27
maggio

Fiorello su Rai Play? Che barba, che noia

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Fiorello

Ci scusi per il paragone: Fiorello è un po’ come Pamela Prati. Per la showgirl sarda c’era un marito inesistente, per lo showman siciliano un “canale” inesistente o quasi. Fiorello tenta di sfuggire alle aspettative trovando rifugio in un posto tranquillo. Sì, le trattative che porterebbero Rosario su Rai Play ci fanno venire più di un dubbio.

Innanzitutto perchè Fiorello deve tornare su Rai1 in prima serata e con un grande varietà. Se sei il numero uno in quel genere perchè devi fare altro? La scelta di staccarsi e sperimentare sarebbe comprensibile per spezzare una routine. Ma Fiorello manca da 8 anni dal prime time e nella sua carriera non può dire di non aver spaziato. Il paradosso è che si intravede in lui una voglia di tornare al big show (altrimenti, ad esempio, non si sarebbe in tempi recenti accordato con l’ex Direttore Generale Mario Orfeo), puntualmente frenata però da quella che potremmo chiamare paura. Critiche, ascolti, haters, responsabilità, fake news… farebbe meglio a fregarsene (di tutto, tranne di questo articolo!). Qualunque cosa accada, rimarrà sempre Fiorello. Allo stesso tempo deve tener presente che ha quasi 60 anni e le opportunità di uno show in grande stile con i sacri crismi potrebbero ridursi. Nondimeno, il terreno del “multipiattaforma“, come già dimostrato dalle polemiche per il cachet, presenta comunque delle mine. Se devi rischiare, tanto vale farlo alla grande.

Precisando che non sono noti i termini di un accordo che si va definendo e il nostro giudizio si basa su quanto trapelato, riteniamo pure che Rai Play abbia altre priorità, diverse dall’accalappiare lo scapolo d’oro. La piattaforma streaming dovrebbe concentrarsi su come rendere più facilmente fruibili i propri contenuti. Partito come innovatore (ben prima dell’era di Campo dall’Orto), il portale Rai è andato migliorando per alcuni versi, peggiorando, o non sfruttando potenzialità, per altri. Bisognerebbe ottimizzare prima i contenuti esistenti procedendo in maniera graduale con investimenti in contenuti originali. Inoltre, Rai Play ha il compito di fare da volano ai canali Rai diventando alternativa solo per un particolare tipo di pubblico o contenuto. Offrire subito le brioche ad un pubblico che non ha il pane sarebbe così azzeccato?

Fiorello ha già avuto esperienze su realtà di nicchia, come Sky Uno e Tv8, e non ci sembra aver portato risultati dirompenti. La sua forza dimostrata in televisione finora è stata solo generalista; anzi Fiorello è l’emblema di quella televisione live, aggregante, che è il motivo per cui la broadcast television non morirà mai. In questo momento, più che Rai Play, la cui ascesa negli anni sarà fisiologica, è proprio Rai1 ad aver bisogno di un grande evento (e non eventualmente di qualche pillola web rimontata o arricchita per la tv). Al portale di Viale Mazzini basterebbero dei contenuti extra del Fiorello show per smuovere un po’ le acque.

Poi, considerata la bravura dello showman e l’investimento in atto, è altamente probabile che qualcosa di interessante esca fuori. Però consentitici di esprimere la mancanza di entusiasmo per un capovolgimento delle prospettive.

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2 Commenti dei lettori »

1. Federico ha scritto:

28 maggio 2019 alle 00:55

“ben prima dell’era di Campo dall’Orto” … raiplay faceva semplicemente ca g@ re



2. Patrick ha scritto:

28 maggio 2019 alle 03:06

Bisogno di Fiorello? Di uno che fa sempre gli stessi sketch, imitazioni, battute e personaggi che proponeva negli anni 90? No, non ce n’è alcun bisogno, per nulla proprio.



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