3
settembre

Pressing: Canale5 non si smarca dallo ’sportainment’

Elena Tambini, Pierluigi Pardo, Giorgia Rossi

Il paragone col passato non s’ha da fare. Al di là del titolo, infatti, il nuovo in onda su Canale5 ha davvero poco (o forse nulla) in comune con lo storico programma di Raimondo Vianello. Azzardare accostamenti, insomma, sarebbe ingiusto e penalizzante per gli eredi del glorioso marchio. L’approfondimento condotto da Pierluigi Pardo va piuttosto recensito per quello che è: un talk calcistico nel complesso gradevole, alle prese però con l’attuale tendenza ad edulcorare il racconto sportivo in tv con una dose – spesso non richiesta – di intrattenimento.

Nello specifico, Pressing rappresenta proprio un caso in cui certi orpelli televisivi potrebbero essere tranquillamente tolti, a beneficio del programma stesso. Il muro delle tifoserie, riciclato dalla claudicante esperienza di Balalaika, è ad esempio un elemento che non ha aggiunto nulla all’esordio della trasmissione e che, anzi, ha procurato al telespettatore un evitabile effetto déjà-vu. Per non parlare del siparietto con il sosia di Cristiano Ronaldo.

La trasmissione, diversamente, si è rivelata interessante e scorrevole nei momenti in cui il conduttore Pardo si è soffermato sull’attualità del calcio giocato nella giornata di Campionato appena conclusa. In questo frangente ci saremmo però aspettati che il dibattito fosse supportato da ampie carrellate di highlights, da eventuali collegamenti e da contributi esclusivi realizzati tra i calciatori. Senza il timore di cedere a qualche tecnicismo che, a risultati sportivi ancora caldi, può starci benissimo. Per il momento, invece, questi contenuti hanno scarseggiato o non si sono visti, dando così l’impressione che la collocazione domenicale non fosse stata sfruttata appieno.

In tale contesto, anche lo stesso Pardo non si è smarcato più di tanto dallo stile di conduzione – piacevole, ma ormai abituale – adottato a Tiki Taka, sebbene tra le sue qualità vi siano delle consistenti competenze calcistiche che a Pressing potrebbero trovare una maggior espressione rispetto all’ambiente volutamente più scanzonato di Italia1. Precisi e ben argomentati gli interventi ‘arbitrali’ di Elena Tambini, mentre Giorgia Rossi è apparsa un po’ sacrificata nel ruolo assegnatole.

Nel corso della stagione, auspichiamo nell’interesse del pubblico che Pressing tenga fede ai buoni propositi e si profili come un approfondimento sportivo più “istituzionale”: leggero nei toni e nel ritmo sì, ma senza troppe concessioni a quello sportainment che corre costantemente il rischio di banalizzare l’evento calcistico.

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