19
aprile

AFFARI LEGALI: PIU’ CHE UN TRIBUNALE, UN GRAN CAOS

Affari Legali

TV8 si è lanciata ieri nel magico mondo del court show con la messa in onda delle prime puntate di Affari Legali, un programma che si annunciava quanto più tecnico possibile, con la ricostruzione fedele di cause di interesse comune che potessero spiegare al pubblico il funzionamento della legge italiana. E sì, l’aula di tribunale c’era, così come il giudice e gli avvocati, peccato che l’insieme sembrasse la fotocopia di Alta Infedeltà, programma di Stand By Me prodotto per Discovery, che già di suo non brilla per niente.

Affari Legali: troppo attori per un solo personaggio

Gran parte delle puntate è stata infatti dedicata alla messa in scena dell’antefatto, con gli attori impegnati ad interpretare la storia che aveva condotto alla causa; due storie su due che parlavano di coppie scoppiate e delle conseguenti recriminazioni, con plurime scenate, tradimenti e gelosie che con la legge c’entravano molto poco.

Ma la cosa che ha accomunato Affari Legali al programma di Real Time non è stata neanche questa, quanto l’uso di due attori diversi per interpretare ogni singolo personaggio: di ognuno dei contendenti c’era infatti sempre un attore che lo impersonava dichiaratamente nella ricostruzione e un altro che in teoria si spacciava per quello vero, venuto a raccontare il proprio punto di vista. Ma, dal momento che il programma, per propria ammissione, si basa su casi inventati, anche il secondo era di certo un attore. Risultato? Una confusione e un artefizio completamente inutili.

Affari Legali: storie troppo folcloristiche per l’esordio

Stessa cosa dicasi per gli avvocati, anche se tra loro si celava ieri una vera professionista del settore che, però, si è mischiata nella folla e che è stato possibile riconoscere soltanto attraverso un attento studio dei titoli di coda. Un’opportunità sprecata, che non ha dato valore al suo sapere, uno sbaglio che poteva essere evitato facilmente.

Probabilmente se si fossero scelte storie diverse per l’esordio l’impatto sarebbe risultato più concreto: proporre al pubblico una escort che cita il fidanzato per aver esposto in negozio una sua foto in lingerie, oppure un marito fedifrago con una moglie malata di shopping compulsivo al seguito non è stato affatto un serio biglietto da visita.

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2 Commenti dei lettori »

1. Luca ha scritto:

19 aprile 2016 alle 16:18

Perfetto
Se vogliono continuare a fare ascolti al 0,5 % ,continuino pure su questa strada
Sky pensa che gli italiani siano di bocca buona e propinano trasmissioni per decerebrati
Bravi continuate su questa strada ,tra un anno chiudete baracca e burattini



2. ermenton kazzuriza ha scritto:

16 maggio 2016 alle 15:26

Non mi risulta che un investigatore privato possa ottenere i tabulati di un cittadino , se questa è la “realtà” forse è quella del cotolengo.



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