31
maggio

DANIELE ADANI (SKY SPORT) A DM: SARA’ LA COPA AMERICA PIU’ BELLA DI SEMPRE. TRAPATTONI TELECRONISTA? MI VA BENE QUALSIASI COSA DICA (VIDEO)

Daniele Adani

Daniele Adani scende in campo per la Copa America. L’ex calciatore, però, non sarà sul terreno di gioco ma davanti alla telecamera: dal 3 al 26 giugno commenterà infatti le partite del celebre torneo (di cui ricorre il centenario) su Sky Sport (qui la programmazione). Assieme a lui ci saranno l’ex centrocampista dell’Inter Esteban Cambiasso e il giornalista Massimo Marianella. Esperto di calcio sudamericano, Adani sarà uno dei protagonisti della maratona che Sky inaugurerà in occasione dell’evento sportivo, con la diretta esclusiva di 32 match. L’abbiamo incontrato poco prima del fischio d’inizio.

Daniele, quale sarà il tuo impegno per questa Copa America su Sky Sport?

Ci occuperemo delle partite, soprattutto le prime, che introducono questa manifestazione che è la più antica di tutte. Cominciamo con la partita inaugurale a Santa Clara, Stati Uniti vs Colombia, poi ci sarà Argentina vs Cile e via via tratteremo al meglio questa competizione, che è veramente ricca.

La concomitanza con gli Europei non rischia di far passare in secondo piano la Copa America?

Sta nel gusto e nella passione delle persone scegliere tra una vasta gamma di eventi e di partite. Ci saranno giorni in cui avremo in alternanza l’una e l’altra competizione. Per quanto mi riguarda, questa è la Copa America più bella di sempre e non rinuncerei mai al tentativo di seguire tutto con la stessa passione e la stessa attenzione. Anche se questo sarà un rischio, la gente sarà poi libera di godersi questi eventi come meglio crede. Io non salterò nessuna partita.

Hai pronosticato che l’Argentina sia la squadra favorita. Chi invece ci stupirà?

Nessuno può mettere l’Argentina per seconda: è la più forte, è chiamata ad un successo dal ‘93 ed ha troppa qualità per non metterla davanti alle altre. Però ci sono della valide alternative. Metterei in un secondo piano il Brasile, pur rispettandolo, e non posso non nominare il Cile o la Colombia. Se dobbiamo andare sulle sorprese, rispetto molto il Messico, che ha tanti giocatori di qualità, d’esperienza e un allenatore forte – il colombiano Osorio – che può proporre un ottimo calcio. Mi interessa molto seguire gli Stati Uniti di Klinsmann, che dopo cinque anni di lavoro si trova ad uno snodo importante: o raccogliere qualcosa di importante in casa o cedere il posto ad un altro ciclo che deve cominciare. Il Cile è una squadra che ha sostituito il ciclo precedente con Sampaoli e con Pizzi si trova confermare quanto di buono ha fatto in casa lo scorso anno, quindi è chiamata ad una responsabilità maggiore. C’è davvero tanta carne al fuoco.

Il passaggio dal ruolo di calciatore a quello di commentatore televisivo è stato difficile?

No, ho trovato questo passaggio facile, così come è stato abbastanza facile abbandonare il calcio giocato, perché avevo pensato che quello fosse il momento giusto. Ho terminato presto, perché credo che non avessi più niente da dare e, essendo sereno con me stesso, non ho rimpianti ma sono proiettato al futuro. La passione e l’approfondimento, il desiderio di imparare cose nuove, di parlare di calcio in maniera dettagliata sono cose che mi appartengono e che mi hanno portato a sviluppare questo lavoro con amore. L’ho trovata una cosa abbastanza naturale, a dir la verità.

Quindi trovi adeguato che ex calciatori facciano commenti tecnici durante le partite?

Lo trovo adeguato a patto che ci siano preparazione e approfondimento, che non si pensi che basta solo aver giocato a calcio per poter parlare di calcio. Credo che questa non sia una cosa giusta. L’esperienza che abbiamo avuto deve essere abbinata ad un accompagnamento quotidiano sul calcio che cambia partita dopo partita e che evolve. Se vengono abbinate queste due cose tu riesci ad essere credibile e questo porta qualità alla gente a casa, che a sua volta ha voglia di qualità e di imparare con te. Se c’è empatia nasce un rapporto che secondo me è bello e duraturo.

Di recente c’è stata una polemica sul ruolo di Trapattoni come commentatore tecnico in tv. Il suo stile ti è sembrato adatto alla situazione o era opportuno che fosse diverso?

Trapattoni è stato un mio maestro di calcio, è quello che mi ha portato alla Fiorentina e poi mi ha fatto esordire e convocato spesso in Nazionale. E’ uno di quegli allenatori che, come Capello, fanno storia a sé e non andrei troppo a sindacare sullo specifico, ma andrei piuttosto a prendere l’esperienza, i trucchi, le letture, al di là del linguaggio approfondito. Secondo me Trapattoni da sempre porta qualcosa, per me ascoltarlo è come respirare aria. A me va bene il Trap, qualsiasi cosa dica.

Ha fatto discutere la tua decisione di rifiutare l’offerta di Mancini di essere il suo vice all’Inter per continuare il tuo percorso a Sky. E’ una scelta che rifaresti?

Adesso non ho da scegliere, quindi sono contento di quello che faccio e penso di rinnovarlo ogni giorno. Ma nella vita mai dire mai, perché ci sono degli incastri da valutare in un momento piuttosto che in un altro. Due anni fa è andata così e non so cosa sarà tra due anni, anche perché ci sono sempre tante componenti che devono andare insieme. Dico che essere qui a parlare prima di una Copa America e un Europeo da trattare in maniera dettagliata e con passione come facciamo noi, è una cosa che mi dà molte motivazioni.



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1 Commento dei lettori »

1. Luna ha scritto:

31 maggio 2016 alle 20:53

Beh si Daniele Adani con il suo capello alla “guerriero Dothraki” oppure alla boss Salvatore Conte in Gomorra é veramente l’inviato ideale per la Copa America.



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