20
maggio

The Band, un insuccesso annunciato

Carlo Conti - The Band

Carlo Conti - The Band

La primavera televisiva, guardando agli ascolti, ha regalato più dolori che gioie. Se è vero che non tutte le ciambelle vengono col buco, quella di Carlo Conti è certamente una di queste: The Band ha fatto cilecca. Il nuovo show del venerdì sera di Rai 1, nato da un’idea del conduttore toscano che ha voluto porre l’attenzione sul mondo delle band, ha deluso le attese che, per quanto ci riguarda, erano già basse.

L’idea di proporre un format basato sul genere talent show, dove protagonisti sono concorrenti sconosciuti e giudici e tutor sono cantanti e personaggi del mondo dello spettacolo, è roba che si vede ormai da 20 anni e senza chissà quali risultati. La lista di trasmissioni simili che non hanno funzionato o che non sono mai realmente esplose era già piuttosto ricca prima di The Band. L’Italia, lo ribadiamo, non è un Paese per talent inteso come format che trasforma una persona comune in una star; checché se ne dica (male), la storia ha parlato per noi e a farci “fessi” sono più i reality. Non è un caso che l’unico talent che funzioni sia Amici, che per struttura e format è distante dai classici talent show ed è inteso più come scuola (basti pensare alla durata: tra fase iniziale e serale, dura circa 8 mesi), oltre ad ibridarsi con altri generi.

Passi l’idea non originale di proporre l’ennesimo talent show, la vera nota di rilievo – né intonata né stonata, ma dolente – è pensare che con il successo dei Maneskin gli italiani si siano improvvisamente scoperti grandi appassionati di gruppi musicali. La storia della musica italiana la conoscono tutti: siamo un popolo di cantautori e interpreti, con qualche eccezione (dai Ricchi e Poveri ai Pooh) che non ha mai mutato i veri gusti degli italiani. Pensare che potesse farlo The Band era improbabile.

E gli ascolti, come detto, hanno parlato chiaro. Quattro puntate che sono valse a Rai 1 circa 2,4 milioni di spettatori, con appena il 13.7% di share. Questa sera la finale, che per l’occasione trasloca dal Teatro Verdi di Montecatini Terme (dove è stato realizzato The Band) agli studi di Cinecittà, per la proclamazione della band vincitrice e la scelta dei migliori musicisti e vocalist tra tutti i componenti dei gruppi che hanno partecipato al programma.

Se non volete scoprire chi ha vinto, interrompete la lettura di questo articolo.

***Spoiler sul vincitore di The Band***

.

La finale, già registrata, secondo quanto riportato da Blogo, ha visto la vittoria della band Isoladellerose, del tutor Enrico Nigiotti e nota per la partecipazione a Citofonare Rai 2. La band è formata da tre componenti: Federico Proietti (voce, chitarra), Andrea Zanobi (basso) e Iacopo Volpini (batteria).

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4 Commenti dei lettori »

1. Marco3.0 ha scritto:

20 maggio 2022 alle 18:30

Beh, ha vinto la Band che era l’unica che io avevo salvato con quella di Masini e che avevo già nominato come migliore e possibile vincitrice. Sono contento. Li conosco.
Gli “italiani” sono sempre stati grandi appassionati di gruppi musicali e per fortuna non sono esistiti solo i Ricchi e Poveri e i Pooh. E per fortuna il mondo musicale è andato avanti dopo i R&P e Pooh che sono sempre stati musica leggera circostanziata a un determinato pubblico che segue Sanremo e che ama la musica “vecchia”. Possiamo definirlo il pubblico televisivo che segue le tv generaliste oggi fatto di over. Ma la realtà delle cose è ben diversa, in Italia le Band si sono sempre amate tanto tra i giovani nelle rispettive generazioni, dai CCCP, Premiata Forneria Marconi, l’Undeground Indie, Liftiba, Blue Vertigo, Timoria, Afterhours e via dicendo di generazione in generazione fino ai Måneskin (si scrive così). Solo per parlare degli italiani perchè se comincio ad elencare l’amore per le grandi Band, Pop o Rock, dai Beatles ai Rolling Stones ai Pink Floyd l’elenco si allunga di kilometri. E mi sono fermato a questi perchè mi sto riferendo a una determinata fascia di età, quella degli over. Le persone che hanno oggi 80 anni hanno amato questi grandi gruppi rock. 80 anni, non 50 o 40.
I gusti degli italiani in fatto di musica sono talmente variegati per fortuna e per niente immutati e limitati, e non si sono mai ristretti ai prodotti italiani, ma gli adolescenti degli anni 80 si strappavano i capelli per Duran Duran e Spandau Ballet e U2, e quelli degli anni 90 per i rapper come Eminem e tutti i gruppi hip hop.
E tutti questi che ho citato hanno sempre venduto in Italia molto ma molto di più che tutti i nostri melodici e i nostri pregiati cantautori.
The Band è evidentemente un’operazione fatta per dare un contentino agli over facendo suonare a gruppi rock composti da giovani improbabili canzoni non rock di 50 anni fa e introducendo una Tribute Band di anzianotti che scimmiotta gli U2 pronta per Tale e Quale. E poi anche per strizzare l’occhio al pubblico meno over in nome dei Måneskin. Esperimento fallito perchè mischiare generi e età funziona benissimo solo se sul palco hai dei veri professionisti e non una maggioranza di band da sagra.



2. Debby ha scritto:

20 maggio 2022 alle 20:08

Ma se è una trasmissione bellissima!! Voi di Davidemaggio sempre a buttar merda addosso agli altri e a ciò che non vi piace!



3. Pat ha scritto:

21 maggio 2022 alle 03:05

Debby, ma chi butta merda? È stato un flop, punto. C’è qualcosa di più oggettivo della soggettività, ovvero il pubblico che via via ha abbandonato questo programma nel corso delle settimane. Chiaro segno di un insuccesso che non verrà mai più riproposto. Lasciamo da parte i campanilismi.



4. a.m. ha scritto:

23 maggio 2022 alle 13:11

A me sembra che la stagione televisiva ormai da qualche anno di fatto si concluda ad Aprile, dopodichè tutti i programmi sono destinati al flop. Ma perchè non ripropongono I Migliori Anni?



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