10
maggio

Il Miracolo: una bomba narrativa che si spera non resti inesplosa

Il Miracolo - Tommaso Ragno

Il Miracolo - Tommaso Ragno

Dai romanzi di Niccolò Ammaniti sono stati tratti alcuni film molto importanti, diretti da grandi firme del cinema italiano come Salvatores e Bertolucci. Lui ha deciso però di debuttare come regista con un’opera televisiva e, nonostante il mezzo di diffusione della sua opera sia stato il piccolo schermo, l’influenza cinematografica si sente. Il Miracolo, che ha debuttato martedì su Sky Atlantic e Sky Cinema, a primo impatto non sembra un prodotto adatto alla tv, e la prima puntata, asciugata di alcuni passaggi superflui, sarebbe stata da sola un ottimo film.

Il Miracolo: un racconto angosciante con ottimi interpreti

La costruzione c’è, c’è il pathos e ci sono dei personaggi molto forti attraverso i quali raccontare il ritrovamento della Madonna piangente; ognuno di loro ha dentro un demone, che questo incontro inatteso con il sovrannaturale scatena o potrebbe sedare. C’è un’umanità varia, portatrice di più forme di miseria che sono come un pugno allo stomaco dello spettatore, e ci sono immagini destinate a farsi ricordare, come il pavimento scivoloso ed inondato di sangue che apre il racconto.

L‘angoscia è costante e crescente, ben raccontata dai bravi interpreti e da un connubio di luci e suoni studiato a dovere, ma risulta difficile immaginare in che direzione possa andare: in che modo le tre puntate restanti potrebbero mantenere intatto il climax creato nella prima senza strafare o stancare? La sensazione è che gli elementi più forti siano già stati svelati in apertura, e alcuni purtroppo addirittura prima della messa in onda, come per esempio il fatto che Marcello (Tommaso Ragno) fosse un prete: il suo personaggio, protagonista di scene scabrose, è quello più scomodo ma emblematico.

Il Miracolo: un racconto più cinematografico che televisivo

Il Miracolo, nonostante questa sua natura shock, che si presterebbe più all’evento singolo che alla divisione in puntate, si inserisce comunque bene nel contesto seriale di Sky, fatto di racconti per diversi motivi spinti, con immagini forti e quell’inquietudine immancabile che può risultare a tratti respingente.

In conclusione, è un prodotto d’autore forse troppo pretenzioso per il pubblico televisivo, ma indubbiamente una bomba narrativa coraggiosa, che non lascia indifferenti.

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1 Commento dei lettori »

1. Patrick ha scritto:

11 maggio 2018 alle 03:05

Un articolo a spoiler libero, proprio. Wow.



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