28
agosto

«Chi ti Conosce?»: Max Giusti non fa boom

Chi ti conosce, Max Giusti

«» più che un titolo è una domanda retorica. Con la risposta scontata: tutti o quasi. Il nuovo quiz condotto da Max Giusti si ascrive infatti ad un genere – quello degli identity game – che il pubblico conosce ormai bene, visto il suo ampio (ab)uso sul piccolo schermo. I programmi in cui i concorrenti devono indovinare l’identità di qualcuno non sono più una novità e di conseguenza anche la nuova trasmissione del Nove ha risentito sin dalla prima puntata di un effetto déjà-vu spalmato sull’intera messa in onda.

Il fatto che Chi ti conosce? richiami alla mente Soliti Ignoti non ci stupisce. Anzi, un po’ ce lo aspettavamo, visto che le variazioni sul tema (pardon, sul genere) si possono effettuare ma fino ad un certo punto. Il programma di Max Giusti ha tempi più dilatati e un ritmo tutto sommato blando, rallentato dal fatto che ogni protagonista dall’identità nascosta sia chiamato a svolgere un test attinente al ruolo attribuitogli dai concorrenti.

Il siparietto, di volta in volta, desta curiosità e dà modo al conduttore di esprimere le proprie abilità di intrattenitore e battutista. Al contempo, però, il quiz accusa momentanei cali di tensione e la suspense – che dovrebbe crescere progressivamente – si sgonfia col passare dei minuti. Nella prima puntata, trasmessa ieri, i partecipanti sono arrivati al gioco finale con la cifra massima consentita (100mila euro) ma il pathos della scalata verso tale obiettivo non lo si è quasi percepito. Ci chiediamo, a questo punto, quale potenziale di coinvolgimento possa esserci in puntate con cifre meno sostanziose in palio.

L’esordio, in tal senso, ha fatto rimpiangere il pur lacunoso Boom!, che almeno si differenziava dal solito quiz sulle identità ed aveva elementi specifici in grado di trattenere il pubblico sino al termine della puntata. Cosa non scontata per questo nuovo prodotto, a cui probabilmente servirà pure tempo per farsi riconoscere. Il meccanismo stesso del gioco finale, peraltro, non è proprio di immediata comprensione e – ad un primissimo passaggio televisivo – richiede qualche attimo per essere capito.

La scelta di affidarsi ad un genere già conosciuto, comoda sì ma poco coraggiosa, avrebbe dovuto spingere Giusti e Nove ad osare di più.

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1 Commento dei lettori »

1. Wolfy ha scritto:

30 agosto 2018 alle 12:08

Personalmente, ho salvato solo alcune cose, ma a parte la sensazioen di già visto, che quella vabbé…c’è “I Soliti Ignoti”, allora facciamo prima “Guess My Age”, che diciamolo pure quello deriva dal programma di Rai1, poi facciamo questo che non solo non dice niente di nuovo ma appunto è un copia incolla con variazioni sul tema. Lasciamo poi perdere il gioco finale…cioè lo salvo solo se gli indizi sono sparsi nel corso della puntata e allora ha un senso, altrimenti mi da la stessa sensazione del Parente Misterioso, ovvero: grande, hai indovinato un sacco d’indentità, ma siccome dobbiamo pagari stipendi enormi e i soldi ci mancano, facciamo una roba completamente a caso in cui rischi di tornare a casa a mani vuote.
Rimpiango un casino ormai i giochi che faceva Mike, che avevano rotto le scatole magari, ma almeno avevano un senso e premiavano la bravura. Qua, meno sei bravo e hai fortuna, meglio è. Mah…davvero io questa tv non la capisco. Per finire, ci vuole più dinamismo ragazzi, dopo due anni, sti giochi che sono uguali tra loro, stufano, ci vuole qualcosa di nuovo.



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