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novembre

FABIO VOLO A DM: IN UNTRADITIONAL MARIA DE FILIPPI MI HA CONFESSATO. L’AUDITEL? NON LO TEMO, IL NOVE NON HA DEI GRANDISSIMI ASCOLTI RISPETTO ALLA TV GENERALISTA

Fabio Volo

Panettiere, iena, conduttore, scrittore, attore, opinionista. Fabio Volo tradizionale non lo è mai stato e per il suo ennesimo debutto, questa volta in una serie tv da lui ideata, scritta, interpretata e prodotta, ha scelto l’emblematico titolo di Untraditional. Da stasera alle 21.15 (ma già visibile su Dplay) il canale Nove ospita la fiction che mescola aspetti della vita vera di Fabio Volo con elementi di finzione.

Girata tra Milano e New York, è legata agli sforzi dell’uomo di trovare un equilibrio tra vita professionale e vita privata e al desiderio di realizzare un proprio progetto televisivo, che gli consentirebbe di trasferirsi con tutta la famiglia a New York. Oltre a sua moglie Jhoanna, molti sono gli ospiti noti che hanno “recitato” nei loro panni. Tra questi: Quentin Tarantino, Maria De Filippi, Vasco Rossi, Emma Marrone, Roberto Saviano, Pif, Martina Colombari, Benedetta e Cristina Parodi, Fabio Caressa, Selvaggia Lucarelli, Max Giusti. Unica eccezione la cantante Paola Iezzi, che recita il ruolo di una ex fidanzata di Fabio.

Per saperne di più su Untraditional, DavideMaggio.it ha incontrato Fabio Volo. Ecco la nostra video intervista.

Perchè Untraditional?

Si chiama così perchè è una serie televisiva non tradizionale sia dal punto di vista di quello che vedrete, sia per dialoghi e quello che succede. Sono situazioni poco tradizionali.

La situazione meno tradizionale accaduta?

Ce ne sono tante. Ci sono dei club segreti fatti solo da personaggi famosi, dermatologi che si spacciano per urologi. Tutte situazioni… Non me ne viene in mente nemmeno una.

E’ un bel rischio?

Sì, affascinante.

Sei anche produttore della serie.

Sì, produttore esecutivo. Volevo essere padrone del set, non tanto nella ridistribuzione del denaro ma anche dal punto di vista delle energie del lavoro. Volevo poter cambiare delle cose in corsa senza dover chiedere. Il fatto di scrivere e fare il produttore esecutivo mi permette di capire se una scena che ha una location costosa funziona anche su una panchina del parco, io posso cambiarla e utilizzare quei soldi risparmiati per un’altra scena in cui mi serve la location costosa.

Uno dei problemi che rende la fiction italiana meno competitiva rispetto a quella internazionale è proprio il budget. Da questo punto di vista, Untraditional come si pone?

Non abbiamo avuto un grande budget, non rispetto alla mole di lavoro e alla quantità e qualità delle cose che volevamo fare. Però abbiamo cercato di recuperare mettendo tutti noi qualcosa in più a livello di forze.

Nella fiction, il tuo agente è un personaggio particolare. Come ha commentato il tuo vero agente (Beppe Caschetto, ndDM) la cosa?

Come tutti, questa cosa mi era già successa quando ho fatto il primo libro. Mia mamma mi ha detto: “Ma adesso le persone penseranno che io sono come la mamma del personaggio del libro”. La mia fidanzata: “Adesso penseranno che tu mi hai tradito come il personaggio nel tuo libro precedente”. Purtroppo chi mi sta accanto vive questa rottura di scatole. Il mio agente mi ha detto: “Non è che adesso penseranno che io sono così?”. E’ totalmente diverso, mi spiace.

Cosa ha fatto Maria De Filippi?

In ogni puntata c’è un momento in cui io mi confesso con un amico. Confesso la grande domanda che c’è all’interno della puntata, cioè il senso di quella puntata porta ad una domanda cui io cerco una risposta e in ogni puntata, appunto, c’è un personaggio con cui mi confesso. La De Filippi ha fatto questo ruolo, in un’altra puntata c’è Vasco Rossi, in un’altra Saviano, in un’altra ancora Silvio Orlando.

Nel corso della presentazione della serie, hai detto che gli attori italiani sono stati un po’ più restii ad accettare…

Li ho usati pochissimo, è difficile trovare un attore italiano che voglia fare se stesso prendendosi un po’ in giro. E poi mi serviva gente che non avesse nessun tipo di atteggiamento recitativo…

Per gli ascolti sei preoccupato?

Mah, il canale Nove non ha dei grandissimi ascolti rispetto alla tv generalista. Conta sempre meno ormai questa cosa dell’audience; per un programma tv, tipo un quiz, magari è ancora importante, per una serie televisiva l’importante è uscire sul mercato. Se poi fa ascolti siamo tutti contenti, ma magari fa ascolti la settimana successiva su internet. Ai miei tempi si andava a casa per guardare una cosa che iniziava alle otto e mezzo di sera, adesso nessuno più corre a casa perchè se la può vedere mezz’ora dopo, il giorno dopo…

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1 Commento dei lettori »

1. smilepie ha scritto:

9 novembre 2016 alle 15:06

L’ottima fotografia, la poetica colonna sonora stride con i momenti da cinepanettone, aspetto il secondo episodio.



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