12
dicembre

Osvaldo Bevilacqua a DM: «Sereno Variabile da record grazie al pubblico. Ora vorrei andare nello spazio»

Osvaldo Bevilacqua

Quarant’anni in onda, tra paesaggi suggestivi, culture da conoscere e storie da raccontare. Sereno Variabile taglia un traguardo da record: è il programma televisivo di viaggi più longevo di tutti i tempi, sempre con lo stesso conduttore, Osvaldo Bevilacqua. Dal 24 novembre 1978, quando debuttò su Rai2 alla guida della trasmissione, il giornalista ha percorso circa 18 milioni di chilometri assieme alle troupe che negli anni lo hanno affiancato. Ma il presentatore 77enne non intende fermarsi e ora – ci confida – desidererebbe persino di andare nello spazio. Intanto, per festeggiare il quarantesimo anniversario, Rai2 proporrà una lunga maratona televisiva di Sereno Variabile in onda stanotte a partire dalle 00.30 per quattro ore.

Osvaldo, come ci si sente ad essere un conduttore da record?

Ci si sente bene, soddisfatti, ma stando anche con i piedi per terra. Le cose importanti nella vita sono anche altre: la salute, l’amicizia, il pubblico che ti vuole bene. Anche quello è un record. E questo record lo devo dedicare proprio al pubblico, perché è lui che decreta la tua vita professionale sempre e comunque.

Cosa pensi quando vedi che alcuni programmi di viaggi in onda oggi somigliano un po’ a Sereno Variabile?

Sono felicissimo. Rispondo con grande lealtà: ero io stesso a sollecitare che altri media si occupassero del turismo e del territorio. Perché il turismo è una Cenerentola un po’ relegata. Purtroppo molti amministratori non si rendono conto che il turismo è la voce più importante che c’è in Italia dal punto di vista economico. Ci si ricorda del turismo, invece, solo quando c’è il problema di riequilibrare la bilancia dei pagamenti. Sono contento perché più diamo spazio a questa voce più svegliamo i dormienti; e capire che bisogna occuparsi seriamente del turismo non è uno sport o un hobby ma un fatto importante dal punto di vista sociale ed economico.

Questo genere televisivo in che direzione si evolverà, secondo te?

Questo genere televisivo andrà avanti a vita, perché è sicuramente la rappresentazione degli scenari più belli del mondo. Quando si racconta un territorio, si racconta una civiltà, si raccontano le eccellenze culturali, storiche, enogastronomiche. La gente ha voglia di vedere e di sentirsi raccontare soprattutto un territorio.

Quale è stata la situazione più curiosa o difficile in cui ti sei trovato a girare in questi 40 anni?

Come potete immaginare, avendo fatto 18 milioni di chilometri, ne ho viste tante. Mi viene in mente, ad esempio, quando siamo andati al Circolo Polare Artico e siamo scesi nella miniera più grande del mondo. Si scende di 1.200 metri nelle viscere della terra ed effettivamente lì abbiamo girato in condizioni un po’ disumane a cominciare dalle esterne dove c’erano -35 gradi e se dopo un quarto d’ora ti andavi a toccare, come è successo ad un nostro capostruttura, ti si toglieva la pelle. Un’altra volta, sempre al Circolo Polare Artico, aspettavamo un piccolo aereo (volevo infatti parlare con il comandante del velivolo che prestava soccorso a chi ne avesse avuto bisogno) e attesi per un’ora e mezza a -35: ci si può anche rimanere! Mi si era congelata una gamba, non la sentivo più, e ho fatto anche una grande fesseria: entrato all’interno della baracca ho messo la gamba sopra un termosifone, rischiando l’embolo. Fortunatamente mi è andata bene. Se mi ricapiterà una cosa del genere, non lo farò mai più.

Se domani ti proponessero un viaggio su Marte, accetteresti?

Assolutamente sì. Io sono anche giornalista aerospaziale, mi sono occupato per tanti anni di spazio e addirittura, una ventina d’anni fa, avevo già fatto quasi un accordo con la Nasa per poter andare nello spazio, non tanto su un pianeta. Mi dovevo già preparare in Alabama, nella cosiddetta ’stanza del vomito’, dove ci si abitua. In tv avevano detto di questa cosa e la mia attuale moglie, con la quale ero fidanzato, mi disse: ‘Non ci pensare proprio!’. Però sicuramente questo altr’anno inizieranno i viaggi spaziali, si arriverà fino ai 10-12mila chilometri e poi ancora più in alto: il desiderio di vedere il pianeta Terra, quello me lo voglio togliere.

Un programma che per 40 anni ha avuto lo stesso conduttore, se la caverà anche quando quel conduttore andrà in pensione?

A questa domanda, che mi fanno tutti, rispondo sempre che quando il pubblico deciderà che Osvaldo Bevilacqua non deve più stare a raccontare il territorio, non esiterò a tirarmi da parte.

Nessuno dei tuoi figli ha seguito o intende seguire le tue orme?

Sì. Giorgio, il più grande, prima pensava di fare proprio l’astronauta, adesso invece gli interessa fare l’ingegnere spaziale. E il secondo, Gabriele, aveva quattro anni e ha voluto fare un corso con Anna Moroni per diventare chef perché voleva fare la cucina spaziale, per gli astronauti. Diceva lui: ‘me ne vado su una stazione internazionale e lì cucino per i viaggiatori che passeranno’. Sicuramente hanno entrambi un futuro da viaggiatori.

Condivi questo articolo:
  • Facebook
  • Twitter
  • Digg
  • Wikio IT
  • del.icio.us
  • Google Bookmarks
  • Netvibes

, ,



Articoli che potrebbero interessarti


Osvaldo Bevilacqua
Sereno Variabile: ‘Highlander’ Osvaldo Bevilacqua scalza Giovanni Muciaccia e torna ad essere l’unico conduttore


Sereno Variabile logo
Su Rai 2 si torna a viaggiare con Sereno Variabile. Muciaccia e Bevilacqua verso il cambio della guardia


Giovanni Muciaccia
Sereno Variabile Estate raddoppia. Giovanni Muciaccia al fianco di Osvaldo Bevilacqua


Osvaldo Bevilacqua
SERENO VARIABILE: AL VIA LA NUOVA STAGIONE. IN OGNI PUNTATA UN’APPOSITA “GIURIA”

1 Commento dei lettori »

1. Luca ha scritto:

12 dicembre 2018 alle 20:59

Mamma mia come è dimagrito
Ma è malato ?



RSS feed per i commenti di questo post

Lascia un commento


Se sei registrato fai il login oppure Connetti con Facebook

Per commentare non è necessaria la registrazione, tuttavia per riservare il tuo nickname e per non inserire i dati per ciascun commento è possibile registrarsi o identificarsi con il proprio account di Facebook.