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The Traitors è una Talpa che ce l’ha fatta!
di Davide Maggio
07/11/2025 - 12:15
© US Prime Video
4.5 /5
Homo homini lupus. Via gli eccessi di sentimentalismo, dentro l’audacia e un pizzico di cinismo: The Traitors, novità di Prime Video, riporta il gioco al centro del reality. E ai fronzoli preferisce le pure e semplici dinamiche umane.
Il racconto è avvincente con un’escalation di tensione in grado di coinvolgere sia i partecipanti che i telespettatori. Funziona perché punta tutto su elementi strategici e psicologici, dopo anni nei quali il reality si è piegato su stesso tra ‘amorazzi’ e intromissioni esterne che azzerano il gioco. Perchè il problema non risiede nel genere in sè ma in come viene fatto.
E The Traitors è fatto bene. Se il formato è forte di suo, il cast scelto (almeno i più noti) e le conseguenti dinamiche sviluppatesi nel programma contribuiscono a farne “una Talpa di successo“.
Al pari de La Talpa, a tener banco sono le strategie, gli intrighi e gli inganni dei concorrenti tra i quali si nascondono 3 traditori che cercano di ingannare e manipolare il resto del gruppo per accaparrarsi il premio finale sottraendolo ai leali. Ma questa volta il racconto non ammette deviazioni, punta dritto verso l’obiettivo. Sì, The Traitors Italia è vincente perchè ha uno scopo. È questo ciò che manca al 95% dei reality italiani. Dare un senso alla confusione, trasformare il caos in racconto.
Persino Alessia Marcuzzi ce l’ha fatta. Per la serie «Dall’e dall, se spiezza pur’ ’o metall», dopo anni di tentativi non riusciti e di speranze mal riposte, la conduttrice ha finalmente (per lei) un programma in cui sta come il cacio sui maccheroni. Un programma che la sposta in due direzioni: la porta indietro di 30 anni, quando conduceva con successo Colpo di Fulmine, e la proietta verso una conduzione più recitata che fa riaffiorare la Marcuzzi comica di Così fan tutte (2009-2012), quando la sua spontaneità diventava copione.
Certo, qualcosa è perfettibile, a partire dalla longa manus autorale e finendo con le location. Il sospetto che qualche ‘suggestione’ di troppo sia arrivata al vincitore c’è, così come c’è la certezza che i giochi sarebbero potuti essere più avvicenti, visto che il format originale ne ha di interessantissimi. Ma quando c’è la sostanza, la confezione non può che migliorare. Lunga vita ai traditori!