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ottobre

DAVIDE PARENTI A TUTTO CAMPO SU LE IENE, OPENSPACE E XLOVE. “C’E’ CHI FA IL 7% SU CANALE5 E DICE CHE E’ UN SUCCESSO”

Davide Parenti

Davide Parenti rilascia di rado pubbliche dichiarazioni. Ma quando lo fa, non usa mezze misure. Accomodato alla scrivania del suo ufficio, a Cologno Monzese, il papà de Le Iene ha parlato con enfasi ed estrema schiettezza della sua nuova creatura televisiva: OpenSpace, il social talk condotto da Nadia Toffa in prime time su Italia1. Alla vigilia del debutto, Parenti ha svelato le potenzialità ma anche le possibili criticità del format. “Perché l’abbiamo fatto? Ce lo stiamo ancora chiedendo” ha scherzato. Poi è diventato un fiume in piena.

L’abbiamo fatto perché alle Iene siamo un po’ bloccati, più di questo non ci chiedono. Ma qui c’è tanta energia che andava messa da qualche parte. Avremmo voluto fare Le Iene sette giorni su sette, ma non ce lo fanno fare. Ci hanno detto di fare qualcos’altro, allora abbiamo pensato a un programma con Nadia (…) Abbiamo scelto lei perché è la più forte che c’è in questo momento. E’ comunicativa, intelligente, impara, capisce: non c’è gara. Portate pazienza per la prima volta che entra nello studio, ma se avrà il tempo di capire farà il mazzo a tutti” ha assicurato Parenti.

Davide Parenti: c’è chi fa il 7% su Canale5 e dice che è un successo

L’ideatore di OpenSpace si è poi soffermato sull’obiettivo d’ascolto del nuovo programma. E, non senza polemica, ha commentato:

Ci aspettiamo poco, tutte le serate sono difficili. Noi abbiamo fatto il 10% con Le Iene, che sono un gioiello. Abbiamo portato a casa una ragazza rapita in Turchia, ma nessuno ci ha considerati. Nessuno ne ha parlato, non è successo niente. Il programma ha fatto il 10% ma valeva molto di più. C’è gente che ha fatto il 7% su Canale5 e ha detto che è un successo! (il riferimento sembra a Giass di Antonio Ricci, ndDM) Le Iene la domenica fanno il 10% e sono un prodotto che ha 18 anni. Sono 18 anni che lo facciamo con passione“. Che l’autore abbia ancora il dente avvelenato per la mancata promozione de Le Iene su Canale5?

Poi, con altrettanta passione, Parenti ha precisato che OpenSpace non avrà alcuna somiglianza con Le Iene e si avvarrà di inviati giovani, scelti per il loro entusiasmo.

E’ un programma nuovo. Non abbiamo nemmeno fatto la puntata zero. Questa ‘disgraziata’ di  Nadia non ha mai fatto la conduttrice. Noi ovviamente speriamo di fare una cosa bella ma non è detto che il prodotto sia eccezionale, anche se noi abbiamo lavorato per questo. Noi vogliamo sempre vincere cinque a zero, ma è una partita davvero complessa. L’intenzione è di fare una cosa bella, non è detto che ci riusciamo; ci sta anche che perdiamo sei a zero. Dentro di noi siamo una bella squadra, abbiamo un sacco di energia e pensiamo che tutto poteva anche essere fatto meglio. Però noi abbiamo un’idea e l’abbiamo tramutata in realtà senza copiare da nessuna parte; stiamo facendo un format che non c’era. Noi abbiamo fatto una torta con ingredienti naturali ma non so se avremo il tempo di portare questa torta a diventare di pasticceria, perché quando uno fa una torta per la prima volta qualche sfiga ce l’ha. Questa torta avrà delle sfighe, però è fatta con tanto amore

Davide Parenti: siamo un po’ degli sfigati

Ma a che “sfighe” potenziali si riferiva, Parenti? L’autore non nasconde le proprie impressioni:

Noi abbiamo una sfiga di partenza. La dico, è impopolare ma la dico: siamo un po’ in un angolo, nel senso che non abbiamo tradizione di ospiti che vengono nei nostri programmi, perché noi siamo Le Iene e quando ci presentiamo scappano tutti. Se noi andiamo come Iene da qualche parte è difficile che ci aprano le porte. Con noi tutti quanti si sentono in qualche maniera poco tutelati, temono di rimanere fregati. Cercheremo di fare un programma interessante, senza trabocchetti, ma con piccoli colpi di scena. L’altra complessità è che non vorremmo fare un talk con gli ospiti che fanno normalmente il giro di tutti questi programmi. Stiamo cercando di aprire una finestra per fare entrare cose diverse e forse per la prima puntata ci stiamo parzialmente riuscendo. La difficoltà di questo genere è avere chi nutre questo genere. Noi non andiamo tradizione di anticamere, non conosciamo nessuno e non andiamo alle feste di chi conta, siamo un po’ degli sfigati“.

Parole, queste, pronunciate davanti a pochi cronisti ma anche alla presenza della direttrice di Italia1 Laura Casarotto, che – con fare più istituzionale – ha assicurato: “vedrete una cosa bella“. Fulminea chiosa di Parenti: “speriamo!“. Stuzzicato sull’argomento, il patron de Le Iene ha infine parlato di XLove e dei suoi ascolti.

Davide Parenti commenta XLove

Abbiamo fatto un dato in linea con la rete. Il programma aveva i suoi difetti, quello che gli mancava era il brand de Le Iene. Noi non abbiamo fatto altro che prendere gli stessi contenuti delle Iene e metterli dentro uno studio comico. Era una modulazione. Abbiamo fatto una cosa formidabile: un programma senza conduzione tentando di rivitalizzare un genere che ancora non ha trovato un’ospitalità vera in televisione. Però avevamo bisogno di stand up comedians pazzeschi. Se avessimo avuto Luttazzi, Guzzanti, Beppe Grillo e Crozza veniva un altro programma. Invece avevamo una seconda linea, comunque brava, ma forse con pezzi un po’ usurati. Sono certo che se noi avessimo fatto otto puntate saremmo arrivati al 9%, 9,5%. Io non la vivo come un insuccesso ma come un’occasione sprecata. Era un programma senza conduzione, con quella confezione: noi siamo artigiani, in una tv che vive di programmi copiati e tutti uguali, in cui ci sono tre str*nzi di giudici, noi proviamo a fare cose diverse“.

Davide Parenti: ci sono programmi protetti e altri no

E qui, prima di congedare i cronisti, Parenti si infervora. E, tra le righe, ne ha anche per Mediaset.

Sono convinto che se ci fosse l’economia per sostenere questi esperimenti, XLove sarebbe finito per essere un programma un buco sotto o sopra Le Iene. Il problema è che la televisione è fatta di brand che si affermano. Il 7% di media che abbiamo fatto è stato fatto in una situazione per niente protetta, perché io conosco Mediaset e conosco il mercato: ci sono programmi protetti e altri non protetti. Il 7,5% di XLove con la controprogrammazione che aveva vale tantissimo. Tant’è che in coda sono partite Le Iene e han fatto il 10%. Le Iene sono un prodotto da 15%. Noi abbiamo dei contenuti che non ha nessuno. Qui c’è un sacco di gente che si fa un mazzo così che tutte le settimana porta cose nuove. La televisione è vuota, noi siamo pieni“.

Parola di Iena.

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5 Commenti dei lettori »

1. kalinda ha scritto:

9 ottobre 2015 alle 21:37

Leggermente montato…………



2. Luca ha scritto:

10 ottobre 2015 alle 10:14

sembrano tutte frecciate ai (tutelatissimi e protetti) cugini di Striscia di Canale5…e non hanno tutti i torti…considerando poi che tra i giovani Le Iene sembrano essere più seguite e credibili rispetto al carrozzone del Gabibbo (e lo dico da fan di Striscia e A.Ricci)



3. CarloRossi ha scritto:

10 ottobre 2015 alle 10:52

ma non facciamo ridere i polli. È il pubblico che decide quali sono le belle trasmissioni… Non gli autori tv… “ogni scarrafone è bello a mamma sua”, è normale che per Parenti il suo programma sia un gioiello, ma una trasmissione come le Iene che a stento raggiunge il 10% in prima serata cosa pretende? Dai… Non facciamo ridere i polli!



4. Claudio ha scritto:

10 ottobre 2015 alle 14:38

Però ha ragione sulla storia della ragazzina rapita ma a cui è stato dato un lieto fine anche grazie all’aiuto delle Iene. Sui social non se ne è parlato nei giorni successivi alla messa in onda, ed è veramente un peccato perché era una storia davvero coinvolgente e capace di far riflettere.



5. Erodiochannel ha scritto:

11 ottobre 2015 alle 11:01

Ha ragione da vendere. Altro ché. ..



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