’ un po’ una provocazione per dire ma chi è questo sconosciuto. Allo stesso tempo è anche una domanda alla quale io stesso sto trovando la risposta, intanto lo chiediamo agli altri. Sono ancora un artista in divenire.

Cosa dovrebbe sapere di te chi non ti conosce?

Poche cose. Sono un ragazzo molto semplice, che ama fare musica, con suo fratello gemello, Jiz. Fare musica è come respirare, non posso stare senza.

Stai per debuttare a Sanremo, l’avresti mai detto 6 mesi fa?

No. Mi è sempre balenata l’idea di farlo, però a essere sincero è stata una lunga trafila. Quando ho fatto le prime audizioni eravamo in 800, poi Sanremo Giovani e nella mia testa dicevo “proviamoci, poi come va va”. E invece siamo qua. Non l’avrei detto però ce la giochiamo.

Nella tua biografia vieni definito inquieto e euforico: Sanremo ti porta più inquietudine o euforia?

Questa è una bella domanda, un misto. Comunque è un palco che ha un suo peso, pensi a chi ci ha passato, devi andare lì e spaccare quindi sì può inquietarmi e dall’altra parte un’orchestra che suona un tuo pezzo, nel mio caso scritto veramente in cameretta, è veramente una cosa assurda. Si accavallano queste emozioni e dico wow. Sarà un misto di cose che penso mi darà la giusta carica per esplodere.

Il brano che porti a Sanremo si chiama Cause Perse, ma esistono davvero le Cause Perse?

Certe volte capita che nel tuo percorso che ti porta alla tua felicità, alle tue ambizioni etc. ti senti un fallito e attorno a te vedi magari persone che possono, giustamente o meno, dubitare di te. Io penso che esistano le cause perse ma non totalmente. Esiste una sensazione ma c’è sempre una rivalsa, totalmente perse non esistono mai. E quindi in poche parole non esistono, ho fatto mille giri di parole.

Mi ha colpito la scelta del duetto con i Bnkr44, artisti giovani e di nicchia e non il nomone nella musica.

E’ stata una scelta artistica perchè voglio portare sul palco dell’Ariston un’identità precisa e anche un messaggio che è quello della nuova generazione della musica italiana e penso che loro siano uno degli esempi più fighi di nuovo pop. Ci accostiamo molto bene, abbiamo fatto un po’ comunità, ci siamo conosciuti, c’è chimica. Sarà una figata.

Se avessi voluto duettare con un big di Sanremo 2023, chi avresti scelto?

Bella domanda, sono così tanti. Ti dico Lazza, è un rapper che ho ascoltato parecchio, poi Madame. Però anche un duetto con Giorgia non lo butterei via.

Leggevo i titoli delle canzoni del tuo album: Sottoterra, Funerale, Cause Perse… E’ negativismo, pessimismo o voglia di esorcizzare?

Voglia di esorcizzare. Mi piace molto usare questo tipo di linguaggio un po’ dark. Ci sono alcune tematiche un po’ pesanti in alcuni pezzi, esorcizzare certe tipologie di sensazioni o  di disagio giovanile che sono anche un po’ un tabù ma esistono e vanno portate alla luce. Stilisticamente mi piace giocare con queste cose,  sono un po’ un preso male.

Sei un po’ un’evoluzione di quelli che una volta si chiamavano Emo.

Bravo, dei goth, dei dark. Sono un po’ un’evoluzione, bisogna vedere se positiva o negativa.

Che rapporto hai con la televisione?

Non la guardo tantissimo, per una questione di distanza generazionale. Sono cresciuto con la tv da piccolo, cartoni, Dragon Ball, poi a una certa ho smesso di guardarla. Come tanti della mia generazione, uso più internet ma per determinati eventi come Sanremo, i mondiali, la partita, la seguo.

Lavorare con tuo fratello gemello è un plus o ha anche degli aspetti negativi?

E’ un grande plus, aspetti negativi non ne ha nel senso che lui è veramente il mio riflesso. Siamo molto diversi caratterialmente però siamo sempre molto d’accordo. L’unica cosa che ti posso dire è che è molto intenso fare musica in famiglia, nel senso chiaramente ti vivi ogni cosa senza quella distanza professionale. Allo stesso modo come sono intensi i momenti belli, quelli brutti lo sono altrettanti. Non ci sono aspetti negativi ma a volte è dura.

Cosa dicono i vostri genitori?

Sono contentissimi. Sanremo per loro è stato storia, sarà una grande soddisfazione vederci li.

Kanye West è ancora il tuo idolo?

Mannaggia a lui, ha fatto correre tanto la bocca negli ultimi periodi lo sappiamo tutti. Come personaggio mediatico è veramente molto molto discutibile, molto distante da me e da cosa penso sia giusto, musicalmente rimane un grandissimo produttore, rapper, artista. Ad oggi ha perso qualcosina. Diciamo che preferisco la Kardashian! E ho detto tutto.

Chiudiamo con delle curiosità. La prima: perchè ti chiami Sethu?

All’inizio mi chiamavo Nor, poi ho dovuto cambiare questo nome perché nella mia città, Savona, nonostante siamo in ‘due cani’, il caso vuole che ci sia un altro rapper più grande con lo stesso nome e quindi ho dovuto cambiare nome in frettissima. Ho scelto Sethu che è una parola di un album di una band metal i Nile, che mi piaceva ai tempi e l’album si chiamava At the gate of Sethu. Non c’è troppo significato dietro.

Com’è possibile che  a Savona ci fosse un rapper con lo stesso nome?

Me lo chiedo tutti i giorni. A Savona letteralmente in 3 a fare musica a poi.

In 3, e la terza è Annalisa. La conosci?

Lei non mi conosce ma io l’ho vista tantissime volte bere al bar accanto alla stazione di Savona, lei poi è di provincia. Ovviamente non saprà chi sono ma io so benissimo chi è.

Sarà a Sanremo.

E’ a Sanremo, spero di incontrarla, scambiarci “due prese mali” da savonesi.

Altra curiosità: il taglio di capelli.

Avevo i capelli lunghi fino alle spalle poi ero in uno di quei periodi della vita in cui ti serve un cambiamento e avevo visto in una foto a caso di un tipo giapponese con questo taglio e ho deciso. Il parrucchiere mi chiedeva se fossi sicuro e io ho detto sì e non me lo sono più tolto da tre anni a questa parte.

Cosa hai scritto sulle mani?

Né con te né senza te è una frase di Ovidio, in realtà è un’abbreviazione perché la frase è Non posso stare né con te né senza di te. E’ un po’ il mio rapporto con quello che mi fa stare meglio e anche peggio al mondo che è la musica, quando faccio musica mi sento io ma è anche una cosa che mi porta tanto a confrontarmi con me stesso, è continuamente una battaglia con me stesso. E’ la mia passione e la mia maledizione, non posso stare né con né senza.

Pronostico sanremese: chi vince?

Vince la musica.


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