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gennaio

Diritti TV: la Serie A 2018/2021 resta in bilico ma si lavora «per fare in modo che Mediaset e Sky possano rientrare in corsa»

Diritti TV Serie A 2018/2021

Diritti TV Serie A 2018/2021

Mentre il calcio italiano attende di conoscere il nuovo numero uno della Figc dopo la fumata nera di ieri per l’elezione del successore di Carlo Tavecchio (si va verso l’inevitabile commissariamento, con la nomina dell’attuale presidente del Coni Giovanni Malagò), anche la partita dei diritti tv della Serie A per il triennio 2018/2021 è nel pieno caos. Dopo l’annullamento della prima asta, sono state respinte le nuove offerte di Sky e Mediaset, giudicate troppo basse dalla Lega, che lunedì 5 febbraio prenderà delle decisioni in merito alla trattativa con Mediapro.

Venerdì scorso, all’apertura delle buste per l’assegnazione dei diritti tv della Serie A di calcio, relativi alle stagioni 2018/2019, 2019/2020 e 2020/2021, la Lega ha risposto picche alle ‘avances’ di Sky e Mediaset, le cui offerte per i cinque pacchetti non superano gli 830 milioni di euro, contro 1 miliardo e 50 milioni chiesti dai presidenti delle squadre. Giocoforza, è stata aperta la busta riservata agli intermediari indipendenti, ‘firmata’ dagli spagnoli di Mediapro. Il gruppo con sede a Barcellona ha messo sul piatto 950 milioni all’anno (con royalties crescenti), avvicinandosi alle pretese della Lega, che ha così annunciato per la prossima settimana – lunedì 5 febbraio – la convocazione dell’assemblea per prendere delle decisioni a riguardo.

L’ambiziosa intenzione della Lega è di creare, grazie al supporto di Mediapro, un proprio canale riservato alla Serie A, da trasmettere poi su Sky e Mediaset, che a questo punto diventerebbero soltanto dei distributori del massimo campionato di calcio italiano, con il rischio di doversela vedere con una concorrenza che si farebbe decisamente più agguerrita (in questo scenario, ad esempio, sarà difficile che Discovery resti a guardare). Una soluzione che scontenterebbe in primis la pay tv satellitare, che ha investito molto sul calcio (si è ripresa la Champions League e ha ottenuto dalla Uefa i diritti per i prossimi Europei) e punta ad avere tutta la Serie A per i prossimi tre anni.

Il braccio di ferro della Lega e la ‘minaccia’ di accordarsi con il gruppo spagnolo, però, rientrano più in una strategia per spronare Sky e Mediaset ad alzare la posta in palio. Lo stesso Urbano Cairo, presidente del Torino, ha ammesso che l’offerta di Mediapro, comunque importante, “non è quella che noi vogliamo perché abbiamo un obiettivo che è più elevato”. Sotto la richiesta di 1 miliardo e 50 milioni non si scende: “Secondo me i diritti valgono molto e c’è spazio per crescere ancora”, ha aggiunto. Salvo sorprese, dunque, si va verso l’apertura di un terzo bando, come spiega Luigi De Siervo, ceo di Infront, l’advisor della Lega:

“Non voltiamo le spalle a Mediaset e Sky, l’obiettivo è di arrivare alla prossima assemblea portando il valore massimo che saremo in grado di negoziare con gli spagnoli. Ma la Lega non può non avere un piano alternativo [...] lavoreremo per fare in modo che Mediaset e Sky possano rientrare in corsa.

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